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Recensione: “Da Jack a King” di Scotty Cade

Care Fenici, oggi Danny ci parla di un male to male romance: “Da Jack a King” di Scotty Cade

Bay Whitman, scrittore di gialli di successo, vive una vita da celebrità, perlomeno in apparenza. In pubblico è sempre spigliato e sicuro di sé. Le donne pendono dalle sue labbra e gli uomini invidiano i suoi modi spavaldi. In realtà, però, Bay è un tipo solitario. È timido e introverso e la sua vita consiste nello stare seduto in una stanza semibuia a scrivere i suoi famosi romanzi con protagonista Jack Robbins. Il suo unico vizio è il gioco d’azzardo. Vincere un escort durante una partita a poker cambierà la sua vita in modi che non avrebbe mai immaginato.

Matthew “King” Slater è uno dei più celebri attori di film porno gay. Trascorre le giornate davanti alla telecamera e le notti come escort d’alto bordo, pagato profumatamente. Ciò che desidera realmente è il romanticismo di una vera relazione, ma il suo passato gli rende difficile separare i desideri del corpo da quelli del cuore. Per il momento, per lui è più facile pensare al sesso come a un lavoro e basta. Un giorno, però, mentre si trova a Las Vegas per delle riprese, viene assunto per una serata in un hotel famoso, e il suo bel cliente potrebbe sfumare i confini tra il dovere e il piacere.

Immaginate che sorpresa, per un autore, aprire la porta della suite d’albergo pensando di trovarsi faccia a faccia con una escort donna e invece, oltre a trovarsi di fronte uno splendido uomo, rendersi conto che incarna tutti gli aspetti immaginati per il proprio personaggio. È quello che succede a Bay nell’incontrare King, un attore porno gay e escort di professione. È uno shock, un meraviglioso e puro colpo di fortuna.

Una sorpresa che ho provato anche io in parte, nei confronti dell’autore; sono rimasta, infatti, scioccata nel rendermi conto che è un uomo sposato con un altro. Ora voi penserete “Danny ma che cavolo stai dicendo? Non ti facevamo di certo omofoba”. Ovviamente non sono omofoba ma sono abituata a leggere mm scritti da donne, ne ho letti pochissimi scritti da uomini. Quindi più che scioccata è meglio dire meravigliata ed euforica. Non so spiegarvi la sensazione, ma è bello. È una bella cosa. Quando ho iniziato a leggere mm l’ho fatto perché i romanzi tra uomini e donne mi avevano stufato. All’inizio non consideravo veri libri gli mm, erano evasione e distrazione ma poi, approfondendo il genere, mi sono resa conto che stavo sbagliando. Capita sempre di trovare pubblicazioni di bassa qualità come in ogni genere, ma ci sono anche romanzi forti e dinamici che ti passano un bagaglio emotivo molto intenso. Nel caso di questo libro, da Jack a King, i temi centrali sono l’accettazione del nostro io più intimo, senza nascondersi dietro personaggi inventati, consuetudini e, una cosa che conoscevo poco: la dipendenza da sesso. Coincidenza che proprio in questi giorni il disordine sessuale compulsivo, appunto la dipendenza da sesso, è stato riconosciuto come disturbo mentale dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità). È un tema decisamente spinoso che viene affrontato molto bene nel romanzo. Ho apprezzato che uno dei personaggi ne soffrisse, ma anche il modo con cui affronta questa battaglia.

Il libro è scritto molto bene, con una narrazione lineare, solida e tranquilla. È una bella storia d’amore, intelligente e introspettiva, anche se non troppo. Ammetto che mi aspettavo qualcosa di più, per esempio più drammaticità soprattutto per i temi toccati e anche più azione e un tocco maggiore di romanticismo. Comunque sia resta un bel romanzo e ve lo consiglio.

 

Kiki

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