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Recensione: Edenya di Laura Rizzoglio

E se gli angeli esistessero veramente, ma non fossero quegli esseri alati che il nostro immaginario collettivo ci ha sempre fatto credere? Due mondi legati indissolubilmente da secoli, un paradiso che pare tale, ma nasconde in fondo crudeltà, amori proibiti e divinità assetate di sangue e potere. Due ragazze troveranno in loro stesse e nella loro amicizia la forza per perdonare e combattere il male, scoprendo infine un segreto che le porterà alla vittoria.

Un saluto a tutte voi, care Fenici vicine e lontane.
Chi non sarebbe ben felice di avere la certezza di poter un giorno calpestare il suolo di un autentico Eden? Di quello vero, con tanto di paesaggi idilliaci, animaletti curiosi e quant’altro? Be’, pare che non per tutti sia così.
È il caso della povera Angelica, che ha sacrificato tutta una vita in nome dell’amore.
Ma andiamo per gradi.
Angelica e Christian s’innamorano, fin dal primo sguardo, quando da fanciulli si conoscono sul pianerottolo del loro stabile. Lui, triste e introverso, se ne sta chiuso in se stesso, erigendo una barricata dietro l’altra, per tenere fuori dal suo triste mondo chiunque possa in qualche modo peggiorare ancor di più la sua situazione. Angelica, però, ha un dono non comune. Lei sa vedere dentro le persone, sa come raggiungere il loro io più profondo e, a questo modo, capisce cosa turba l’animo del suo nuovo amico già così speciale. I due stringono da subito un legame forte, indissolubile, che li porterà al vero amore.
Tuttavia, Angelica non può amare una persona scelta da lei. La legge della sua gente, a cui lei deve sottostare, considera un abominio tale sentimento e ciò che potrebbe nascerne.
Infatti, Edenya, il mondo dal quale i suoi genitori sono giunti sin sulla Terra, ha leggi ben precise: gli angeli non possono procreare con gli esseri umani, ogni loro frutto deve essere eliminato.
Così i due, ormai grandi, quando aspettano l’arrivo di un figlio, decidono di fuggire. Alle loro calcagna colui che era stato designato come futuro consorte di Angelica: Adam. Insieme ai suoi spietati seguaci, Erben ed Eloi, Adam rincorre Angelica e Christian, che con un treno hanno attraversato il Piemonte fino ad arrivare in un paesino sperduto. Lì, trovando rifugio, si fermano per permettere ad Angelica di partorire. Alla fine però, Adam li trova e fa giustizia… la sua giustizia. Angelica può solo immaginare la sorte spettata al suo innamorato e a sua figlia, così, sfinita e ormai ridotta all’ombra di se stessa, nonostante le cure di Adam, si toglie la vita.

Clara è una ragazza vivace, ma introversa. Mantenuta da un misterioso benefattore, vive in un collegio dove purtroppo non riesce ad avere amici a parte il professor Adam, che le fa da tutor e con il quale segue delle sedute psichiatriche che l’aiutano a far tacere le voci che sente nella testa, quelle del gigante buono Eloi e della sua gattina Mignon.
I “problemi” di salute che l’affliggono la tengono lontana da tutti, perché considerata strana e pericolosa, fino a che un giorno a scuola non arriva una nuova professoressa con una figlia della sua età, di nome Anna. Da subito tra le due ragazze s’instaura un legame d’amicizia molto solido. Insieme scopriranno di poter aprire la via a un mondo perduto.
Solo allora ad Adam sarà chiaro il motivo che spingeva la somma signora di Edenya a voler sterminare i figli dei mezzo sangue.

Questo è un libro dalla trama avvincente.
Dopo una partenza un po’ lenta, gli eventi si sono succeduti con una dinamica travolgente, tenendo incollato il lettore alle pagine, fino al termine della storia. Con personaggi ben strutturati e dai ritmi armonicamente scanditi, trovo che sia veramente un prodotto di qualità. Sicuramente una storia che ci auguriamo possa avere un seguito, prestandosi benissimo a diventare una saga a tutti gli effetti.
Peccato per il personaggio di Angelica, che ci ha lasciato sin troppo presto. Possibile che non ci sia qualche mezzuccio per riesumarlo? Sono rimasta impressionata in modo favorevole dal binomio Adam/William. Dobbiamo forse aspettarci un seguito su di loro, nelle prossime storie?
Quindi, pollice in su per i binomi e le relazioni, pollice in giù per un inizio un po’ difficile.
In ogni caso, dopo il primo capitolo, il libro si è abbondantemente riscattato, riprendendo armonia.
A presto, care Fenici, vi lascio a godere del vostro Edenya.

 

ladykira

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