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Made in Italy : autrici a confronto botta e risposta.

made in italy botta e risposta autrici a confronto

Benvenuti a questa nuova rubrica in cui, due autrici italiane risponderanno alle nostre domande. Vediamo come se la cavano le nostre prime scrittrici (che ovviamente ringraziamo tantissimo ) ad essersi prestate al nostro gioco. Per prima cosa ci terrei a presentarvi le talentuose autrici

Corinne Savarese

Nata e cresciuta a Milano, ha studiato lingue straniere. Appena finiti gli studi ha lavoratocome agente di viaggi. Questo le ha permesso di iniziare a scoprire il mondo, apprezzando i diversi paesi e culture. Dopo aver conosciuto Pietro, a dcorinne savareseistanza tramite un corso di aggiornamento on line, la loro amicizia si è trasformata in amore e si è trasferita nelle Marche. In due anni si sono sposati e ora hanno quattro bambini, un chihuahua e un siamese. La passione dei viaggi non è sfumata e appena possono, partono alla scoperta di un posto nuovo da visitare, usando anche la formula di home exchange.
Le piace avere sempre casa piena di amici e adora cucinare. Spesso organizza cene succulente da passare in compagnia.
Lettrice compulsiva, arriva a divorare fino a sette libri a settimana, in inglese o in italiano. Non guarda televisione se non per le serie che segue, esclusivamente in lingua originale. Adora scrivere e lo fa solo di notte, quando il silenzio e il buio le permettono di entrare nel suo mondo di parole di carta e inchiostro. Durante questo unico momento di solitudine e relax prende vita una Corinne che nemmeno i più cari conoscono.
Ecco come sono nati “Cara cognata, ti odio!” e poi, il seguito, “Finché suocera non ci separi!”

Separatore-Sfumato

Diletta Brizzi

Nata nel 1989 e vive in un piccolo paesino in provincia di Pisa insieme alla famiglia e acinque gatti.
Studentessa universitaria presso la Facoltà di Chimica di Pisa, ha fin da piccola sviluppato la sua passione per la scrittura e per la lettura soprattutto di Urban Fantasy e di Young Adult a sfondo mitologico, dilettatema di cui si è sempre interessata, approfondendo in particolar modo il pantheon greco, quello egizio e quello celtico.
Da agosto 2010 possiede un blog letterario, Atelier di una Lettrice Compulsiva, insieme al fidanzato Yvan, con il quale per altro ha scritto un romanzo Mitologico/Urban Fantasy.

 

E ora la fantastica intervista :

1 – Quando hai maturato l’idea di scrivere?
Corinne: Ho iniziato a scrivere nell’ottobre 2012, in un periodo molto particolare in cui ho sentito la necessità di esternare le sensazioni che provavo. Ovviamente quel libro rimarrà inedito per sempre.

Diletta: Fin da piccola la scrittura mi ha sempre appassionato. Mi faceva viaggiare in luoghi sconosciuti. Quando si è piccoli, l’immaginazione riesce a dare vita a storie appassionanti.

Crescendo ho partecipato a vari GDR su Facebook, come Misty Hill GDR, in cui interpretavo il ruolo di una Guardian – come in Vampire Knight – e da quel momento si può dire che la mia passione è arrivata al culmine. Il merito però va tutto a Yvan che mi ha spronato a scrivere. Così abbiamo scritto insieme Take me into your Hell e subito dopo mi sono messa a scrivere L’Eredità del Serpente e da lì è nata l’idea della saga She is my Sin.

2 – Chi ti ha incoraggiato di più?
 Corinne: Mio marito.

Diletta: In parte posso dire di essermi incoraggiata da sola ma è anche grazie al mio fidanzato Yvan che mi ha spronato ogni giorno a far valere ciò che scrivevo, ad andare avanti nonostante le critiche. E non mi dimentico in maniera più assoluta dei lettori dei miei romanzi. Anche loro hanno una parte in tutto questo. Il loro entusiasmo soprattutto di alcune persone mi contagia e io non posso fare altro che andare avanti. 

3 – Quali difficoltà hai incontrato per arrivare alla pubblicazione del tuo romanzo?
Corinne: Mah, veramente difficoltà nella pubblicazione nessuna, essendo una selfpublished. Le vere difficoltà iniziano dopo, quando non sei nessuno e devi “ricordare” continuamente ai lettori della tua esistenza, del tuo libro. È un lavoro a tempo pieno. Devi essere presente su tutti i social network e, per me che ho 4 bambini, non è semplice.

Diletta :L’editing. Un vero e proprio tasto dolente perché non ho avuto una bella esperienza a riguardo. Almeno per quanto riguarda la prima esperienza. Dico solo che doveva essere fatto un editing che in realtà non è stato fatto se non per quanto riguardava correzioni automatiche. Successivamente a questa esperienza sono stata molto più attenta a scegliere il mio editor e ho trovato in Prisca Turazzi una vera e propria professionista!

4 – Che genere di letture preferisci?
Corinne: Sono un’inguaribile romantica, e mi piace ridere, quindi vado dai romance ai Chick-Lit, ovviamente mio genere letterario preferito. Anche i fantasy hanno un posto sul mio podio.

Diletta: I miei generi preferiti sono urban fantasy, paranormal romance, erotici, young adult e historical romance. Insomma, sono una lettrice a tutto tondo!

5 – Qual è il tuo autore preferito

Corinne: Decisamente Jane Aeusten.

Diletta: Senza dubbio Charlotte Bronte. Il suo modo di scrivere e il suo uscire dagli schemi classici mi hanno da sempre affascinato. Penso che Jane Eyre sia il capolavoro per eccellenza. Jane non è la classica eroina bella da mancare il respiro, così come non è bello Rochester. Tuttavia entrambi i personaggi sono a dir poco intriganti. Io mi sono sempre ispirata a lei. Volevo e voglio tutt’ora uscire dagli schemi imposti. 

6 – Preferisci leggere su cartaceo o ebook?
Corinne: Adoro la carta, sono quasi feticista. La tocco, la annuso, provo piacere al suo contatto. Solo tenere un libro in mano per leggerlo, migliora il mio umore. Ovviamente poi, sono costretta a leggere in digitale da un marito troppo all’avanguardia

Diletta: Prediligo sempre il cartaceo ma di questi tempi devo dire che acquistare in ebook è più “comodo” soprattutto per le mie finanze 😀

7 – Cosa suggerisci per promuovere la lettura in un paese come il nostro dove non è diffusa come dovrebbe?
Corinne:Ci sono delle iniziative che ho adorato, tipo quella di lasciare i libri sulle panchine per permetterne lo scambio, oppure i book-café. Se ne avessi uno vicino a casa, saprei dove passare il tempo che purtroppo non ho, ma visto che stiamo sognando…

Diletta: Difficile stabilire una qualche promozione…sicuramente abbasserei il prezzo che certe CE impongono sui libri in modo da renderli più accessibili a tutti. Organizzerei ancora più eventi dedicati ai libri. Secondo me sarebbe un ottimo modo per confrontarsi tra lettori, autori e CE soprattutto.

8 – Le CE che scelte dovrebbero fare per promuoversi?
Corinne: Purtroppo siamo in un periodo di crisi e la gente è sempre meno propensa a spendere soldi in libri. Le CE falliscono, non rientrano nei costi. L’unica promozione fattibile, per chi può permetterselo, è creare delle collane a prezzi ridotti, come alcune già fanno, o organizzare periodicamente degli sconti.

Diletta: Abbassare i prezzi, organizzare più presentazioni.

9 – Quanto tempo dedichi allo scrivere? Segui l’ispirazione o hai un metodo fisso?
Corinne:  Come molti sanno io posso scrivere solo di notte, quando tutta la famiglia dorme. Dalla sera fino all’alba, quando è ora di preparare le colazioni. Se non sono ispirata, non scrivo.

Diletta: Scrivo quando mi sento di farlo: può capitare in qualsiasi momento, che sia la mattina appena sveglia, mentre faccio le commissioni o la sera prima di andare a letto. Ovviamente non è che giro 24 ore su 24 col il mio pc portatile. Ho un quaderno/agenda nel quale scrivo degli stralci di romanzo e, appena ho tempo, riporto tutto sul file word. Però una cosa è certa: mi drogo di caffeina, teina e Red Bull. Sono le uniche cosa che mi permettono di riuscire in qualche modo ad arrivare in fondo alla giornata senza sclerare. Perché ammettiamolo: il “”lavoro”” di scrittrice non è tutto rosa e fiori come può sembrare. È faticoso, è duro ma ti offre mille soddisfazioni. 

10 – Come nascono i tuoi personaggi? Che cosa fa scattare l’idea della storia o della sua ambientazione?
Corinne:  Beh, tutta la serie Cara, ti odio! è incentrata sull’importanza dell’antagonista di turno. Prima la cognata, poi la suocera, e così via. Da qui nasce la storia, poi gli creo tutto il contorno.

Diletta: Take me into your Hell è nato dalla passione che io e Yvan abbiamo per la mitologia greca. Da sempre il mito di Ade e Persefone mi intriga e quindi ci siamo detti: “perché no?” Ma come ho detto prima volevo uscire dagli schemi. Quindi, se gli altri urban fantasy – soprattutto esteri – rivisitavano il mito di Ade e Persefone, perché noi non potevamo riportare esattamente il mito così come è stato da sempre narrato?
Per quanto riguarda L’Eredità del Serpente invece tutto nasce da una mia escursione a Lucca. Esattamente nella chiesa di Sant’Agostino dove si narra che vi sia un passaggio che porta direttamente all’Inferno. Quindi ho deciso di realizzare un racconto che partisse da quel punto per poi mettere in gioco i Sette Principi dell’Inferno. Ho sempre letto di angeli caduti, ma quasi mai dei Sette Egrigori che caddero per amore. Ecco da dove nasce la saga She is my Sin. 

11 – Lavori insieme a un editor? Se sì, quanto credi sia utile per il risultato finale?
Corinne: Purtroppo non uno ufficiale, ma so quanto sia fondamentale per la riuscita di un buon testo. Lo stile ne guadagna in scorrevolezza, oltre ad avere un secondo occhio obiettivo. Infatti per il secondo libro mi sono fatta aiutare da due beta reader, prima, e da due autrici per l’editing, poi.

Diletta: Per Take me into your Hell io e Yvan abbiamo fatto tutto da soli per cause di forza maggiore. Per quanto riguarda L’Eredità del Serpente e i successivi racconti dell’antologia ho lavorato e continuerò a lavorare fianco a fianco a Prisca Turazzi che si è dimostrata una editor degna di questo nome. Il risultato finale è nettamente superiore rispetto al “progetto iniziale”. C’è possibilità di confrontarsi, di valutare quali cose mettere in evidenza e quali eliminare o modificare.

12 – Come affronti le critiche negative?
Corinne: Se sono costruttive alzo le mani e chiedo venia, cercando di imparare per la volta successiva, se sono critiche tipo, testuali parole: “i personaggi si scrivono tramite e-mail invece che whatsapp” oppure “il protagonista indossa sempre abiti con cuciture e cravatta in tinta con la camicia” (grazie! È uno stilista!) ecco, queste critiche a mio avviso sono davvero assurde e infantili.

Diletta: Inizialmente devo dire che le ho affrontate male poi col tempo mi sono “abituata” a trarre il meglio dalle recensioni negative, purché esse siano costruttive e non atte a danneggiare direttamente l’autore come spesso succede. 

13 – Che rapporto hai con il vocabolario? 
Corinne: Adoro il vocabolario. Da bambina mi ero creata un quadernino in cui ogni giorno prendevo una parola a me sconosciuta e la copiavo, imparandola. Mi piaceva l’idea di avere una buona padronanza dell’italiano. E poi ho la pagina dei sinonimi costantemente aperta.

Diletta: Ultimamente l’ho usato tanto perché in determinati contesti avevo bisogno di utilizzare termini ben specifici che solo il vocabolario poteva fornirmi

14 – Sei sempre soddisfatta del tuo lavoro? Rimani mai con il dubbio che forse era meglio cambiare qualcosa?
Corinne: Cambiare qualcosa a livello della storia, no. Almeno non per ora.

Diletta: Ci sono stati momenti in cui avrei cancellato interamente il romanzo o il racconto. Ora che sia Take me into your Hell sia L’Eredità del Serpente sono pubblicati nelle piattaforme online, mi sono resa conto di essere soddisfatta di ciò che è stato pianificato e scritto. Non cambierei una virgola.

 

15 – Dove nasce il libro, nella tua testa o direttamente nero su bianco?
Corinne: Io parto da un’idea, nella testa. Per esempio: scrivo un libro sulla cognata che cerca in ogni modo di far separare il fratello dalla nuova fidanzata. Punto. Poi da lì, penso a un episodio attorno al quale costruisco ogni capitolo. Ovviamente non so mai, a parte, appunto l’episodio prefissato, dove mi porterà la storia.

Diletta:  Inizialmente nella mia testa, mi faccio il film del romanzo che ho intenzione di scrivere poi ovviamente devo mettere tutte le idee nero su bianco. Tuttavia mi faccio una linea guida generale. I particolari li concepisco proprio mentre scrivo. Molte volte mi sono detta: “Hei ma il personaggio ha preso il sopravvento, non volevo che andasse così!”

16 – Tiramisù o millefoglie?
Corinne:  Tiramisù, tutta la vita. La millefoglie mi innervosisce, non la riesco mai a tagliare con il cucchiaino e si spappola per tutto il piattino. Molto poco elegante!

Diletta: Tiramisù

17 – Bic o penna stilografica?
Corinne: Penna stilografica fa più chic, ma c’è ancora chi la usa davvero?

Diletta:  Bic

18 – Quaderno a righe o a quadretti?

Corinne:  A righe, mi dà più un senso di ordine.

Diletta: A righe

19 – Biondi o castani??
Corinne: O biondi o neri, ma non castani. Poi ovviamente se uno è bono, è bono!

Diletta:  Corvini 😛

20 – Descrivi il tuo uomo ideale.
Corinne: Dovrebbe avere l’accento e il tono di Jude Law. Potrebbe anche assomigliargli, che non lo disdegnerei, anche se Brad Pitt è sempre il top. Ma anche capelli neri e sguardo tenebroso non lo cestiniamo mica!

Diletta:  Il mio uomo ideale è il mio fidanzato: dolce, premuroso, passionale e protettivo.

21 – Il tuo pregio e il tuo difetto più grande?
Corinne: Il pregio senza dubbio una grande empatia. Capisco sempre come sta chi mi è affianco e riesco a toccare con mano le sue emozioni. Il difetto, sono pignola e rompo le scatole a morte a mio marito, che mi sopporta eroicamente da 12 anni.

Diletta:  Pregio: ascoltare le persone, cercare di essere positiva sempre
Difetto: essere lunatica e l’orgoglio

Grazie a tutte e due… ^_^

baby.ladykira2

Made in Italy : autrici a confronto botta e risposta.
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baby.ladykira

Oltre ad essere l' Admin founder del Sito di Romanticamente Fantasy, sono una libraia ed adoro tutti i libri in genere, dai cartacei ai digitali. Oltre alla passione dei libri, sono una telefilm e film dipendente ^_^
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