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Recensione: “Dorian e la leggenda di Atlantide” di Demetrio Verbaro

Atene 399 a.C. Il filosofo Socrate è stato condannato a morte. Il suo ultimo desiderio, esaudito, è quello di trascorrere la notte prima dell’esecuzione insieme all’amico e discepolo Platone. Prima di morire vuole confessargli un segreto che ha tenuto nascosto per tutta la vita, custodendolo gelosamente. “Quale segreto, maestro?” “La leggenda di Atlantide!” L’indomani Socrate morì con l’anima purificata, sereno. Ma perché era così importante tramandare quella storia? Cosa era successo di così terribile e sconvolgente in quell’isola prima che s’inabissasse per sempre sul fondo dell’oceano?

Romanzo molto ben scritto con l’intenzione di dare una motivazione alla scomparsa di Atlantide, mitico regno realmente menzionato per la prima volta da Platone nei dialoghi Timeo e Crizia (360 a.C.). Qui, attraverso Socrate, viene data una connotazione temporale e una motivazione della scomparsa raccontando i fatti subito prima dell’eruzione vulcanica che ha affondato l’isola, per dare lustro ai propri natali e appropriarsi di una paternità inesistente.

Leggenda è il nome che l’uomo dà al suo passato ormai quasi del tutto dimenticato”.

Altri motivi non ce ne sono, la storia è piuttosto banale nel suo evolversi, senza punti di climax né avvenimenti particolarmente rilevanti; anzi, alcune scelte sono illogiche e restano in sospeso senza che vengano adeguatamente spiegate.  Il racconto è pieno di descrizioni dei luoghi, che potevano essere sacrificate per qualche dialogo in più o per cercare di collegare meglio tra loro gli avvenimenti affinché non restino episodi separati che rendono il libro frammentario.

Sinceramente non ho ben capito il significato di questo libro, sono rimasta per tutto il tempo in attesa di qualcosa che non è arrivato mai, lasciandomi una sensazione di confusione anche nel finale. Il personaggio di Dorian dovrebbe incarnare l’ideale di eroe, e la sua ideologia viene trasmessa in poche righe che ne sottolineano il coraggio.

“Non esistono scelte sbagliate o giuste, esistono soltanto scelte facili dettate dalla paura oppure scelte difficili dettate dal coraggio e io non voglio vivere una vita basata sulla paura”.

Ma la scelta di incentrare il racconto su Dorian perde di forza perché le sue azioni non hanno un esito glorioso come ci si aspetterebbe; il finale è un po’ confuso, ed è un peccato perché l’idea non è affatto male, ma il racconto così com’è necessita di uno sviluppo diverso, magari eclatante, che avrebbe potuto creare un vero legame tra la storia di Dorian e la fine di Atlantide, che invece continua a rimanere un mistero.

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Atene 399 a.C. Il filosofo Socrate è stato condannato a morte. Il suo ultimo desiderio, esaudito, è quello di trascorrere la notte prima dell'esecuzione insieme all'amico e discepolo Platone. Prima di morire vuole confessargli un segreto che ha tenuto nascosto per tutta la vita, custodendolo gelosamente. "Quale segreto, maestro?" "La leggenda di Atlantide!" L'indomani Socrate morì con l'anima purificata, sereno. Ma perché era così importante tramandare quella storia? Cosa era successo di così terribile e sconvolgente in quell'isola prima che s'inabissasse per sempre sul fondo dell'oceano? Romanzo molto ben scritto con l’intenzione di dare una motivazione alla scomparsa di Atlantide,…

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