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Recensione: “Bastardo fino in fondo” di Vi Keeland e Penelope Ward (Cocky Bastard Series n.1)

Un australiano sexy e arrogante di nome Chance. Era davvero l’ultima persona in cui mi aspettavo di imbattermi nel mio viaggio attraverso il Paese. Quando la mia macchina si è rotta, abbiamo fatto un accordo: niente programmi, saremmo andati avanti per miglia e miglia passando notti sfrenate in motel sconosciuti senza limiti e senza una meta precisa. E così quello che doveva essere un normale viaggio si è trasformato nell’avventura della vita. Ed è stato tutto davvero incredibile finché le cose non sono diventate serie. Lo desideravo, ma Chance non si esponeva. Pensavo che mi volesse anche lui, invece qualcosa sembrava trattenerlo. Non avevo intenzione di perdere la testa per quel bastardo arrogante, soprattutto da quando avevo saputo che le nostre strade stavano per dividersi. D’altra parte si dice che tutte le cose belle prima o poi finiscono, o no?

Forse è così, o forse ero io che non volevo vedere la fine della nostra storia…

Il libro di cui ho il piacere di parlarvi oggi è Bastardo fino in fondo, prima opera scritta a quattro mani dalle autrici americane Vi Keeland e Penelope Ward. E’ il primo volume di una serie, la Cocky Bastard series, composta, per ora da quattro libri stand alone, che speriamo arrivino tutti in Italia:

La serie è così composta:

#1 – Bastardo fino in fondo

#2 – Stuck-up suit (prossimamente)

#3 – Plaboy Pilot (prossimamente)

#4 – Mr Moneybags (prossimamente)

Ognuno di questi libri ci farà conoscere un protagonista maschile di quelli indimenticabili, stronzo quanto basta per farci impazzire, bastardo quanto basta per farci urlare “mai più”, favoloso quanto basta per pregarlo di non lasciarci finché morte non ci separi.

Il primo volume della serie è un vero capolavoro.

Mi ha travolta, affondata e rivoltata come un calzino.

E’ un libro che le due autrici, conosciute da poco in Italia grazie alla recentissima pubblicazione di Bossman e Non avrai segreti, hanno scritto con una grazia, un senso dello humor e una competenza incredibili. Una serie incredibile che le ha proiettate nella top ten delle migliori penne americane, grazie anche all’enorme successo di vendita. Vi faccio notare anche che per le copertine dei quattro libri (come di altri volumi della Keeland) sono stati usati quattro modelli famosissimi oltreoceano, particolare che sicuramente ha incentivato l’acquisto di quattro volumi comunque stupendi. In fondo alla recensione le trovate tutte, in modo da potervele godere almeno dal video del computer.

Bastardo fino in fondo è, insomma, uno di quei libri che non si vorrebbe finissero mai.

Ecco, ora che vi ho anticipato cosa ne penso, posso raccogliere i pensieri e spiegarvi come mai ho apprezzato tanto questo volume.

La storia è innovativa nella sua semplicità: Aubrey, giovane avvocato americano, in seguito ad una delusione d’amore decide di lasciare il suo lavoro a Chicago per trasferirsi dall’altra parte degli States, in California. Inizia un viaggio coast to coast con la macchina strapiena di tutti i suoi averi, e la testa ricolma di speranze mal riposte e ferree regole autoimposte. A metà del viaggio incontra l’ex calciatore e modello australiano Chance, rimasto a piedi con la sua moto in un’area di servizio, anche lui diretto in California. I due protagonisti decidono di fare il resto del viaggio assieme, e tra deviazioni, campeggi e follie a Las Vegas scoppierà potentissima la chimica che li lega.

Questo meraviglioso viaggio attraverso l’America occupa tutta la prima parte del romanzo, ed è raccontato attraverso la voce di Aubrey. Il libro, infatti, è diviso in due parti ben distinte, ognuna delle quali scritta in prima persona con il pov di uno dei due protagonisti.

Della trama non vi dico altro, temendo di rovinarvi la sorpresa, certa del fatto che divorerete pagina dopo pagina.

Vi voglio però parlare dei due protagonisti. Anzi, dei tre attori che recitano in questo libro.

Aubrey Bloom si presenta al lettore come una giovane donna che si sta lasciando alle spalle una vita lavorativa e amorosa che l’ha delusa, ma va, suo malgrado, diritta verso un’esistenza che non le darà grandi soddisfazioni. Si è laureata in legge per compiacere il padre, anche lui avvocato, e sembra un’anima in pena, perennemente attenta ai carboidrati e ai grassi, riservata e imbarazzata dalla sua sessualità. Chance Bateman, al contrario, è un giovane uomo ultra sicuro di sé e impertinente, anche se la vita fino ad ora non è stata generosa con lui: la sua carriera di calciatore professionista è stata stroncata da un infortunio mentre non era nemmeno iniziata, ed ha ripiegato, suo malgrado, sugli introiti che gli arrivano dalla vendita di foto in biancheria intima. E’, infatti, un uomo bellissimo, magnetico, con quel modo di fare da vero bastardo che fa cadere tutte le donne ai suoi piedi. Fin da subito si capisce che Aubrey non ha grosse speranze di resistergli…

E il terzo protagonista chi è?

No, no, non ve lo dico, non chiedete. Ma vi lascio un nome. Anzi, più di uno: Esmeralda Fiocco di neve, Costoletta, Pixy. Erano confuse le autrici? No, ma è una storia lunga… Questo terzo incomodo vi farà impazzire, vi farà ridere e desiderare di conoscerlo di persona.

Chance e Pixy sono il filo comune a tutta la serie: compaiono infatti, sotto forma di cameo, in tutti i libri.

«Pixy, voglio che tu sappia che se dovessi andarmene non è per colpa tua. Okay? Vorrei tanto vederti ogni giorno e che noi tre potessimo stare insieme. Però non so se sarà possibile. Se così non fosse, dovrò andarmene. Perché mi rattristerebbe troppo rimanere».

Mi guardò con gli occhi penzolanti. Anche se, stando alle apparenze, era cieca, avrei potuto giurare che riusciva a vedermi.

«Comunque vada, prometto di non dimenticarti mai, okay?».

Pixy posò il mento sulla mia mano e feci qualcosa che non avevo mai fatto prima. Mi abbassai e le baciai la fronte. Non era il genere di bacio che speravo di avere a Temecula, ma meglio di niente. Lei era il simbolo ufficiale del tempo trascorso con Aubrey, avrebbe fatto parte per sempre dei ricordi che condividevamo. Non l’avrei mai dimenticata.

Quello che all’apparenza è un libro spensierato si rivela presto un libro profondo, che parla di accettazione e di lotta, e, soprattutto, di ricerca della felicità. Quella felicità che Chance insegna ad Aubrey: lei non la conosce, non la cerca, non sa nemmeno di averla perduta. Sarà lui, con disarmante semplicità, a spronarla verso di essa, in modo tale che il giovane avvocato possa imparare a camminare a testa alta, a diventare sicura di sé e ad accettare che non sempre una vita trascorsa sui binari della normalità è una vita felice e appagata.

«Aubrey, dal momento in cui hai aperto la tua bocca saccente e mi hai dato dello stronzo pochi secondi dopo esserci incontrati, ho capito che eri una persona speciale. All’inizio ho pensato che fossi altezzosa, poi mi sono reso conto che era solo un meccanismo di protezione. Eri stata ferita e non volevi che nessuno si avvicinasse a te. A volte, quelli che si difendono con un grande scudo sono quelli che devono proteggere un grande cuore. Mia nonna mi diceva sempre che per scoprire la grandezza del cuore di una persona, bisogna badare a come tratta gli animali o a chi non può dare niente in cambio. Per qualche motivo, hai deciso di fidarti di un ragazzo qualunque, dandomi la possibilità di capire che hai un cuore enorme. Sei bellissima dentro e fuori. Hai trasformato ciò che era iniziato come un viaggio triste nell’avventura di una vita. Non immagini cosa significhi per me il tempo trascorso assieme a te. Se non altro, ricordati che meriti di essere felice».

Quello su cui vorrei soffermarmi alla fine è l’altissima qualità dei dialoghi tra Aubrey e Chance. Gli scambi continui che hanno, prima guidati dall’australiano, e poi in un uno/due spiazzante, sono spassosissimi. Il lettore ne rimane assolutamente travolto, io, ad esempio, ho riso in continuazione. Questo è uno di quei libri che si legge con il sorrisetto ebete sulle labbra, quindi se deciderete di conoscere Aubrey e Chance in pubblico lo farete a vostro rischio e pericolo! Infatti, si assiste ad un continuo dialogo fatto di doppi sensi a sfondo sessuale che è assolutamente esilarante, impertinente e funzionale alla crescita del rapporto tra i protagonisti. Se dovessi dare una definizione univoca, direi che questo libro ha tratti fortemente comici, da commedia degli equivoci, e soprattutto un pregio incredibile, quello di non stancare mai.

Mi è anche piaciuta molto la struttura generale del libro per pov alternati, e detto da me che mal sopporto la prima persona, significa molto. L’uso del punto di vista, infatti, non priva il romanzo di quelle parti descrittive che troppo spesso gli autori trascurano quando utilizzano questo genere di scrittura.

Cosa altro vi posso dire?

Leggete questo libro.

Leggetelo senza pregiudizi, senza cercare trame complesse o personaggi contorti.

Leggetelo con serenità di spirito: solo allora vi regalerà, con un pizzico di magia, una storia indimenticabile.

A cura di:

Recensione: “Bastardo fino in fondo” di Vi Keeland e Penelope Ward (Cocky Bastard Series n.1)
5 su 1 voti

Un australiano sexy e arrogante di nome Chance. Era davvero l’ultima persona in cui mi aspettavo di imbattermi nel mio viaggio attraverso il Paese. Quando la mia macchina si è rotta, abbiamo fatto un accordo: niente programmi, saremmo andati avanti per miglia e miglia passando notti sfrenate in motel sconosciuti senza limiti e senza una meta precisa. E così quello che doveva essere un normale viaggio si è trasformato nell’avventura della vita. Ed è stato tutto davvero incredibile finché le cose non sono diventate serie. Lo desideravo, ma Chance non si esponeva. Pensavo che mi volesse anche lui, invece qualcosa…

Score

Voto Kiki 5

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katrin

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