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Recensione: “Alakim-Le regole del gioco” di Anna Chillon

TRAMA

Lontano. Solo. Libero di accantonare quel poco di umanità rimasta, Alakim terrorizza le notti parigine dando sfogo alla parte più oscura di sé. È in queste condizioni che s’imbatte in un uomo dalle grandi risorse ed empia inventiva, il cui potere cela azioni criminali. Alakim resta perciò a Parigi, lungi dall’idea di far ritorno e ignaro di chi, per amore o per vendetta, si è già messo sulle sue tracce. Per trovarlo, Nicole e Muriel hanno infatti deciso di intraprendere un viaggio che li costringe a mettersi in gioco nel più esplicito dei modi.
Scelte difficili e persone senza scrupoli ostacoleranno il loro cammino, ma ciò che conta è trovare Alakim per essere uniti ancora una volta nel tentare l’impossibile, scommettendo ancora tutto in nome di un’amicizia.
Lotteranno, cederanno alla carne e scenderanno a compromessi con la propria coscienza, per comprendere che, in fin dei conti, il “gioco” non è soltanto quello che si palesa come tale, ma è la vita stessa, nella quale ogni vittoria non è altro che l’inizio di una nuova avventura.
E chi tira le fila, non sempre ottiene esattamente ciò che vuole.

RECENSIONE

Finalmente, dopo una lunga e snervante attesa, è arrivato il secondo capitolo della storia di Alakim… e vi assicuro l’attesa è valsa pienamente la pena!
Mentre col primo libro mi ci è voluto un po’ per entrare psicologicamente nel mondo dai toni cupi e crudi che l’autrice descrive magistralmente, qui il problema non si è proprio posto, perché dalla prima pagina rientri in quel mondo come se non lo avessi mai lasciato. Spettatore attivo e partecipe – che non vede l’ora di assistere agli eventi e alla storia che si svolgerà davanti ai suoi occhi – ti chiederai con il cuore in gola come questa volta i personaggi ti stupiranno… perché lo faranno, eccome se lo faranno!
Ed ecco Alakim, piegato da una fame inestinguibile che lo spinge ad ogni sorta di malvagità, solo e senza nessuno a frenare i suoi crudeli impulsi, in una Parigi teatro di ogni nefandezza che il Serafino compie. Il caso e la necessità lo fanno finire tra le grinfie di uno spietato personaggio che, con perfide lusinghe, lo convincerà a partecipare ad un sadico gioco…

«Anche io voglio giocare, ma nessuno, a parte il mio buon fratello, vuole farlo con me.»

Poi ritroveremo Nicole, l’invocantes, e Muriel, lo stupendo Nephilim, che cercheranno per amicizia e per amore, ma non solo, di ritrovare il Serafino, seguendo le nemmeno tanto labili tracce che li porteranno appunto a Parigi.
Comincia così un viaggio fisico alla ricerca di Alakim, ma sarà anche un viaggio metaforico che cambierà e farà evolvere determinati equilibri; si riusciranno a conoscere più approfonditamente i personaggi e, nel frattempo che la ricerca continua, Nicole e Muriel dovranno scendere a compromessi per riuscire nel loro intento. Soprattutto lei, Nicole, che si troverà a vivere situazioni al limite e che terrà il lettore letteralmente con il fiato sospeso… quasi come non ci fosse più aria.
Questa immagine è molto esplicativa di come mi sono sentita per i tre quarti del libro, con la bocca aperta per lo stupore e gli occhi spalancati all’avida ricerca delle parole seguenti.
E dopo un colpo di scena, quando pensi che la trama ritorni ad un andamento rilassato, ecco che di nuovo un altro avvenimento, che non ti aspettavi, ti stupisce, e quindi rimani attaccata alle pagine manco fossero coperte di miele!
Nonostante sia un paranormal, i personaggi sembrano davvero “reali” e la storia è coerente con se stessa, senza falsi buonismi o misteri inspiegati; naturalmente, a mio avviso, contribuisce anche il fatto che Anna ha uno stile davvero splendido: riesce ad essere elegante anche quando descrive situazioni crudeli o perverse e lo fa con delle scelte lessicali davvero di un livello superiore e mai scontate. La sua grande maestria nel descrivere le scene ti trascina letteralmente, e in quelle più trasgressive le parole e le immagini riescono ad attizzare delle fiamme che raggiungono davvero il soffitto!
Considerando la violenza e le varie perversioni all’interno della storia non credo sia una lettura per tutti, io comunque l’ho trovata assolutamente favolosa; mi è piaciuto tanto il primo libro e questo secondo romanzo mi ha letteralmente stregato.
Non metterò a confronto Anna Chillon con le scrittrici di oltreoceano, perché posso dire senza timore che le ha anche superate e per me questa è una delle saghe più belle che io abbia mai letto!
Vorrei aggiungere solo una cosa, come recita una citazione del libro:

«Tu fai male quando ci sei e ancora di più quando non ci sei.»

Quindi, Anna, non lasciarci troppo tempo orfane, aspetto già con ansia che Alakim torni.

Veronica.Lady Shanna

Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

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