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Recensione Cult:” Il fantasma dell’abate” di Louisa May Alcott

 

 

Maurice e Jasper Treherne sono due cugini di buona famiglia che condividono piaceri e avventure della giovinezza. Un giorno Maurice salva Jasper dall’annegamento, riportando gravi ferite che lo costringono sulla sedia a rotelle. Inoltre viene diseredato per motivi misteriosi dal facoltoso zio. Alla morte di costui, Maurice viene comunque accolto in casa con affetto e gratitudine per il suo nobile atto di altruismo. Grazie a questa convivenza, il giovane spera di poter un giorno conquistare l’amore di Octavia, sua cugina, la cui madre però ostacola l’unione, sperando in un matrimonio più favorevole per la bella figlia. Durante le vacanze di Natale la famiglia e alcuni amici – incluso un potenziale pretendente di Octavia – si ritrovano per i festeggiamenti. Maurice sembra aver ormai perso ogni speranza, ma le cose prenderanno una piega inaspettata grazie all’apparizione del fantasma del vecchio abate che viveva nella villa quando era ancora un’abbazia. In questo romanzo breve, scritto con lo pseudonimo di A.M. Barnard, ritroviamo le presenze fantasmatiche di Charles Dickens e gli amori difficili di Jane Austen, immersi in una delicata atmosfera natalizia.

Leggere quest’opera è stata per me una gradita occasione per riscoprire lo stile brillante e scorrevole della mamma di “Piccole donne” (sebbene in questo caso utilizzi uno pseudonimo) che in questo libro, dove colpiscono la modernità di scrittura e la verve con la quale il gioco viene condotto, muove i personaggi sul palcoscenico come un’abile burattinaia.
Agli ingredienti in questo romanzo d’appendice con una vena gotica aggiungiamo anche un pizzico di giallo all’Agatha Christie. Tutti i personaggi della storia infatti, sono costretti a una convivenza forzata nella villa di famiglia a causa delle feste di Natale. L’occasione giusta per scoprire le carte e muovere la storia verso il colpo di scena.
I protagonisti sono due uomini che da giovani hanno vissuto insieme tante avventure ma che ora si ritrovano separati da un triste destino: uno è infatti costretto alla paralisi degli arti inferiori per aver salvato l’altro da morte certa.
La figura di Maurice, viene ben descritta, con un profilo psicologico maggiormente definito rispetto agli altri. Oppresso dalla certezza di non poter mai realizzare il suo desiderio di sposare la bella cugina Ottavia, l’uomo cerca senza riuscirci completamente, di lasciarla andare.
L’arrivo sulla scena di un’affascinante donna che ha conosciuto anni addietro entrambi i cugini e un fantasma apparso nel corridoio per terrorizzare gli ospiti, faranno rapidamente cadere l’ago della bilancia verso la fine, svelando segreti inconfessabili. Qualcuno ci rimetterà la pelle ma l’happy ending è assicurato.
E’ un libro assolutamente consigliabile per gli amanti del classico romanzo ottocentesco e per chi non vuole farsi sfuggire una penna importantissima per la letteratura mondiale come quella di L.M.Alcott.

    Maurice e Jasper Treherne sono due cugini di buona famiglia che condividono piaceri e avventure della giovinezza. Un giorno Maurice salva Jasper dall'annegamento, riportando gravi ferite che lo costringono sulla sedia a rotelle. Inoltre viene diseredato per motivi misteriosi dal facoltoso zio. Alla morte di costui, Maurice viene comunque accolto in casa con affetto e gratitudine per il suo nobile atto di altruismo. Grazie a questa convivenza, il giovane spera di poter un giorno conquistare l'amore di Octavia, sua cugina, la cui madre però ostacola l'unione, sperando in un matrimonio più favorevole per la bella figlia. Durante le…

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Emanuela

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