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Recensione: “Blue Sugar” di Cecilia Claudi

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Trama azzurro

 

La ventunenne Claire Leyden ha visto fin troppe cose nella sua giovane vita e, nel tentativo di lasciarsi tutto alla spalle, decide di prendere una decisione drastica e trasferirsi dall’altra parte dell’America, o meglio, come dice sua sorella, nel bel mezzo del nulla. Non vuole avere una vita universitaria spensierata, né farsi degli amici, vuole semplicemente essere lasciata in pace a combattere con i suoi fantasmi a modo suo.
Le cose non vanno mai secondo i piani, però, e quando incontra l’affascinante Ashton, che sembra stranamente metterla a suo agio con i suoi modi diretti, i muri che aveva eretto intorno a sé stessa nel tentativo di nascondersi iniziano mano a mano a creparsi.
Cosa succede, però, quando il passato ritorna a bussare alla porta?
Riuscirà Ashton a convincere Claire a lasciar andare il suo passato e a concentrarsi sul presente? O sarà un peso troppo grosso di cui liberarsi?

Recensione azzurro

Claire è una giovane donna spezzata, segnata da un’esperienza terribile, che tenta di andare avanti con la sua vita popolata di demoni e paure. Per questo motivo decide di scappare dalla sua famiglia, e dalla realtà, che la costringe a fronteggiare il suo dolore ogni volta che si guarda allo specchio. Ashton è un uomo dolce, protettivo, determinato ed è un detective. Anche lui ha i suoi conti da fare con un passato di delusioni e assenze, forse meno traumatico, ma comunque doloroso.

Grazie alla famiglia e alla passione per il suo lavoro riesce a costruirsi la vita che desidera, senza troppe pretese, nella piccola città del Nord Dakota che fa da scenario al racconto. Fino a quando Claire irrompe nel suo mondo, sovvertendolo e sbaragliando le sue certezze con la sua complessità e il suo bagaglio di sofferenza, ma anche con l’intensità di un’attrazione cui nessuno dei due potrà sottrarsi.

Grazie alla cover semplice e alla trama sintetica, non avevo un’idea chiara di cosa aspettarmi quando ho iniziato a leggere. L’incertezza però ha avuto breve durata. Dopo appena qualche pagina, ho potuto cogliere l’essenza del romanzo che è a tutti gli effetti un thriller e del thriller ha tutti gli ingredienti: serial killer, vittime, detective, sospetti, indagini.

Una storia fatta di ombre e allusioni, particolari che sembrano affiorare tra le pagine come dettagli casuali, ma che in realtà s’incastreranno a formare il mosaico del racconto, che si completerà solo alla fine. Come ogni thriller che si rispetti, appunto.

Interessante la caratterizzazione dei personaggi, che ho trovato coerenti ed emozionanti fino alla fine. Anche i dialoghi sono suggestivi e lasciano trasparire il tormento e la fragilità di Claire, così come i sentimenti e l’angoscia di Ashton. 

Tuttavia scrivere un thriller è impresa ambiziosa, perché il lettore deve rimanere avvinto alle pagine per tutta la durata della narrazione. In questo caso avrebbero reso la lettura perfetta una maggiore suspense e un ritmo più incalzante nella parte centrale, che ho trovato invece un po’ dispersiva su descrizioni e aspetti poco funzionali al susseguirsi delle vicende. Come anche un editing più accurato: il collega detective di Ashton si chiama Arvel o Gerry?

Quando Claire parla di libri al telefono con sua sorella, si trova nella sua stanza o sul muretto fuori dalla biblioteca dell’Università?

Il romanzo rimane comunque una bella storia d’amore e sensualità, di coraggio e sofferenza, di luci e ombre, in cui il sentimento profondo che lega i due protagonisti diventerà l’unica salvezza, quando le spire degli orrori del passato torneranno ad avvolgere entrambi in un vortice di paura.

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Violenza-Alta

Recensione a cura di:

ladykei

Editing a cura di:

Gioggi

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