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Recensione film: Operation Finale regia di C. Weitz

Opertaion Finale  lo potete trovare  da Ottobre su Netflix 

Lingua originale: inglese, spagnolo
Paese di produzione: Stati Uniti d’America
Anno 2018
Genere: drammatico, storico, biografico
Regia: Chris Weitz
Distribuzione(Italia): Dal 3 Ottobre 2018 su Netflix

Interpreti e personaggi
Oscar Isaac: Peter Malkin
Ben Kingsley: Adolf Eichmann
Mélanie Laurent: Hanna
Nick Kroll: Rafi Eitan
Joe Alwyn: Klaus Eichmann
Lior Raz: Isser Harel
Haley Lu Richardson: Sylvia Herman
Michael Aronov: Zvi Aharoni
Peter Strauss: Lothar Hermann
Ohad Knoller: Ephraim Ilani
Torben Liebrecht: Yaakov Gat
Pêpê Rapazote: Carlos Füldner
Greta Scacchi: Vera Eichmann

Fonte Wikipedia per chi è interessato cliccando sui link troverà l’indirizzamento alla pagina di spiegazione.

Negli anni sessanta, l’agente segreto del Mossad Peter Malkin rintracciò e catturò Adolf Eichmann, SS-Obersturmbannführer del Reich durante la seconda guerra mondiale e criminale di guerra, che sfuggì al processo di Norimberga e fece perdere le sue tracce in Argentina. Dopo la sua cattura venne processato e condannato a morte in Israele per genocidio e crimini contro l’umanità.

 

«All’occorrenza salterò nella fossa ridendo perché la consapevolezza di avere cinque milioni di ebrei sulla coscienza mi dà un senso di grande soddisfazione.»

Si, avete letto bene, queste parole sono terribili!

Quello che state leggendo però non è frutto di uno sceneggiatore macabro, ma di uno dei più spietati assassini di massa della storia: Adolf Eichman Tenente Colonnello delle SS.

Molti di voi, purtroppo, vista la giovane età e lo scarso approfondimento che si fa a scuola della storia, non sapranno nemmeno di chi parlo, ma altri solo a sentire il suo nome staranno male.

Eichman era considerato il massimo esperto degli spostamenti di massa degli ebrei, persone che odiava e disprezzava profondamente; praticamente Eichmann fu il coordinatore e il responsabile della macchina delle deportazioni, colui che materialmente provvedeva a organizzare i convogli ferroviari che trasportavano gli ebrei verso Auschwitz e per questo motivo fu considerato uno dei maggiori esecutori dell’Olocausto. Nel Giugno del 1948 scappò in Argentina, assieme ad altri generali delle SS, per salvarsi dal processo di Norimberga. In Argentina visse per 15 anni mantenendo un profilo basso, ma un giorno, il figlio si presenta a una giovane ragazza con il suo vero cognome e la giovane, che in incognito è la figlia di un deportato ebreo, indica Mossad il luogo dove si trova uno dei maggiori fuggitivi del momento e, proprio grazie a questa segnalazione, inizia la caccia a Eichman per catturarlo e portarlo in Israele per processarlo.

Il film parla proprio di questo evento.

 

Questo film va affrontato come se fosse un documentario, una docu-fiction che, per i temi trattati, consiglio ai ragazzi di età superiore ai 14 anni e possibilmente accompagnati.

Oltre ad esserci delle immagini molto impressionanti e frasi molto crude, quello che mi ha particolarmente fatto stare male sono i filmati originali trasmessi alla fine del film, durante il processo. Per quale motivo sono stata male? Semplicemente perché i corpi mezzo carbonizzati dentro i forni crematori e i morti ammassati non sono comparse, ma sono scene vere, riprese durante la liberazione dei campi di sterminio.

Ben Kingsley nel ruolo di Adolf Eichman è fantastico; per una buona parte del film si pensa che gli uomini del Mossad, capeggiati da Peter Malkin, interpretato da un meraviglioso Oscar Isaac, siano i cattivi della situazione. Per un attimo, il modo di Eichman di rivolgersi a Peter come persona, raccontandogli la sua vita, ci fa pensare (se non avessimo conoscenza della storia) che tutto ciò che accade sia un terribile errore, fino a quando, in un momento di nervosismo, non si rilevala per quel mostro che é realmente. Di Kingsley ho visto diversi film, ma solo con Gandhi la sua interpretazione aveva raggiunto un così grande spessore, mentre Oscar Isaac non lo conoscevo, ma devo ammettere che è stata una bella sorpresa.


Come ho detto prima, questo film va affrontato come un documentario e le sue due ore volano; le immagini girate in notturna, in luoghi chiusi e scarsamente illuminati e oscuri che sembrano quasi rendere volutamente difficoltosa la visione a vantaggio dell’audio, rendono la pellicola molto interessante e istruttiva, che vi consiglio di guardare se amate la storia ma, soprattutto, se non volete dimenticare e sperare che questi crimini contro l’umanità non avvengano mai più.

 

baby.ladykira

Admin Founder del gruppo ROMANTICAMENTE FANTASY SITO

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