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Recensione: Blood Game di K. A. Lindle serie Blood Type #3

Titolo: BLOOD GAME Titolo originale: Blood cure Serie: Blood type #3 Autore: K.A. Linde Editore: Newton Compton Genere: Fantasy Data d'uscita: 12 Aprile 2020   Blood type series: 1. Blood type    RECENSIONE 2. Blood match RECENSIONE 3. Blood game Aveva il mondo sulle spalle. Ora non ha più niente. Reyna Carpenter aveva ventun anni quando è diventata una scorta di sangue vivo per lo spietato e oscuro vampiro Beckham Anderson. Pensava che fosse solo un piccolo prezzo da pagare per prendersi cura della sua famiglia. Ma niente si è rivelato come aveva previsto. Nemmeno la sua tumultuosa relazione con…

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Titolo: BLOOD GAME
Titolo originale: Blood cure
Serie: Blood type #3
Autore: K.A. Linde
Editore: Newton Compton
Genere: Fantasy

Data d’uscita: 12 Aprile 2020

 

Blood type series:
1. Blood type    RECENSIONE
2. Blood match RECENSIONE
3. Blood game

Aveva il mondo sulle spalle. Ora non ha più niente.
Reyna Carpenter aveva ventun anni quando è diventata una scorta di sangue vivo per lo spietato e oscuro vampiro Beckham Anderson. Pensava che fosse solo un piccolo prezzo da pagare per prendersi cura della sua famiglia. Ma niente si è rivelato come aveva previsto. Nemmeno la sua tumultuosa relazione con Beckham. E adesso che tutte le sue certezze sono state distrutte, si ritrova nel bel mezzo di una rivolta, in fuga dalla città dominata dall’élite dei vampiri.
Il suo futuro è in bilico e se vuole compiere il suo destino, Reyna dovrà risorgere dalle ceneri, recuperare la vita che le è stata rubata e completare la sua missione, una volta per tutte.

 

Bentornate Fenici!
Un’altra serie, la Blood Type di K.A. Lindle, si chiude con l’uscita del volume conclusivo, Blood Game, pubblicato nel nostro Paese dalla casa editrice Newton Compton Editori.
Confesso che ho iniziato immediatamente la lettura di questo libro, perché volevo sapere come l’autrice avrebbe risolto la “piccola questione” sorta alla fine del volume precedente e se, e come, la nostra protagonista avrebbe vinto la guerra contro Harrington e la Visage. Fermatevi qui se non avete ancora letto gli altri libri della serie, perché sarò costretta a svelare ciò che è accaduto negli altri volumi.
Blood Game riprende, infatti, esattamente da dove eravamo rimasti in Blood Match, con Reyna inginocchiata accanto al cadavere di Beckham. La nostra protagonista ha il cuore spezzato, ma perdere Becks le dà un nuovo scopo nella vita: combattere per chi è rimasto. Nonostante Harrington abbia distrutto la base operativa di Elle e ucciso e fatto prigionieri molti dei ribelli, Reyna non cede e si trasforma nella nuova guida del movimento.
Poi accade l’impensabile: Reyna ritrova il suo punto di forza, Beckham. La sua anima gemella è viva, e ora non resta che concludere la fastidiosa partita contro Harrington. Ma l’astuto vampiro sembra essere sempre un passo avanti a loro e servirà l’aiuto di tutti, anche dei nemici, per riuscire nella folle impresa di fare scacco matto al re.
Vi confesso che scrivere questa recensione mi costa una certa fatica, perché ho apprezzato i primi due volumi della serie, ma era da Blood Game che mi aspettavo il meglio.
Qualcosa, però, non ha funzionato. Terminato l’epilogo, era mia intenzione prendermi almeno un giorno per pensare a come “mettere su carta” ciò che la lettura del capitolo conclusivo di questa serie mi ha lasciato. Ma se, da un lato, il tempo ci consente di riflettere, dall’altro rischia di lasciarci sfuggire ciò che in quel momento stiamo davvero provando. Mi dispiace, quindi, dover ammettere che questo libro mi ha un po’ delusa. Ne attendevo con ansia l’uscita, soprattutto dopo il modo in cui l’autrice ha deciso di concludere il precedente volume della serie; ma ciò che ho trovato tra le pagine è stata una spropositata frenesia, un’eccessiva velocità nel susseguirsi delle vicende e, più in generale, una gran confusione. In tutto questo caos, paradossalmente, mi è sembrato mancasse qualcosa. L’autrice, infatti, sembra concentrarsi troppo su ciò che accade e poco sui suoi personaggi, trascurando quello che dovrebbero provare.
Mi spiego meglio. Nelle precedenti recensioni, ho già accennato alla mia poca simpatia iniziale nei confronti della protagonista, che si è però ampiamente riscattata nel secondo libro della serie. In Blood Game, tuttavia, ho avuto di nuovo qualche problemino con i suoi atteggiamenti. Ho trovato Reyna forse un po’ troppo combattiva. I primis, mi sarei aspettata da lei una reazione diversa di fronte a ciò è accaduto a Beckham, sicuramente più dolore, più disperazione. E, invece, le basta una notte e la voglia di reagire la pervade così velocemente, che il suo essere “umana” soccombe di fronte alla sua voglia di giustizia. Reyna si trasforma troppo rapidamente in una leader sicura di sé, nell’eroina della storia. Ma, nel corso delle pagine, le perdite sono talmente tante e devastanti che, per ognuna di esse, mi sarei aspettata qualcosa di più dalla nostra protagonista. Senza dubbio più sentimenti e meno azione.
Il ritmo narrativo resta intenso, e confesso che questo è uno degli elementi che mi ha fatto apprezzare molto il volume precedente, ma qui forse l’autrice ha voluto strafare. Accadono troppo cose e più volte si ha come l’impressione di aver capito quale sarà il finale della storia, poi ecco lì il colpo di scena che rimescola di nuovo tutte le carte. Il ritmo incalzante ti tiene incollato alle pagine ma l’autrice si è impegnata, magari troppo, a non rendere il libro banale, creando di fatto un piccolo caos. E per giungere a cosa? All’epilogo che non avrei mai voluto leggere… Una cura? Becks, l’unico personaggio che resta fedele a se stesso dalla prima all’ultima pagina, che sceglie di tornare umano?! Non ci credo. Ho amato il personaggio di Beckham, la sua forza e il suo orgoglio. Sebbene si preoccupi della sicurezza di Reyna, sono rimasta sbalordita quando decide di fidarsi di lei e le lascia condurre la partita contro Harrington. Non voglio neppure pensare che torni a essere un semplice uomo.
Ho apprezzato il legame immaginato dall’autrice per i due protagonisti: l’amore incondizionato, la capacità di avvertire i sentimenti e la presenza dell’altro e la possibilità di curarsi a vicenda, ma avrei sicuramente preferito un epilogo diverso, meno smielato. Il finale non è di certo ciò che rovina un libro, quindi credo che sia giusto, per chi ha iniziato la serie, leggere anche questo volume e farsi una propria idea sulla storia.
Io semplicemente mi aspettavo di più, o forse qualcosa di diverso. Tutto qui.

ladykira

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