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Otaku che passione: I Giochi di Ruolo

GIOCHI DI RUOLO

Eccomi qui, se state leggendo ancora, vuol dire che qualche cosa di interessante, in fondo l’ho detta.

Bando alle ciance. Cominciamo, oggi vorrei parlare di qualche cosa che per me ha molta importanza come Otaku e Nerd; ebbene sì niente fumetti, ma FANTASY, e di quella con la F maiuscola, migliore di quella che possono scrivere i più rinomati autori.

Non mi credete? Vi chiedo ancora un attimo di pazienza per spiegarvi, siate gentili, concedetemela.

Avete mai letto un libro? Bello, lineare, ma…

Siete sempre stati d’accordo con le scelte del protagonista? O… avreste cambiato qualche cosa, se voi foste stati il personaggio in questione, avreste agito o detto qualche altra cosa che avrebbe così stravolto il racconto. Provate a pensarci. Perché se anche solo una volta lo avete pensato, avete fatto un passo verso un mondo differente dalla mera lettura, dal seguire inermi le vicende di questo o quel personaggio, avete fatto un passo verso il GIOCO DI RUOLO… no, no, fermi ma a cosa pensate… niente manette o infermiere sexy… o per lo meno a me non capitano mai le infermiere.

Il gioco di ruolo o GdR appunto, non è una lettura singola, ma un vero e proprio gioco di società, dove, l’unica limitazione a quello che il giocatore può fare al suo interno, è data dalla fantasia del giocatore stesso.

Tra i più famosi GdR troviamo “Dungeons & Dragons”, di Gary Gygax e Dave Ameson, pubblicato dalla TSR per la prima volta nel gennaio del 1974 con una tiratura di 1000 copie, alla fine del 74 era già esaurita la 2°(2000 copie ), e la 3° ristampa (4000 copie). Nel giro di due anni venne catapultato ai vertici delle vendite dei giochi di società, la TSR divenne poi TSR Hobbies, venne poi acquistata dalla Wizards of the Coast e due anni fa a sua volta venne acquistata dalla Hasbro.

Il gioco spopola nelle scuole superiori e nelle università.

I GdR in commercio ora, sono tantissimi, e rispecchiano le varie ambientazioni in cui si vuole giocare, ad esempio: “GiRSA” (Gioco di Ruolo del Signore degliAnelli) con ambientazione Tolkienniana nella fantasmagorica terra di mezzo, Vampiri, Werevolvs, “Il richiamo di Cthulhu” basato sulle storie di Howard Philiips Lovercraft e molti altri.

Giocare a questi giochi è abbastanza economico, un libro delle regole, che su internet si trova dai 3 ai 35 euro, un set di dadi 4 euro, 3 giocatori come minimo, carta e penna; in più tanta tanta fantasia: un giocatore dirige il gioco (master), inventando una storia, gli altri possono: agire, interagire, muoversi, combattere, scappare, fare magie o qualsiasi cosa ritengano opportuna per compiere la missione che gli ha affidato il master.

Le regole spiegano come risolvere quasi tutte le situazioni, con il lancio di dadi o con il buon senso.

Dal canto mio vi dico che passo tutti i venerdì sera possibili a giocare con gli amici, pop-corn, thé, amici e fantasia, cosa si può volere di più dal venerdì sera?

Tra i miei ultimi personaggi annovero, un monaco con voto di povertà e pace, metteva in riga i malvagi a suon di ceffoni e pedate nel sedere, e uccideva solo se strettamente costretto da avversari che non volevano arrendersi anche se sottomessi; ora invece interpreto la parte di un mezz’ orco barbaro, con scarsissima intelligenza, ma una forza sovrumana, e se prima parlavo, ora spacco tutto con la mia ascia bipenne magica.

Per concludere alcune serie fantasy si vocifera che siano idee scaturite da avventure di ruolo, tra queste la meravigliosa saga “La guerra delle lance” di Margaret Weis e Tracy Hickman.

Con questo concludo e Buon divertimento.

Articolo a cura di Wailander

Editing:Tayla

Romanticamente Fantasy

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