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Recensione in Anteprima: “L’ospite inatteso” di Patricia Gibney

La buca non era profonda. Un sacchetto di farina avvolgeva il piccolo corpo. Tre faccine guardavano dalla finestra, gli occhi neri di terrore. Uno dei bambini disse: «Chi sarà il prossimo?»
La detective Lottie Parker cerca un collegamento tra la morte di una donna assassinata in una cattedrale e quella di un uomo impiccato a un albero del suo giardino. Le vittime hanno infatti un passato oscuro in comune. Ma nel corso delle indagini Lottie vede man mano riaffiorare antichi dolori che ben conosce, e quello strano caso sembra iniziare a riguardarla personalmente. Solo muovendosi in fretta potrà fermare l’allungarsi della scia di sangue, ma andare fino in fondo potrebbe farle correre un pericolo terribile che la riguarda molto da vicino…

L’uomo aveva una tunica bianca svolazzante, abbottonata dall’orlo fino al collo, cantava la sua pazza cantilena. La sua voce si alzava e si abbassava, andando quasi a tempo con le fiamme delle candele, che una brezza intrappolata nella stanza accarezzava in maniera debole e lenta.

«Ho ucciso un uomo stanotte», disse la voce cantilenante.

L’ospite inatteso di Patricia Gibney ci racconta la prima indagine del Detective Lottie Parker, una donna di oltre quarant’anni, vedova con tre figli adolescenti. Il lutto è difficile da superare e Lottie dedica anima e corpo al suo lavoro, trascurando la casa e la famiglia. Quando poi le indagini di un omicidio coinvolgeranno anche i suoi figli, ecco che entrerà in gioco la mamma chioccia che è insita in ogni madre.

Non starò qui a raccontarvi la trama del romanzo; recensire un thriller rivelando gli sviluppi dell’intreccio, è un po’ come svelare indizi sui possibili sospettati e portare il lettore alla scoperta dell’assassino. Mi limiterò, quindi, a dirvi che la trama è ben studiata e si sviluppa in due archi temporali: il 1976 e il 2015. Ogni tanto, infatti, ci sono, alcuni flashback che ci riportano indietro per aiutarci a capire da cosa tutto ha avuto inizio.

L’autrice, tramite la sua scrittura scorrevole e diretta, riesce a coinvolgere il lettore nelle atmosfere cupe e misteriose che fanno da cornice al romanzo ambientato nelle terre irlandesi.

I protagonisti sono ben caratterizzati e vi ritroverete, come il Detective Parker, a sospettare di chiunque sia coinvolto nelle indagini, e in costante trepidazione quando sembra che tutto stia andando storto.

Suspense e un senso di inquietudine vi accompagneranno fino alle ultime pagine del romanzo e alla scoperta dell’identità dell’assassino che, vi assicuro, non è facile da intuire.

Vi arrabbierete, sarete lì a giudicare le azioni di tutti e cercherete di capire come sia possibile che il male si estenda così tanto e così subdolamente.

Consiglio il romanzo a tutti gli amanti del genere e a chi ha voglia di misurarsi con un caso di omicidio di difficile risoluzione.

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La buca non era profonda. Un sacchetto di farina avvolgeva il piccolo corpo. Tre faccine guardavano dalla finestra, gli occhi neri di terrore. Uno dei bambini disse: «Chi sarà il prossimo?» La detective Lottie Parker cerca un collegamento tra la morte di una donna assassinata in una cattedrale e quella di un uomo impiccato a un albero del suo giardino. Le vittime hanno infatti un passato oscuro in comune. Ma nel corso delle indagini Lottie vede man mano riaffiorare antichi dolori che ben conosce, e quello strano caso sembra iniziare a riguardarla personalmente. Solo muovendosi in fretta potrà fermare l’allungarsi…

Score

Voto Arya 5

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Romanticamente Fantasy

Romanticamente Fantasy
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