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Recensione: “Daìmon” di Eilan Moon (R.I.P. spin-off)

 

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Un’antica leggenda induista narra che in origine gli uomini erano degli Dei. Ma essi si comportarono così male che Brahma, il signore degli Dei, decise di togliere loro i poteri che li rendevano tali. Egli convocò i suoi pari e chiese loro di trovare un luogo in cui nascondere la divinità degli uomini, affinché questi ultimi non potessero mai più ritrovarla.
La prima delle proposte fu di seppellire la divinità degli esseri umani sotto terra, nello spazio tenebroso del pianeta. Ma Brahma pensò che gli uomini avrebbero scavato la terra fin nelle profondità delle sue viscere e l’avrebbero ritrovata. La seconda soluzione consisteva nello sprofondare la divinità umana negli abissi marini, freddi e oscuri, ma anche in questo caso Brahma obiettò che gli uomini avrebbero cercato nelle profondità delle acque fino a scoprirla.
Gli Dei erano molto perplessi perché sembrava che non ci fosse alcuna soluzione praticabile, fu solo allora che Brahma comprese che l’unico luogo dove l’uomo non sarebbe mai andato a cercare era in se stesso, nelle profondità del suo essere. Egli chiuse così la questione, dichiarando che la divinità degli uomini sarebbe stata nascosta in ciascuno di loro.
E così fu.

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Daìmon è lo spin-off della serie R.I.P. che io ho adorato e per la quale sono diventata, letteralmente, una stalker.

Quindi, quando Eilan Moon, ha annunciato la sua pubblicazione, a mezzanotte e un minuto era in pole position sul mio Kindle.

Daìmon racconta la storia di Riccardo, reporter di un importante quotidiano locale, il “Sondrio e provincia News”.

Ben presto, la sua vita, sarà sconvolta dall’arrivo di una donna: Punam Luna, personaggio che ho amato tantissimo nella serie R.I.P. anche se poco presente.

Punam è un’Eletta, un essere superiore con un difetto: è l’unica della sua specie in grado di provare sentimenti. Mentre gli altri, sono completamente razionali, lei è invasa dalle emozioni e questo la rende pericolosa.

Tu sai che, da quando l’albero mi ha donato la vita, ho visto solo una volta la luminosità dorata e pura nell’aura di un umano.”
“Certo. Quando hai visto per la prima volta tuo figlio, all’ospedale dopo che aveva perduto la madre naturale ed è il motivo per cui hai creduto in lui e lo hai preso sotto la tua ala”, le confermò lui.
“Lui era puro e buono come nessuno. Gli umani sono corrotti, marci dentro, sin dall’infanzia. È per me un vero orrore guardarli.”

Quando Riccardo la incontra, subisce un cambiamento: un solo tocco ha risvegliato in lui il potere di vedere e sentire l’odio insediato nell’anima degli essere umani; essendo un paladino della giustizia, questo provoca in lui una reazione esplosiva. Non tollera le persone che si elevano, quelle che non hanno rispetto verso il prossimo e quelle con l’animo corrotto dal denaro che venderebbero la propria figlia per un pugno di contanti.

Riccardo è un Daìmon ma ancora non lo sa. Viene scovato da tre individui che si professano suoi fratelli ed è costretto a lasciare la sua fittizia vita per intraprendere quella che, secondo loro, è la reale.

Voi Daìmon siete bestie violente che vivono in branchi. L’insieme dei peggiori sentimenti, un calderone di violenza e odio incontrollabile. È la vostra natura, una natura imperfetta che vi spinge a uccidere e a seguire i vostri impulsi come un pezzo di terra travolto da un fiume in piena.”

Riccardo raggiunge la Fratellanza, il rifugio dei Daìmon, e viene in contatto con Stefano che, ben presto, diventerà suo fidato amico. Quell’amico che crede in te sopra a ogni cosa al mondo, che se ne frega se sei diverso oppure un po’ pazzo.

Stefano non era antipatico, anzi al contrario, quando voleva sapeva farti morire dal ridere. Nell’euforia della sua giovane età, tutto era meravigliosamente divertente e bello, la vita, anche se era diversa da quella che conduceva prima di scoprire la sua vera natura, era un gioco irripetibile.”

Non posso dirvi altro, altrimenti svelerei quell’alone di mistero che l’autrice ha voluto lasciare nella trama.

Il libro è sicuramente ben scritto, non che avessi dubbi in merito, sapevo di essere in una botte di ferro, ma… C’è un ma. Non posso dire che non mi sia piaciuto, la storia è molto interessante, è solo un po’ lineare, senza colpi di scena, tipici di Eilan. È il primo capitolo di una duologia, quindi penso che l’autrice abbia voluto dedicarlo completamente alla conoscenza dei Daìmon lasciando così, poco spazio all’azione. Le poche scene presenti, sono assolutamente descritte alla perfezione e ti fanno sentire uno spettatore in prima fila a cui mancano solo i pop-corn.

Detto questo, le basi per il secondo romanzo ci sono tutte, e sono tanto curiosa di sapere cosa capiterà a Riccardo, Stefano e a Punam Luna, perché credo che Eilan abbia in serbo parecchie sorprese.

Il suo nome è Pròtos. Senza limiti è il suo potere. Forza divina che tutto genera e tiene in vita. Costui non avrà branco, lotterà solo. Egli non è come noi.”

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Recensione a cura di:

Daenerys

Editing a cura di:

Gioggi

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