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Recensione: “Chimica organica” di Andrew Grey * Serie Questione di chimica #1

 

♦ Traduzione a cura di Martina Volpe

Dreamspinner Press, acquistabile qui ♦

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Brendon Marcus si è rivelato un genio fin da piccolo ed è riuscito a diventare professore universitario appena compiuti i vent’anni. Il lavoro e la scienza sono tutta la sua vita. Le persone, invece, lo confondono. Quando Josh Horton, l’assistente del coach di football, lo corteggia, Brendon non sa cosa fare.

Anche Josh ha i suoi problemi. Ha genitori di successo che non sono felici della sua carriera e ad alcuni dei giocatori non piace avere un allenatore gay. Comincia ad avere dei dubbi sul suo futuro, ma Brendon riesce a far brillare il mondo di una luce migliore.

Quando il capo-dipartimento di Brendon comincia a creargli dei problemi, Josh e Brendon scoprono che aiutarsi l‘un l‘altro è il modo migliore per aiutare se stessi.

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Ricetta per un pomeriggio di relax, alla Andrew Grey

Prendere un angelo biondo, dolce e ingenuo, e dotarlo di un’intelligenza fuori dal comune e una personalità alla Sheldon Cooper. Farlo scontrare, letteralmente, con un gigante bruno, muscoloso e perseverante. Mescolare con delicatezza, condire il tutto con una buona dose di romanticismo e una bella spolverata di piccante passione, e servire con contorno di colleghi ostili, feste di halloween, conflitto padre-figlio, studenti volenterosi.  Otterrete così una bella storia, simpatica, dolce e sexy, con cui passare qualche ora lontani dalla realtà quotidiana. Unica pecca, finisce troppo presto!

Come potete capire dal mio piccolo preludio, ritrovarmi tra le mani questo libro è stato un divertente e piacevole momento di svago.

Il personaggio di Brendon mi è entrato subito nel cuore, e non ho potuto fare a meno di notare come parte della sua caratterizzazione sembri uscita direttamente dalla serie tv The Big Bang Theory, con il suo essere un autentico genio (con tanto d’idiosincrasie e piccole manie compulsive), ma una frana totale nei rapporti umani.

Brendon non era mai stato bravo a capire le altre persone. Non leggeva bene le espressioni facciali e sfumature come il sarcasmo erano semplicemente impossibili da decifrare per lui. In molti pensavano che non gli importasse, invece gli importava, solo che non capiva.

 “Non ho mai avuto molti amici. Gli altri bambini pensavano che fossi strano perché quando giocavano a baseball, io cercavo di spiegare loro perché la palla si comportasse a quel modo. Andavano in bici su e giù per le strade e io vedevo come le ruote spiegavano il concetto di inerzia. Provavo a rapportarmi con gli altri bambini, ma non ci riuscivo. Riuscivo a rapportarmi con gli adulti, ma loro non volevano parlare di teorie scientifiche con un bambino di dieci anni. Così sono stato solo per un bel po’.”

 L’unico obbiettivo della sua vita sembra essere quello di portare avanti le sue rivoluzionarie ricerche nel campo della chimica organica, questo almeno fino a quando non incontra, o per meglio dire, si scontra con Josh, assistente del coach di football, il quale riesce piano piano a portare alla luce il ragazzo passionale e affamato di vita che si nasconde sotto al serio e maniacale genio.

Non ricordava un solo momento della vita in cui tutte le parti della sua mente si erano concentrate su una sola cosa, un solo punto. Fino ad allora, la sua mente era sempre stata un’autostrada con molte corsie, ma in quel momento sembrava una strada di campagna che conduceva solo a Josh.

Ovviamente non tutto fila liscio, e se da una parte Brendon dovrà imparare a tirar fuori gli artigli per difendersi dai tentativi di screditarlo del proprio capo dipartimento, dall’altra Josh dovrà affrontare l’insoddisfazione del proprio padre per la sua apparente mancanza di ambizione.

“Voglio solo che Joshua abbia il meglio che può ottenere.” disse Dwight. “Lo avrò, papà. Sono bravo in quello che faccio, e un giorno sarò promosso e avrò la mia squadra da gestire. E forse mi offriranno un posto in un college importante, ma non è per questo che lo faccio. Mi piace allenare, seguire un giocatore e aiutarlo a lavorare sulle sue debolezze e migliorare i suoi pregi, fisicamente e mentalmente. È quello che faccio. Costruisco un gruppo di uomini e li aiuto a lavorare assieme per raggiungere un obiettivo.”

Entrambi impareranno che sostenendosi a vicenda anche gli ostacoli più grossi possono essere superati.

chimica-organica-andrew-grey-questione-di-chimica-chemistryUna cosa che ho apprezzato molto è la gradualità con cui si sviluppa la loro storia, che parte in modo molto romantico, con inviti a cena e baci, e lentamente, mentre crescono i sentimenti che li legano l’uno all’altro, diviene sempre più passionale e bollente.
Unica nota negativa, la brevità; avrei accolto volentieri un maggior approfondimento di certe situazioni che in alcuni casi vengono solo accennate lasciandoci così con più domande che risposte. Una su tutte, perché il dottor Nungesser, capo dipartimento di Brendon, tenta in ogni modo di mettergli i bastoni tra le ruote?

Al di là di questo, la scrittura di Andrew Grey è molto piacevole e diretta, ci fa percepire sempre, anche nei momenti più piccanti, i sentimenti che muovono il cuore di entrambi, senza mai permetterci di dubitare che il loro sia vero amore.

“Mi ami?” chiese Brendon con cautela. Sapeva che non era una buona idea fare domande su quell’argomento, ma le parole gli uscirono di bocca prima che potesse fermarle. “Sì, ti amo,” disse Josh. “Ma… ma… non ci conosciamo da tanto. Io…” Brendon chiuse la bocca. Sembrava che Josh gli avesse mandato il cervello in corto circuito. Non era nemmeno sicuro di sapere cosa fosse l’amore. “Va bene,” disse Josh. Brendon si sollevò sui gomiti. “No, non va bene. Come faccio a sapere se ti amo?” Brendon capiva quello che poteva vedere e misurare, ma questo era qualcosa di diverso. “L’ho cercato su internet, ma le risposte erano molto vaghe.” Brendon temeva che il suo comportamento fosse da stupido, ma Josh lo strinse, tenendolo vicino. “Diciamo che vengo da te per cena. Prima che arrivi, diventi ansioso e sudi un po’, anche se la stanza non è calda?” Brendon annuì. Succedeva tutte le volte. “A volte, quando sono vicino, hai questa sensazione come di avere le farfalle nello stomaco?” “Sì, e quando ti aspetto, voglio che arrivi presto.” “Esattamente,” disse Josh. “Questi sono alcuni dei segnali fisici che sei innamorato. Ma come ti senti?” Josh gli mise la mano sul cuore. “Qui dentro, come ti senti? Cos’è che vuoi?” Brendon pensò attentamente, soppesando tutte le prove. “Non è così difficile, tesoro. Devi solo ascoltare il tuo cuore; sa quello che vuole.” “Non vorrei mai che tu te ne andassi. Quando resti la notte e poi dobbiamo andare al lavoro, vorrei restare a letto. Non voglio mai restarci, ma quando sei qui sì. E a volte, proprio come ora, non penso ad altro che a te. Mi piace non pensare ad altro che a te,” spiegò Brendon. “Significa che ti amo?” “Solo tu puoi decidere cosa senti,” rispose Josh, tenendolo stretto. Brendon sapeva cosa provava, ma non sapeva come tradurre quei sentimenti in parole, e quello che lo stupiva era che Josh sembrava capirlo. “Non devi dirmi quello che voglio sentire. Non è questo che voglio da te. Quando sarai pronto, capirai come ti senti, e sarai in grado di tradurlo in parole. Fino ad allora, ti basterà sapere cosa io provo per te. È sufficiente.”

Fiamme-Sensualità-hot NUOVE

 

Recensione a cura di ChibiTora

 

Editing a cura di Gioggi

 

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Admin Founder del gruppo ROMANTICAMENTE FANTASY SITO

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