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Recensione: “Bobby Hernandez Second Base” di Jean Joachim (serie Bottom Of The Ninth #5)

Care Fenici, se vi piace il baseball leggete la recensione di Lucia, che oggi ci parla di “Bobby Hernandez Second Base” di Jean Joachim

Il secondo difensore dei Nighthawks, Bobby Hernandez, evita le groupies che vogliono portarselo a letto e sono interessate solo ai suoi soldi. Trovare una donna che lo aiuti a recuperare la cultura dominicana che ha perduto sarebbe come trovare un quadrifoglio portofortuna… fino all’incontro con Elena Delgado, una giovane reporter intelligente, vivace e diretta. Un diverbio e un’intervista piena di domande ostili non riescono a calmare la scintilla scattata tra i due. In un vortice di segreti e bugie, Bobby riuscirà a smettere di proteggere il suo cuore e a fidarsi? Ed Elena rischierebbe tutto per lui o lo venderebbe per mantenere il suo lavoro?
Attenzione: linguaggio da spogliatoio. 

Quando voltò l’angolo, diretta all’ingresso principale, lui era lì. Secondo Wikipedia, Bobby era alto un metro e ottantadue, pesava circa ottantasei chili, aveva i capelli e gli occhi neri ed era nato nella Repubblica Dominicana. Lui indugiava vicino al chiosco, appoggiandosi su di esso con atteggiamento noncurante, chiacchierando con la persona al suo interno. Slanciato, bello e maledettamente sexy con la sua tuta, il secondo difensore era un diletto per lo sguardo femminile. Elena deglutì. Odiarlo era facile, ma trovarlo attraente non lo era. Lui rideva e sorrideva, ma non si era ancora accorto di lei. Studiò la sua espressione. Semplice, rilassato, amichevole e con quel suo sorriso luminoso, capì ciò che Tina aveva visto in quell’uomo. Dover ammettere il suo errore con Bobby Hernandez la infastidiva. Scuse? Lui gliene doveva una, e anche bella grossa. Ma ora era lì, in trappola, costretta a prostrarsi perché quell’uomo arrogante le concedesse un po’ del suo tempo. Una nuova ondata di risentimento la infiammò. Certo, lui era Bobby Hernandez, ricco, talentuoso, privilegiato, l’uomo che aveva tutto. E poi c’era lei, la donna che si era impegnata molto per arrivare dov’era, risparmiando ogni centesimo possibile. Oltre alla sua fortuna, il padre di Bobby era ricco. Il padre di Elena non aveva molto, tranne una casa piena di figli. Lei era la terza, dopo i suoi due fratelli. Il padre di Bobby l’aveva protetto da lei. Il padre di Elena l’aveva sempre ignorata, deridendo i suoi sforzi per andare avanti e consigliandole piuttosto di trovarsi un marito ricco.”

Dopo aver fatto la recensione di Skip Quincy, Shortstop, mi sono resa conto che avevo saltato il libro precedente della serie. E, poiché amo tutti i giocatori dei Nighthawks, non potevo certo ignorare Bobby Hernandez Second Base. Il suo ruolo, questa volta abbastanza intuitivo, è quello di difendere la seconda base, coordinandosi con l’interbase. Oltre a ciò, il suo scopo è cercare di realizzare un buon doppio gioco, ovvero riuscire a eliminare, in pochi secondi, sia il giocatore che corre verso la sua base, che il battitore che cerca di guadagnare la prima base. Occorre avere un lancio preciso, agilità e “mani veloci” perché tutto avviene in pochissimo tempo e, come sempre, non è la mia grande conoscenza sportiva ad averlo intuito, ma devo ringraziare la bravura di un’amica che è riuscita a spiegarlo in parole semplici. Bobby è un uomo ricco e un grande campione, ma non si sente pienamente soddisfatto della sua vita. Ha un intenso desiderio di riscoprire la sua parte Dominicana, cultura che ha dovuto lasciare quando è stato adottato dal ricco Arthur Carrington, che dopo aver notato il suo eccezionale talento, all’età di dieci anni, l’ha portato in America e lo ha allevato assieme a sua moglie Arlene. I due coniugi l’hanno amato e si sono presi cura di lui, ma hanno tentato di fargli dimenticare ogni cosa della sua vita nella Repubblica Dominicana, rendendolo simile a ogni ragazzo americano benestante. Eppure, nonostante questo, ambientarsi non è stato facile per Bobby, solo la sua grande bravura nello sport, e l’essere diventato il campione della scuola privata che ha frequentato, gli hanno permesso di essere accettato dai suoi compagni, che però non gli hanno fatto mai dimenticare di non essere uno di loro. Per questo è ben felice di concedere a Elena Delgado un’intervista per la rivista “Hoy?”, un giornale in lingua spagnola. Tuttavia, quando si trova davanti la giornalista capisce di trovarsi di fronte alla stessa donna che lo aggredito in un bar, per aver flirtato con una sua giovane amica. Elena non voleva intervistare Bobby, un episodio del suo passato li collega, un’umiliazione che la giovane non ha mai dimenticato, eppure è costretta a scusarsi con il giocatore e tentare di rabbonirlo, per non perdere il suo lavoro. E quando Bobby si dice disposto a darle una seconda possibilità, si rende conto di averlo mal giudicato: Bobby è un ragazzo semplice, gentile e disponibile ed Elena si trova incredibilmente attratta da lui, ed è ricambiata. Bobby inoltre si rivela anche un uomo disposto a sostenerla in ogni modo e quando scopre che, oltre a scrivere articoli, lei scrive romanzi d’amore, cerca un modo per aiutarla a diventare famosa, convinto del suo talento. Ma il capo redattore non è soddisfatto dell’intervista, è alla ricerca di clamore e incita Elena a scoprire ogni possibile scandalo sul passato del giovane. Nonostante lei non intenda affatto accontentarla, convinta della specchiata onestà di Bobby, qualcosa di scandaloso esce fuori, e per i due giovani potrebbe essere la fine di ogni cosa.

Bobby è diventato ricco grazie al suo talento, ma ha sempre vissuto in maniera semplice facendosi aiutare nel gestire i suoi soldi da Verna Curruthers, che abbiamo conosciuto nella serie sul football “First & Ten” della stessa autrice. (Spesso incontriamo suoi personaggi di altre serie che fanno cammei.) Nonostante l’agiatezza, Bobby non ha mai dimenticato la sua infanzia e ricorda con grande nostalgia la sua madre biologica e il dolore provato al momento della separazione, e ancora oggi le sue notti sono popolate da incubi. È una persona riservata e lo scoprire ciò che gli hanno sempre tenuto nascosto lo ha ferito moltissimo. Elena ha sofferto le sue stesse difficoltà, ma per lei non c’è stato nessun benefattore: ha dovuto andarsene dalla Repubblica Dominicana per sottrarsi alla sua famiglia e in special modo al padre, che avrebbe fatto qualsiasi cosa per sfruttare la sua bellezza e costringerla a sposarsi, possibilmente con un uomo molto ricco. Non ha mai capito il desiderio di studiare della figlia, e per ben due anni si è perfino rifiutato di parlarle. Per questo Elena teme che se scoprisse che, oltre a fare il suo lavoro di giornalista, lei scrive anche romanzi d’amore, che contengono scene di sesso, suo padre si infurierebbe. È una donna che ha dovuto lottare per ogni cosa che ha ottenuto, eppure si è mantenuta sincera, e non essere creduta dall’uomo che ama, la distrugge.

Amo molto questa serie, le storie mai banali, anche se non particolarmente intricate, raccontano amori semplici fra uomini e donne che nonostante il successo non si sono montati la testa. Questi campioni hanno denaro, ammiratrici, ma a un certo punto della loro vita sentono il bisogno di avere una compagna da cui tornare tra una trasferta e l’altra, stufi di notti di sesso senza futuro. E quando trovano la donna giusta diventano fedeli, amorevoli e soprattutto disposti ad aiutare le loro ragazze a raggiungere i propri obiettivi:  aspettare la fine di un processo per omicidio, come per  Dan e Holly; un aiuto per diventare una grande lanciatrice nel softball, nel caso di Matt e Dusty; diventare una pittrice come per Skip e Francie; essere una scrittrice famosa come per Bobby ed Elena. Sono uomini che non temono il successo della proprie fidanzate e se ne vantano come fosse il loro. Inoltre, nel libro successivo, “Skip Quincy, Shortstop”, è davvero divertente vedere questi ragazzoni muscolosi andare in trasferta avendo nei loro borsoni i libri di Elena e chiacchierare di titoli come: “I cuori di Hampton”, “Amore sulla spiaggia”, “Cuori al chiaro di luna” e “Baci al chiaro di luna”.

Quest’autrice riesce a creare una sorta di legame di amicizia fra il lettore e i suoi protagonisti, libro dopo libro, li conosciamo sempre più profondamente, rimanendo al corrente di ciò che accade nelle loro vite. E dopo pagine ci ritroviamo al centro delle loro storie desiderando di continuare a seguire le vicende e le loro vittorie, sia in campo che fuori, e come sempre ci ritroveremo spesso allo stadio per seguire le loro partite. La scrittura dell’autrice è molto piacevole e i suoi libri si leggono con grande facilità, il suo amore per lo sport traspare in ogni partita a cui assistiamo, e le scene di sesso sono inserite molto bene nella storia, rivelandosi ben scritte e molto intense. Ritornare allo stadio dei Nighthawks è sempre un piacere.

 

Gaia

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