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Recensione “Demon’s Angel” di Gena Showalter (Lords of the Underworld #5)

In una remota fortezza di Budapest, seducenti guerrieri immortali sono legati da un’antica maledizione che nessuno è mai riuscito a infrangere…
Un feroce guerriero coperto di tatuaggi..
Un angelo caduto che rinuncia a tutto per stare con lui…
Per settimane Aeron ha sentito accanto a sé un’invisibile presenza femminile. È Olivia, un angelo incaricato di ucciderlo. Lei sostiene di aver rinunciato all’immortalità perché non sopportava l’idea di fargli del male, ma fidarsi e innamorarsi di lei metterebbe in pericolo tutti i guerrieri della Fortezza. E il suo demone, Ira, non è disposto a permetterlo. Come ha fatto quella “mortale” dagli innocenti occhi azzurri a scatenare in Aeron una passione così sfrenata?

Salve ragazze!

Oggi vi parlo di Demon’s Angel, il libro della serie Lotu che attendevo con maggior ansia.

Ero curiosissima di vedere colei che avrebbe rapito il cuore del bel guerriero alato, ma, soprattutto, volevo scoprire in che modo ci sarebbe riuscita.

E sì mie care, ammettiamolo, in questi libri abbiamo imparato a conoscere i sexy Signori degli Inferi e Aeron – custode di Ira – sembrava tra i meno propensi alla ricerca di una compagna.

Egli, infatti, ammette chiaramente di non avere intenzione di instaurare un legame che lo renderebbe solo più debole, e si concede di affezionarsi solo a Legione, un demone femmina di livello inferiore che ha inconsapevolmente aiutato a evadere dall’Inferno.

Il loro è un rapporto d’interdipendenza quasi morboso: lui la ama senza riserve come un genitore (e come tale, la vizia oltre misura), lei, invece, non lo guarda per niente come una figlia devota, ma come una donna innamorata.

I suoi tentativi di seduzione ovviamente passano del tutto inosservati agli occhi dell’amato che – come tutti gli uomini (e a quanto pare i Signori non costituiscono un’eccezione) – non riesce a vedere al di là del suo naso e non si accorge di nulla.

La loro vita scorre tranquilla in questa sorta di simbiosi fino all’entrata in scena di un angelo, Olivia, inviata dal Consiglio celeste a uccidere Aeron, accusato di aver violato una legge divina, liberando Legione.

Doveva essere un compito semplice, ma nessuno poteva prevedere che l’angelo si sarebbe innamorato di un Signore degli Inferi, invece è esattamente quello che accade: la portatrice di Gioia si innamora del custode dell’Ira, e il modo in cui avviene amiche mie… è tutto da leggere.

Olivia è un personaggio molto semplice e allo stesso tempo molto complesso.

È un immortale, esiste da secoli, eppure ha del mondo una mera esperienza indiretta, vissuta da spettatrice attraverso gli umani che doveva proteggere. Sa tutto eppure non conosce il gusto di niente. Sa cosa vuol dire la parola “amore”, ma non sa cosa si prova ad amare ed essere amata. Da angelo custode ha passato ogni attimo del suo tempo a salvaguardare gli altri, ma non sa cosa voglia dire sentirsi protetta.

Osservare Aeron, fa nascere in lei bisogni che non credeva di avere e, nel giro di poco, risveglia la donna nascosta fra le candide piume.

Aeron è coperto da tatuaggi raccapriccianti, nessun lembo di pelle è stato risparmiato, ogni centimetro del suo corpo conserva la traccia delle sue ignobili azioni.

Ho trovato la scelta di “vestirsi” dei suoi peccati molto poetica. Non si vergogna di aver commesso quegli atti, ma di averne gioito.

Come per i suoi amici, soddisfare il demone, è per lui una necessità ed egli sazia Ira punendo uomini malvagi per le loro malefatte, ma il sapere di aver fatto giustizia non colma del tutto il suo senso di colpa per i crimini commessi in preda alla furia di sangue. Per questa ragione si è marchiato indelebilmente, in modo da tenere lontani gli altri e non permettersi di dimenticare la propria pericolosità.

Olivia però riuscirà a vedere l’uomo che si cela oltre il demone, oltre il guerriero e oltre ai litri d’inchiostro misto ad ambrosia con cui egli ha sporcato il suo corpo.

Vedrà la devozione che lo lega a chi ama e non potrà fare a meno di desiderare di entrare in quella ristretta cerchia. Con un atto di estremo coraggio, non esiterà a “cadere” e rinunciare a ogni privilegio angelico pur di avere una sola possibilità di amarlo, anche temendo di non essere ricambiata.

Aeron non voleva avere niente a che fare con lei, se non per procurarle tormento e morte. Insomma, non aveva certo lottato per lasciare l’inferno per poi finire uccisa in quella fortezza. L’aveva fatto per avere una possibilità con Aeron… pur sapendo che poteva fallire. Dopo averlo sorvegliato con tanta cura, le pareva di conoscerlo bene: era disciplinato, distante e sincero fino alla brutalità, si fidava solo dei suoi amici e non sopportava alcuna debolezza. Con le persone amate però era gentile, affettuoso e sollecito e considerava il loro benessere più importante del proprio. Olivia voleva essere amata così.

Non posso non sottolineare l’incredibile ilarità dei monologhi interni tra Aeron e il suo demone, spesso esilaranti fino alle lacrime. Due nemici obbligati a tollerarsi dapprima dalla stretta vicinanza (dividere un corpo non è cosa da poco!), poi dall’amore per la stessa donna.

La venerazione di Ira per Olivia è pari solo a quella di Violenza per Ashlyn e – se avete letto la mia precedente recensione su Demon’s Night – sapete che non farei mai un paragone del genere con leggerezza.

Quella dichiarazione gli ricordò le osservazioni fatte da Paris poche notti prima. «Assomigli a un mio amico. Un tipo molto sciocco.»

«Allora sono stata una sciocca a non scegliere lui. Meglio uno sciocco disponibile che uno che rimane in disparte.»

Aeron snudò i denti in una smorfia feroce. Che non ti venga in mente di stare con qualcun altro! Avrebbe voluto ringhiare.

Anche Ira reagì, facendogli passare nella mente immagini della testa di Paris servita su un vassoio.

No! Lascia stare Paris, lo ammonì subito Aeron.

Lei è mia.

No, mia, ribatté lui, per poi correggersi in fretta. Voglio dire, non appartiene a nessuno dei due, te l’ho già detto. E ora, per favore, vuoi stare zitto?

Non voglio dilungarmi nei particolari della storia, scritta come sempre in maniera straordinaria, con un corale delicato e mai invadente, che non disturba il lettore arricchendo la trama delle vicissitudini e pensieri dei personaggi secondari.

Scopriremo qualcosa sulla storia di Gideon, guerriero custode del demone della menzogna in cui non vedo l’ora di tuffarmi!

Al termine di questa recensione però una cosa va detta: la Showalter è sempre una garanzia, solo lei può innalzarci alle gioie celesti con la stessa intensità con cui ci fa cadere tra peccaminose spire infernali!

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