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Recensione: “Al sicuro nel suo cuore” di Renae Kaye (Serie Safe Vol. 2)

Andrew e Paul si sono avvicinati a Dio e a Gesù in chiese diverse e il loro approccio alla spiritualità è diametralmente opposto.
Andrew è cresciuto con la fede cattolica, che gli ha insegnato che l’omosessualità è un peccato. È stato costretto a nascondere la verità su se stesso per tutta la vita. Si è sposato e ha avuto dei figli, una maschera da presentare al mondo, una maschera da eterosessuale. Solo in seguito alla sua relazione con Paul, che gli mostra un aspetto diverso della religione, Andrew capisce di poter essere gay e avere ancora fede. Il Dio di Paul è pura accettazione e amore, nella sua chiesa l’omosessualità non è un problema.
Nel viaggio di Paul e Andrew, innamorarsi è la parte più facile. Ma ci sono tante cose su cui lavorare: il dolore del tradimento, la paura di essere scoperti, l’abbandono da parte della moglie di Andrew, le incombenze di dover crescere dei figli, la pressione dei rispettivi lavori e la costruzione di un futuro insieme. Solo superato tutto ciò potranno sentirsi al sicuro l’uno nel cuore dell’altro.

Paul. Si chiamava Paul. Andrew immagazzinò quell’informazione nella parte del suo cervello che chiamava “Lo Scrigno”. Era quel luogo dove concedeva alla sua vera identità di uscire allo scoperto e divertirsi e che era ben segregato rispetto al resto della sua vita. Solitamente lo Scrigno non interferiva con il lavoro o con la famiglia. Veniva aperto per brevi periodi, di solito per quel primo lavoretto di mano nella doccia al mattino, per poi essere di nuovo sigillato. Ultimamente, però, quella parte di sé faceva capolino sempre più spesso. Paul. Un nome semplice. Diretto. Completo. Esattamente come l’uomo a cui apparteneva, un fusto che Andrew non avrebbe dovuto notare. Ma che aveva notato. Andava in palestra da quando aveva sposato Kristy. Era una scusa per uscire di casa, per di più con regolarità. Se passi un’ora al pub ogni giorno, la gente inizia a volerti “salvare” o a giudicare il tuo tempo come sprecato, se comparato alle loro vite e ai loro bisogni così importanti. Ma se dici che vai in palestra ti lasciano tutti in pace.

Dalla Bibbia Levitico 18:20 Non peccherai con la moglie del tuo prossimo per contaminarti con lei.
21 Non lascerai passare alcuno dei tuoi figli a Moloch e non profanerai il nome del tuo Dio. Io sono il Signore.
22 Non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è abominio. 23 Non ti abbrutirai con alcuna bestia per contaminarti con essa; la donna non si abbrutirà con una bestia; è una perversione. 24 Non vi contaminate con nessuna di tali nefandezze; poiché con tutte queste cose si sono contaminate le nazioni che io sto per scacciare davanti a voi…

Una frase, una semplice, breve, frase: Levitico 18,22 Non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è abominio.

In una riga è concentrato ciò che ha amareggiato la vita di Andrew, il senso di colpa che lo ha portato a nascondere la sua natura e i suoi desideri. Nato in una famiglia molto religiosa e cattolica, per Andrew prendere coscienza dei suoi istinti è stato difficile e doloroso. Per adeguarsi, a ciò che gli altri si aspettano da lui, ha sposato Kristy da cui ha avuto due figli che ama moltissimo, conduce una vita tranquilla e all’apparenza senza problemi. Nella sua mente c’è una parte segreta che lui chiama “Lo Scrigno”, in cui conserva i ricordi dei fugaci incontri che si concede in cui, per un momento, può essere davvero se stesso. Sono incontri vissuti in posti squallidi, nei bagni di qualche locale, nelle docce delle palestre, con uomini che per lui non contano niente e che non sanno nemmeno chi sia, e perciò prova vergogna.

Nella palestra che frequenta, un uomo, Paul, lo intriga in modo particolare. Quando finalmente ha la possibilità di passare qualche ora con lui, per la prima volta dal suo matrimonio, organizza un incontro in un motel. Paul è un infermiere, ama il suo lavoro e non ha mai nascosto le sue preferenze sessuali, Andrew gli piace molto, ma inizialmente tenta di resistere all’attrazione sapendolo sposato. Solo dopo la costante insistenza di Andrew, che gli rivelerà la natura del suo matrimonio, cederà. Quello che avrebbe dovuto rimanere un incontro fugace si rivela l’inizio di una relazione importante. Il giovane infermiere non è solo sesso: è amicizia, comprensione e, pian piano, prende un posto ben definito nella sua vita altrimenti normale e monotona. I momenti di grande felicità saranno per Andrew quelli vissuti nei loro incontri clandestini.

Nessuno dei due riesce a vedere un lieto fine.

Paul soffre nell’essere il colpevole segreto, sa che questa storia finirà per farlo soffrire e più volte pensa di chiuderla, ma improvvisamente nella vita di Andrew accade qualcosa che la stravolge e quello che sembrava un sogno impossibile può diventare realtà con l’aiuto di un po’ di coraggio.

Paul è un personaggio solare, risulta da subito simpatico, vive la sua vita alla luce del sole, ama il suo lavoro ed è sinceramente affezionato ai suoi pazienti. Pur non essendo cattolico è comunque molto religioso e il sapere che Andrew è sposato, e ha dei figli, è per lui un problema morale molto grande.

Andrew, invece, almeno all’inizio, è un personaggio che non ho amato. L’autrice lo introduce mentre ha un rapporto nella doccia della palestra, disposto a farsi vedere da chiunque sia di passaggio in quel momento, e questo a mio avviso stona molto con il desiderio di segretezza su quella parte della sua vita. In un primo tempo le sue intenzioni verso Paul sono tutt’altro che romantiche: lo vede come la possibilità di creare altri bei ricordi per il suo scrigno, in modo da poterli rivivere nella mente nei momenti di solitudine. Ma pian piano il suo atteggiamento muta: lo scoprirsi innamorato lo porta a diventare tanto coraggioso da ammettere la verità anche con la sua famiglia.

I personaggi di contorno sono interessanti e complessi, hanno una parte rilevante nella storia; Kristy, per esempio, è una donna che ha accettato di vivere un matrimonio senza amore perché desiderava solo avere dei figli, e che scoprirà di volere di più; Erica è l’impareggiabile segretaria che si rivelerà una vera amica per entrambi.

Quella che ci regala l’autrice è una storia in cui il senso di colpa ha una grande parte nella vita di ogni personaggio, fatta di apparenze, dove niente è come sembra.

Tutti, tranne Paul, hanno acconsentito a indossare una maschera. Sarà proprio lui, la sua capacità di mettersi in gioco, il suo amore e il desiderio di aiutare Andrew, a permettere un lieto fine.

Una storia originale con bei personaggi e una trama che riserva parecchi colpi di scena e motivi di riflessione, condita da scene di sesso ben scritte. L’unica pecca, almeno dal mio punto di vista, è una sinossi troppo particolareggiata, che svela gran parte di ciò che accade.

Andrew e Paul si sono avvicinati a Dio e a Gesù in chiese diverse e il loro approccio alla spiritualità è diametralmente opposto. Andrew è cresciuto con la fede cattolica, che gli ha insegnato che l’omosessualità è un peccato. È stato costretto a nascondere la verità su se stesso per tutta la vita. Si è sposato e ha avuto dei figli, una maschera da presentare al mondo, una maschera da eterosessuale. Solo in seguito alla sua relazione con Paul, che gli mostra un aspetto diverso della religione, Andrew capisce di poter essere gay e avere ancora fede. Il Dio di…

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Voto Lucia63 4,5

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Romanticamente Fantasy

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