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Recensione: “Cassia” di Giovanna Roma (Deceptive Hunters Series Vol. 03)

 

Non posso tornare indietro, né procedere con la mia vita.
Sono stata classificata inadatta a vivere nella società. Rinchiusa come un animale.
E questo ha attirato la loro attenzione.
Stanno venendo a prendermi.
Uno dei due vuole quello che nascondo nella testa. Vuole scagliarmi contro la sua preda.
L’altro vuole togliermi di mezzo per sempre.
Entrambi mi spingono verso il precipizio e io sono costretta all’impensabile.
La loro offerta non ha affatto il gusto di un’offerta.
Uscirne è impossibile.
Divengo parte di un piano già in atto.
Divengo l’ultima creatura nella quale pensavo di tramutarmi per continuare a vivere.
Divengo una cacciatrice.

Dopo gli eventi che chiudono il primo libro, Adam è fuori controllo. Un guscio vuoto e spezzato, di nuovo sprofondato nelle tenebre di un’anima che ha perso l’unico stralcio di umanità che Eleanor gli aveva risvegliato.

Almeno fino a quando Razov non gli affibbia un nuovo incarico: scovare Lisa Petrova e riportarla da lui, per poi ucciderla davanti ai suoi occhi. Ma non è tutto, perché prima dovrà far evadere da una clinica psichiatrica una paziente di nome Cassia Anderson. Un hacker abilissima a trovare chiunque, persino chi non vuole essere trovato. Un animale selvatico con le sembianze di una ragazzina indifesa e alienata dal mondo esterno.

E dal momento in cui Adam e Cassia si incontrano, per poi essere obbligati a lavorare assieme, volano scintille. Di quelle che ti bruciano se solo ti azzardi ad avvicinarti un po’ troppo, sfiorandole con un dito.

Quello che Giovanna Roma delinea, con crudele maestria, è uno scontro di volontà tenaci e spietate, che si affrontano e si istigano senza esclusione di colpi.

Colpi meschini, colpi bastardi, colpi così roventi che finiranno per alimentare un desiderio carnale che nessuno dei due avrebbe dovuto e voluto provare per l’altro.

«Occhi a me, Cassia. Scopo e uccido nello stesso modo: egoista e spietato.

Pensi di reggerlo? Non ho pazienza per le carenze.»

Le loro interazioni sono talmente folli da apparire a tratti divertenti, a tratti inquietanti, a tratti pericolose, mentre l’ostinata insubordinazione di Cassia si scontra con i feroci tentativi di sottomissione di Adam, fondendosi e attizzandosi per generare un rapporto animalesco di violenza e di pazzia.

Ma Adam non può permettersi di lasciarsi andare, non di nuovo, non dopo la perdita che la sua anima oscura ha dovuto sopportare. Perché aprirsi ancora a una donna significherebbe rendersi vulnerabile, col rischio di causare di nuovo ferite mortali a un cuore che a stento è capace di battere ancora. Ed ecco che la paura genera freddezza, indifferenza e un ingiusto desiderio di umiliare, colpire, fare del male a una ragazza che sta risvegliando una parte di lui che credeva morta e sepolta.

E poi c’è Razov, che combatte un’atroce guerra tra il bisogno di vendetta e l’amore disperato che gli fotte la mente da mesi.

Un animale fiero e letale che continua a stregarmi col suo fascino nero di demonio, in un modo che non so proprio spiegare.

«Esiste una sola regina per un uomo.

E io ho scelto la mia mesi fa.»

Cara Lisa, come si fa a non amare un magnifico predatore come Razov?

Come diavolo si fa?

Se fossi stata al tuo posto mi sarei fiondata tra le sue braccia senza un briciolo di dubbio o di incertezza. Ma tu no. Tu ti sei ostinata a respingerlo e scappare da lui per un tempo indefinito.

Non c’è giustizia a questo mondo! No, davvero, non ce n’è!

Ma alla fine, la matassa delle storie di tutti e quattro si dipana nel modo più giusto e coerente, anche se a mio parere un po’ troppo rapido e affrettato, perché di questi splendidi protagonisti avrei voluto leggere molte pagine in più.

Insomma, in questa bellissima trilogia ho imparato una lezione importante.

Che non esiste un solo tipo di Inferno.

Esiste l’inferno del corpo.

L’inferno della mente.

E quello del cuore.

Ma se pensate che la parola “perdizione” abbia solo un’accezione negativa, vi sbagliate di grosso.

Perché, precipitare nell’inferno personale di questi uomini oscuri è stato magnifico.

Eccitante.

Irrazionale.

E infine, quasi liberatorio.

 

 

 

 

 

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  Non posso tornare indietro, né procedere con la mia vita. Sono stata classificata inadatta a vivere nella società. Rinchiusa come un animale. E questo ha attirato la loro attenzione. Stanno venendo a prendermi. Uno dei due vuole quello che nascondo nella testa. Vuole scagliarmi contro la sua preda. L'altro vuole togliermi di mezzo per sempre. Entrambi mi spingono verso il precipizio e io sono costretta all'impensabile. La loro offerta non ha affatto il gusto di un'offerta. Uscirne è impossibile. Divengo parte di un piano già in atto. Divengo l'ultima creatura nella quale pensavo di tramutarmi per continuare a vivere.…

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