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Recensione: “I colori Del Vetro” di Ornella De Luca

Faith Price ha solo nove anni quando perde i genitori in un brutto incendio. Un trauma che, a distanza di dieci anni, ancora non ha superato. La fine del liceo e la partenza alla volta del college rappresentano per lei un banco di prova per costruirsi una nuova vita e trovare il proprio posto nel mondo. La rinnovata passione per la scultura, la vicinanza di Kyle, suo cugino e migliore amico, e l’incontro con Aaron, inaspettato coinquilino, la costringeranno a mettersi in discussione e a uscire dal proprio guscio. Ma a spingere Faith a fare una volta per tutte i conti con il passato saranno il misterioso ‘F. Octopus’, pseudonimo dietro cui si nasconde un artista talentuoso quanto sconosciuto, l’arrivo di un messaggio inaspettato e il riaffiorare dei ricordi a lungo sepolti dell’incendio che ha ucciso i suoi genitori. Solo una volta sciolti i nodi del passato sarà possibile guardare con fiducia al futuro. E all’amore. Tenero, coinvolgente, a tratti drammatico. Un romanzo che va dritto al cuore.

Purtroppo non sono riuscita ad entrare in sintonia con questo racconto.

È zeppo di quegli elementi e quei cliché che caratterizzano i classici Young Adult, ma a mio avviso non sono abbastanza miscelati tra loro né adeguatamente giustificati.

Ad esempio non si capisce come mai i due protagonisti litighino continuamente all’inizio; perché la relazione a un certo punto si blocca e poi riprende (seguendo il classico andamento a yo-yo); perché la lei in questione, di punto in bianco, si senta dubbiosa su come stanno le cose tra loro, dato che tutto pare funzionare a meraviglia e infine perché dopo nove anni la protagonista faccia ancora incubi sulla morte dei suoi genitori.

Si vuole attribuire al protagonista maschio un carattere volubile, quando ai miei occhi è semplicemente riservato e del tutto coerente. Odio le protagoniste femminili che non sanno ammettere i propri errori, riducendo i maschietti a degli zerbini, obbligandoli a chiedere scusa per colpe che non hanno (se tu leggi un sms sul mio cellulare, di chi è la colpa tra noi due? Se tu sbirci di nascosto nei miei cassetti, chi dei due deve chiedere scusa?)

Ci sono accelerate nella relazione e impegni che paiono eccessivi (per due diciottenni, che stanno insieme da qualche settimana, è normale adottare un cucciolo?), frasi scontate buttate lì come a voler accontentare e dare sicurezza al lettore romantico, (lui che lascia un lavoro da modello per non mettere in imbarazzo lei), senza che il racconto abbia fondato le basi perché tutto possa risultare coerente e necessario. Tutti elementi che sembrano calati dall’alto, privi di fondamento e un po’ artificiosi.

Ci sono, poi, degli elementi che potevano essere valorizzati di più o eliminati del tutto. Ad esempio, il mistero del fantomatico artista “F Octopus” viene appena accennato, per cui finisce per risultare una sottotrama inutile che oltretutto spoilera in parte l’epilogo.

Si poteva approfondire di più il rapporto di lei con i suoi genitori, il passato di lui, il personaggio del cugino, praticamente abbandonato a sé stesso, in quanto non chiaro quanto tempo e quando abbiano vissuto insieme lui e Faith. Inoltre non è specificato da quanto tempo Faith abbia questa passione per la scultura e da quando abbia smesso di coltivarla (possibile che ce l’avesse prima dei nove anni?). E, infine, la sottotrama del professore pedofilo, che non ha una reale utilità quindi non si capisce perché sia stata inserita.

In sostanza, ci sono momenti, come il trauma subito dalla ragazza o il momento finale della relazione dei protagonisti che, vuoi per il carattere antipatico della protagonista, vuoi perché la narrazione non è abbastanza intensa e vuoi perché è già stato spoilerato troppo nei capitoli precedenti, non riescono a trasmettere quel calore e quella suspence che meriterebbero, risultando quindi scontati e ingiustificati.

Il racconto vorrebbe poi trasmettere il messaggio del cambiamento:

“Mi sentivo un vetrino colorato, plasmato dal mare dei miei ricordi, ma trasformato in qualcosa di nuovo”

Ma appare quasi forzato. È un bel messaggio, recuperato solo all’inizio e alla fine, scritto come frase da evidenziare, non supportato da una vicenda narrata durante la lettura.

A dire il vero, per buona parte dell’inizio ci si chiede dove si voglia andare a parare: non c’è un conflitto di base, un problema da risolvere, non è insomma una storia di redenzione.

Quindi avrete capito perché questo racconto non mi ha soddisfatto. Vorrei però aggiungere cosa ho trovato di buono, a parte il fatto che è (per fortuna) scritto in modo corretto e scorrevole.

Credo che l’idea di base sia buona, il rapporto che lega sullo sfondo i due personaggi è interessante e trovo che ci siano molti elementi frutto di una buona intuizione. A mio avviso però essi andrebbero ricalibrati, a partire dall’intreccio (lo stesso prologo anticipa quello che sarà il finale e toglie parte del mistero della parte centrale del libro).

Credo che il personaggio più riuscito sia Aaron, anche se forse non è risultato come si aspettava l’autrice, ci sarebbe stato da lavorare di più sul profilo psicologico dei tre protagonisti.

Io avrei anche lavorato meglio sulla trama, togliendo eventi inutili e ricollegando il più possibile tutti gli eventi su un unico filo logico (parlo ad esempio del finale, che pare un po’ scollegato).

Recensione a cura di:

Editing a cura di:

Faith Price ha solo nove anni quando perde i genitori in un brutto incendio. Un trauma che, a distanza di dieci anni, ancora non ha superato. La fine del liceo e la partenza alla volta del college rappresentano per lei un banco di prova per costruirsi una nuova vita e trovare il proprio posto nel mondo. La rinnovata passione per la scultura, la vicinanza di Kyle, suo cugino e migliore amico, e l'incontro con Aaron, inaspettato coinquilino, la costringeranno a mettersi in discussione e a uscire dal proprio guscio. Ma a spingere Faith a fare una volta per tutte i…

Score

Voto Nayeli 2

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Romanticamente Fantasy

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