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Recensione: “1996” di Stefania Dell’Orco

Buongiorno Fenici, oggi Mumù ci parla di “1996” di Stefania Dell’Orco

Lauren BlakelyNew York, 1996.

L’estate è finita e Sally Towsand, una ragazza come tutte le altre, decide di suicidarsi dal ponte di Brooklyn.

La sua vita da un anno a questa parte è cambiata; ha abbandonato i suoi amici, le feste, la famiglia… solo una cosa ha voluto tenere con sé: la musica.

Dalla musica non si può scappare, non può nemmeno lei che lavora dentro un negozio di dischi, dove i ragazzi passano la maggior parte del tempo dentro una cabina ad ascoltare gli album appeni usciti, per comprare l’ultimo vinile del loro musicista preferito, per lasciare il mondo fuori e farlo occupare solo dal suono più bello del mondo.

Ma purtroppo la vita non è fatta solo di note musicali, la vita a volte ci prende alla sprovvista e ci calpesta come se fossimo fatti di gomma da masticare.

Ed è proprio su quel ponte che Sally decide di farla finita, vuole smetterla di sentirsi una merda completa, un totale fallimento.

Vuole morire e basta.

Taron Frost non si aspettava di certo che sul ponte più famoso d’America avrebbe incontrato una giovane ragazza dai capelli come il sole pronta a gettare via la sua vita.

Lui stava semplicemente scappando dalla sua festa di fidanzamento, per respirare un po’ d’aria fresca, non sapendo che da quella notte tutto sarebbe cambiato.

Taron sa bene che il suicidio non è la scelta giusta da fare, sa che la vita può regalare anche cose belle, basta solo imparare a crearsi uno scudo.

Solo così si riuscirà ad andare avanti.

Tutti quanti vorranno vederti fallire, ed è proprio per questo che bisogna trarre la forza per dimostrargli esattamente il contrario.

La vita è preziosa.

Non farti calpestare mai.

Da nessuno.

“L’unica cosa che mi sono ricordata di fare è stato prendere il mio walkman per sentire la mia canzone preferita, un’ultima volta.”

Correva l’anno 1996.

Nasce Dolly, primo mammifero clonato, Bill Clinton viene rieletto per un secondo mandato a presidente degli Stati Uniti e la sottoscritta compie 11 anni…. e Sally sta per mettere fine alla propria vita saltando dal ponte di Brooklyn.

Finalmente, dopo tante ricerche l’ho trovato…. Cosa? Un romanzo degno di essere letto, che non è uscito dalla fabbrica dei libri fotocopia, vero, autentico. Uno di quelli che ti fanno dimenticare il tempo che scorre, che non ti fa chiudere il libro fino a quando non avrai divorato sino all’ultima pagina. Sai benissimo che la sveglia non farà sconti; il pensiero di quel suono implacabile che ti strapperà dalle braccia di Morfeo, non riuscirà a farti desistere. Ti dirai che arriverai alla fine del capitolo e poi staccherai, ma sai benissimo che ti stai raccontando una bugia.

Sally che sta per buttarsi giù dal ponte…ma arriva Taron.

Taron che salva Sally. Sally che salva Taron. Ma Taron ancora non lo sa.

Due ragazzi, che senza neanche accorgersene sono, in verità, entrambi caduti da quel ponte, e che la corrente sta trascinando via. Stanno per essere risucchiati dalla vita e ancora non se ne sono resi conto. Morti dentro. Quel ponte li ha appena riportati in vita.

I motivi che portano Sally a mettere fine alla propria vita, all’inizio sembrano futili, ma poi inizi a capire che è fatta di carne, emozioni, musica. Perché Sally, che è vita e gioia e amore, sceglie scientemente di morire?

Taron era già morto dentro e neanche lo sapeva. Una fidanzata storica che crede di amare, ma che invece è il suo porto sicuro. Un lavoro che detesta, ma non sa dire di no al padre. Un passato segnato da un evento drammatico che gli ha cambiato la vita. Quella sera scappa dalla sua festa di fidanzamento, nessuno se ne accorge, neanche la fidanzata, ma lui si sente soffocare, e tu soffochi con lui. Senti anche tu la cravatta stringere, ti porti automaticamente la mano al collo per allentarla. Ma poi trova Sally, ossigeno puro, che lo riporta alla vita.

Vogliamo parlare del finale? Qualcuna, sono sicura, storcerà il naso, vorrà scagliare il libro contro la parete, qualche parolina contro l’autrice scapperà di certo. Ma poi, il libro germoglierà dentro di voi senza che ve ne rendiate conto, vi entrerà sotto la pelle. E sarete d’accordo con me che una qualunque altra conclusione avrebbe relegato questa piccola gemma tra la vasta gamma dell’ovvietà.

Credo sia inutile aggiungere che ve lo consiglio assolutamente!!!

 

 

Kiki

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