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Recensione: “Arrivano i Superboys” di Ikki Kajiwara, Ken Yamada, Mitsuyoshi Sonoda,

Nei nuovi quartieri sorti nelle campagne alla periferia di Tokyo, si trova l’istituto Shinsei Senior High Scool, frequentato dal giovane ed irrequieto Shingo Tamai, alunno del 6º anno, il nostro protagonista. All’inizio dell’anno scolastico viene presentato il nuovo docente di educazione fisica, Tempei Matsuki, ex portiere della nazionale giapponese di calcio e medaglia di bronzo ai giochi olimpici del Messico.

Questi intende costruire una squadra dell’istituto che possa arrivar a competere ad alti livelli; l’intento fa subito presa su molti ragazzi tranne che su Shingo, il quale non vede la possibilità di affermare la propria leadership in un gioco corale (di squadra) come il calcio. Decide così di boicottare la squadra “ufficiale” di Matsuki e di crearne una propria… la quale dopo una prima ed illusoria vittoria sarà sempre sconfitta da quella di Matsuki, che inizia ad esser visto da Shingo come un nemico invincibile. Successivamente i due riusciranno a chiarire il loro contrastato rapporto e Shingo diverrà il capitano dell’unica squadra della scuola allenata da Matsuki.

Durante i lontani anni ’70, sugli schermi delle nostre televisioni giravano ben pochi programmi adatti ai ragazzi, che ne potessero colpire la fantasia o, addirittura, essere da esempio nel costruire una buona coscienza sportiva o culturale.

Uno di questi era “Arrivano i Superboys”, un anime basato sul gioco del calcio, sull’importanza del lavoro di squadra e, ancora di più, sul rapporto importantissimo che si stringe tra un alunno e un insegnante nel periodo scolastico

Il nostro protagonista, Shingo Tamai, è uno di quei classici bulli di quartiere, sempre pronto ad attaccar baruffa con tutti quelli che in qualche modo attraversano la sua strada. Nel corso della storia, per opporsi a un insegnante di educazione fisica, che aveva osato tenergli testa, fonda una sua squadra di calcio in competizione con quella ufficiale della scuola.

Dopo una serie di scontri, Shingo si rende conto di aver bisogno del suo insegnante, così le due squadre si fondono, puntando ad arrivare alle alte vette della classifica.

Allievo e istruttore adesso hanno uno scopo comune, dedicare la propria vita al gioco del calcio.

Ricordo ancora che dai miei occhi di bimba di cinque o sei anni le sue peripezie e le sue incredibili acrobazie erano viste come eventi di una portata enorme. Da quel programma iniziai ad appassionarmi allo sport, spinta dal desiderio di migliorarmi continuamente. Come dimenticare il mio primo pallone di cuoio e l’emozione nel calciarlo? Io ero Shingo e mi dilungavo in tecniche acrobatiche e complicati schemi di gioco.

Tornando all’anime, vediamo come il tratto dei disegni lasci quasi trasparire il segno della matita; ritroviamo il sapore dei primi fotogrammi e lo spirito e l’entusiasmo di queste opere prime.
L’autore è lo stesso di Rocky Joe, un altro capolavoro d’incredibile portata.

Credo che ogni tanto fare un passo indietro, per ritrovare valori autentici e principi genuini, non possa far altro che bene sia a noi che ai nostri bambini, cresciuti in una società troppo legata alla tecnologia, che spesso fa perdere l’amore per le cose più vere. Consiglio vivamente questo anime proprio perché ci ricollega a tutto questo, perché ci fa, per qualche momento, ritornare a un senso di meraviglia forse ormai dato troppo per scontato.

Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...
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