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Recensione Film: “Storia di un matrimonio”

Storia di un matrimonio

Titolo originale: Marriage Story

Lingua originale: inglese

Paese di produzione: Stati Uniti d’America

Anno: 2019

Durata: 136 min

Genere: drammatico, sentimentale, commedia

Regia: Noah Baumbach

Sceneggiatura: Noah Baumbach

Produttore: Noah Baumbach, David Heyman

Produttore esecutivo: Craig Shilowich

Casa di produzione: Heyday Films

Distribuzione in italiano: Cineteca di Bologna / Netflix

Fotografia: Robbie Ryan

Montaggio: Jennifer Lame

Musiche: Randy Newman

Scenografia: Jade Healy

Costumi: Mark Bridges

Cast:

 Adam Driver: Charlie Barber; Scarlett Johansson: Nicole Barber; Laura Dern: Nora Fanshaw; Alan Alda: Bert Spitz; Ray Liotta: Jay Marotta; Azhy Robertson: Henry Barber; Julie Hagerty: Sandra; Merritt Wever: Cassie; Mark O’Brien: Carter; Matthew Shear: Terry; Brooke Bloom: Mary Ann; Kyle Bornheimer: Ted; Mickey Sumner: Beth; Wallace Shawn: Frank; Martha Kelly: assistente sociale.

 

 

Storia di un matrimonio, il film diretto da Noah Baumbach, segue la storia di Charlie (Adam Driver), regista teatrale, e Nicole (Scarlett Johansson), sua moglie e attrice, sposati con un bambino. Lei è una madre affettuosa e complice, lui un padre attento e presente. Ognuno apprezza l’altro, sia nei suoi pregi che nei difetti. La madre di Nicole adora Charlie a tal punto da considerarlo più un amico che un genero. Sembra il ritratto di una piccola famiglia perfetta, ma c’è qualcosa che non va. Un tassello si inclina, portando la coppia a quella che sembra l’unica soluzione alla loro infelicità: il divorzio.

Entrambi fortemente competitivi, Charlie e Nicole dovranno affrontare tutti gli ostacoli di una separazione. Lui dovrà prendere atto che molto probabilmente vedrà meno suo figlio e decide così di lottare per il piccolo. Lei si renderà conto che dedicava, come un succube, tutta sé stessa al marito, fino a sentirsi viva solo per alimentare la vitalità di lui. Mentre il bambino cerca di tenere uniti i genitori, i due adulti dovranno capire cosa fare, ma potranno riuscirci soltanto insieme…per comprendere che a volte la fine è solo l’inizio della storia. (Fonte: Coming Soon).

 

Sembra che Netflix quest’anno voglia fare le cose in grande, presentando a Hollywood tre film che stanno ricevendo numerose nomination a premi prestigiosi: I due Papi, The Irishman e Storia di un matrimonio.

Come avrete intuito vi parlerò di quest’ultimo, diretto da uno straordinario Baumbach, che si è ispirato alla storia del suo divorzio con l’attrice Jennifer Jason Leigh.

I due protagonisti sono Charlie (Adam Driver in stato di grazia) e Nicole (Scarlett Johansson, che ha dimostrato di essere straordinaria, togliendo la tuta della famosa Vedova Nera). Tutto inizia con i due, che sono da un terapista matrimoniale e devono leggere ciò che hanno scritto dell’altro. Charlie ci dice che Nicole è una donna che sa ascoltare, sa quando insistere e quando lasciarlo stare, è legata a sua madre Sandra e a sua sorella Cassie, è una madre che ama giocare con il loro figlio, è competitiva e ha rinunciato a una carriera a Los Angeles per restare a New York recitando a teatro nelle opere scritte da lui. Poi è Nicole a dirci quali sono le cose che ama di Charlie: è indomito e non permette che niente e nessuno ostacoli il suo cammino, è preciso e ordinato, piange quando guarda i film, sa cucire e cucinare, è molto competitivo, ama fare il padre, si perde nel suo mondo, ha avuto un’infanzia difficile e, una volta trasferitosi a New York, è stato bravissimo a creare una famiglia con tutte le persone della sua compagnia teatrale, nessuno escluso. I due non accennano al tradimento di Charlie e alla frustrazione di Nicole… ciò che colpisce subito è che entrambi siano persone competitive.

Storia di un matrimonio è stato definito il Kramer contro Kramer dei nostri giorni. Concordo, la società in cui viviamo a volte ci fagocita totalmente, i protagonisti ne sono un chiaro esempio; sono stati una coppia nel lavoro e nella vita, hanno avuto un figlio che amano alla follia, ma qualcosa col tempo si è spezzato. Charlie non riesce a capire che sua moglie vorrebbe tornare a Los Angeles, dove c’è la sua famiglia, e dove potrebbe realizzare il suo sogno di attrice, in quanto lei si sente sempre all’ombra di suo marito, che sta per portare il suo spettacolo a Broadway. Abbiamo parole non dette o non ascoltate; il non sentire e capire il disagio dell’altro porteranno la loro storia d’amore alla deriva.

Da qui inizierà una battaglia legale tra i due per la custodia del figlio Henry, questo tirerà fuori il peggio di entrambi. Si cercherà il giusto avvocato, perché ora c’è solo competizione. Nicole assume Nora Fanshaw, interpretata da una straordinaria Laura Dern (credo che vincerà un oscar per questo ruolo); Charlie sceglierà Jay Marotta interpretato da Ray Liotta. In pratica i due sono più agguerriti che mai, ma se guardiamo con attenzione, nei loro volti c’è solo sofferenza e la consapevolezza di non essere riusciti a dirsi quelle parole che forse li avrebbero portati in una direzione differente.Il film è un’altalena di emozioni, le viviamo tutte osservando le espressioni dei due protagonisti; Adam Driver spicca su tutti, ha regalato un’interpretazione forte, sincera e sofferta. È un attore straordinario, amato da tutti, grandi e piccini, anche per via del suo personaggio di Kylo Ren in Star Wars. Quindi posso dirlo… abbiamo una nuova stella a Hollywood. Non so se quest’anno vincerà l’Oscar, ma in fin dei conti non è importante, ciò che conta è il suo talento e non serve una statuetta a dircelo.

Ho amato questo film; ho pianto, riso e avrei tanto voluto che Nicole avesse letto a Charlie all’inizio del film quelle parole che lui leggerà solo alla fine, grazie al figlio Henry, dove le frasi di lei colpiscono l’ormai ex marito: dice di averlo amato fin da subito e non smetterà mai di amarlo nonostante ora non abbia più senso. Un’altra scena che mi ha commossa riguarda sempre Adam Driver, che non è solo un bravo attore, ma anche un bravo cantante; in un locale a New York, dopo aver firmato le carte del divorzio, inizia a cantare la canzone Being Alive: la scena è magnifica, perché nel corso della canzone traspare il rammarico di aver perso un legame speciale, (queste due scene sono le mie preferite).

Forse una storia non finisce mai veramente, le cose a volte sono destinate a cambiare nonostante ciò che proviamo. Nessuno di noi, in fin dei conti, sa come far funzionare un matrimonio, ma se qualcuno ha una ricetta segreta, lo dica pure, può tornare utile, non si sa mai.

Vi consiglio di vedere questo film perché è facile immedesimarsi in Nicole e Charlie, è una storia che parla di amore e della difficoltà di dire addio e chiudere qualcosa che ha portato gioia ma anche dolore.

 

Fulvia Elia

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