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Le interviste di RFS: A tu per tu con: ANYA M. SILVER

A TU PER TU CON … ANYA M. SILVER

intervista a cura di Mytra

Ciao Anya! Finalmente sono riuscita a superare il mio blocco post “Lethal Men”, otto giorni senza riuscire a leggere! Ma ti rendi conto di cosa mi hai fatto? Ora devi essere punita, perciò sarò cattivissima. Pronta?

Pure Revenge e Destroy Me affrontano contemporaneamente due storie, Rev-Sibylle e Kynk-Jay. Come mai la scelta di percorrere due binari paralleli? È stata dura? Sei comunque riuscita a non far mancare nulla a entrambe le coppie, quanto tempo hai impiegato per scrivere i due romanzi?

Ciao Claudia!

Devo essere punita?!

Attenta a ciò che dici, qui con me c’è Rev e potrebbe decidere di darti una mano!

Rispondo alle domande prima di ritrovarmi legata e imbavagliata, rinchiusa in qualche posto sperduto, in una località a me ignota.

Ho affrontato due storie parallele perché desideravo scrivere un romanzo con una coppia formata da un uomo e una donna e, contemporaneamente, scriverne uno con una coppia formata da due uomini. Un bel giorno mi sono detta: “ehi, ragazzi, perché non proviamo a fare entrambe le cose in un unico romanzo e vediamo cosa succede?” (parlo con loro ma non preoccupatevi, il mio analista mi ha detto che sono ancora sana di mente). Loro hanno accettato – per fortuna – e sono felice di aver percorso questa strada.

Ha funzionato alla grande per me e per la gran parte dei lettori che hanno deciso di darmi una possibilità, leggendo Pure Revenge e Destroy Me.

Grazie di cuore!

Per il primo romanzo della serie ho impiegato, più o meno, otto mesi. Per il secondo, sette. Qualche volta è stata dura, ma amo le sfide; mi chiedevo se sarei riuscita in ciò che mi ero professata di portare a termine e sono abbastanza soddisfatta del risultato finale.

A livello di violenza sia PR che DM sono abbastanza “fortini”. Per quale motivo hai deciso di scrivere un Dark Romance, genere verso il quale si percepisce ancora un certo grado di diffidenza?

Ho deciso di dedicarmi al Dark Romance perché è quello che prediligo in assoluto e anche perché percepivo, da accanita lettrice, una certa diffidenza nei confronti di questo nuovo genere, che ultimamente sta prendendo piede anche qui in Italia, con mia somma gioia.

Mi sento di aggiungere che il mio amore per il “Dark” in generale è nato molto tempo fa, quando, ad esempio, a sei anni tifavo per lo stregone malvagio, Tarabas, anziché il principe azzurro Romualdo, nella serie “Fantaghirò” . Successivamente venni rapita dallo spietato principe Vlad, che si innamora di Mina, nel film “Dracula di Bram Stoker”. Cosa dire di Lestat della mitica Anne Rice? Potrei andare avanti per ore ma mi fermo qui!

Non solo hai scelto di scrivere un Dark Romance ma hai anche inserito una coppia M/M, la prima domanda che mi viene in mente è: sei masochista? Dopo aver dato prova, per l’ennesima volta, della mia indole pagliaccia, proseguo con le cose serie. Io ho letto solo la Zia Ward come coppia omosessuale e mai e poi mai mi sarei aspettata di essere travolta così tanto dalle emozioni. Kynk e Jay non mi hanno conquistata, no. Mi hanno devastata, rapita, coinvolta, emozionata e ridotta davvero a uno straccio. Sei stata una meravigliosissima sorpresa. Detto ciò, non hai paura, anche qui, di aver toccato un genere in qualche modo, ancora tabù?

Grazie mille, sono davvero molto felice che Kynk e Jay ti abbiano conquistata così profondamente!

Sai, sono una persona che si preoccupa tanto, troppo.

Sono sommersa dai dubbi, dalle paure, dalle mie personali insicurezze, ma con Jay e Kynk non ho sentito nulla, se non la feroce voglia di scrivere la loro storia, senza badare ad altro, senza preoccuparmi come è mio solito fare. Devo dire che la Zia Ward (che io amo) ha spianato la strada qui in Italia. Quinn e Blay sono due personaggi amatissimi dai lettori italiani e credo che, anche grazie a loro, io abbia potuto proseguire con maggiore “tranquillità” su un argomento ancora così tabù.

Mi sono concentrata su di loro pensando ad una bellissima e complicata coppia formata da due persone che si amano e odiano, esattamente come ho fatto con Rev e Sibylle, senza badare al loro sesso.

Originalità e coraggio sono gli aggettivi che ti descrivono al meglio. A cosa dobbiamo la scelta di narrare congiuntamente una storia M/F e una M/M?

Wow, originalità e coraggio! Grazie!

Il mio sogno era anche quello di riuscire a raggiungere il pubblico che non si è mai approcciato a questo genere, che non ha mai letto dei romanzi M/M. Desideravo fare un piccolo esperimento, provare a dare questa “possibilità” al pubblico che legge solo M/F, aiutandolo “gradualmente” a creare una connessione con qualcosa di nuovo (per quanto brutale!).

Sibylle e Jay sono confusi, non sanno quale sia la decisione migliore per le loro vite. Entrambi vittime, succubi, annientati, fisicamente e mentalmente dominati. In verità, cosa li spinge a non ribellarsi? La sindrome di Stoccolma è una risposta troppo scontata, non credo sia quella giusta. Deve esserci qualcos’altro… Che cosa spinge, i due, a rimanere ancorati a ciò, che per loro, è una Caporetto?

Ah, quella che mi poni è una domanda da un miliardo di euro!

Cosa ci spinge a rimanere ancorati a qualcosa che ci fa male ma che, al contempo, ci fa sentire bene, liberi? Hai ragione, la Sindrome di Stoccolma non è la risposta giusta al cento per cento quando si tratta di Sibylle e Jay. Forse non si ribellano perché sono dei masochisti o forse perché non riescono solo a vedere il marcio nei due uomini che hanno rapito i loro cuori. Credo però che, molto probabilmente, loro siano (come lo siamo tutti del resto) alla disperata ricerca di creare un legame – per quanto esso possa essere complesso e poco salutare – con una persona che li ami per quello che sono.

Anche Rev e Kynk non ne sono immuni. Sono carnefici quanto vittime, esattamente come Sibylle e Jay, ma con un background differente.

Rev è un animo sporco, marcio, malato, assassino senza scrupoli, torbido e letale. Quei pochi rimorsi che prova, li caccia immediatamente dalla sua mente. Nonostante questo, alla fine, decide di fare la cosa giusta. Ho provato a darmi mille spiegazioni sul motivo che lo ha spinto a prendere una decisione così irrazionale. Ho provato inoltre a definire il rapporto con Sibylle ma credo di non essere in grado di rendere giustizia al tuo romanzo. Puoi raccontarci come è nata l’idea di descrivere due anime così profondamente diverse ma, allo stesso tempo, così affini?

Rev è tutto ciò che hai citato e anche di più e volevo un uomo letale come lui vicino ad una ragazza ‘pura’ e vulnerabile come Sibylle. Volevo scrivere di due persone completamente diverse fra di loro, mischiare il nero con il bianco e vedere che tonalità di grigio sarebbe uscita fuori.

Amo immensamente personaggi complessi e folli; uomini e donne che hanno del male e del bene dentro di loro, come tutti noi.

Abbiamo una parte benevola e malevola dentro, “il famoso lato oscuro” ma nascondiamo il diavolo interiore nella nostra quotidianità.

Cosa accade quando il cosiddetto diavolo prende il sopravvento?

Ecco, a me interessa occuparmi esattamente di questo, concentrandomi sul punto di vista di questi uomini e queste donne che hanno conosciuto il male, il marciume, e sono caduti nell’abisso per ritornare indietro cambiati, quasi disumanizzati o almeno, così pensano.

Persone del genere possono amare? Secondi me sì, ma a modo loro.

Rev alla fine prende una decisione, irrazionale, ma la più giusta e la più egoistica che abbia mai fatto: ha lasciato andare Sibylle. Ha anteposto il suo desiderio di tenerla ancorata a sé perché ha capito che restando con lui, Sibylle non può fare altro che peggiorare. Il suo piano era proprio quello di neutralizzarla, sventrare la sua mente ed infine ucciderla. Non è riuscito a portare a termine la sua vendetta decidendo di renderla libera dal suo amore sporco e brutale e dall’odio che ancora prova e di cui non riesce a fare a meno.

Spingendola via, l’ha amata come l’avrebbe amata Deacon e non Rev.

Kynk, OMG, Kynk. Personaggio dalle mille sfaccettature, ma risaltano maggiormente due caratteristiche: freddo assassino e mercenario con un cuore. Sì, perché Kynk ha davvero un cuore e lo dimostra il rapporto con il gemello Kai (che nessuno me le tocchi, altrimenti azzanno le giugulari, XD), il senso di protezione verso Josiah, l’aver portato Bau all’interno della sua famiglia, la quasi accettazione di farsi chiamare Lulù dalla piccola sorellina di JoJo, e l’amore, immenso, profondo, viscerale verso Jay. Quanto è stato difficile descrivere un protagonista così complicato?

Ah, Kynk. Che dolce quel ragazzo.

Sembra strano definirlo dolce ma lo è, credo sia il più dolce di tutti, in effetti.

Non è stato difficile descrivere Lucas, alle volte frustrante, questo sì!

Prima di spiegarmi meglio, voglio ricordare a tutti quanto ho affermato prima: il mio analista dice che sono ancora sana di mente. Ricordatelo bene prima di leggere ciò che segue!

Non ho trovato una grande difficoltà perché non programmo nulla. Nella mia testa scorrono delle immagini dei personaggi, a volte precise e nitide, altre volte sfocate e “lontane”.

Le guardo e riguardo, ascoltando bene ciò che vogliono, così che io possa raccontare al meglio le loro storie. Ma sono solo stralci che devo cercare di catalogare e poi “incastrare” al meglio e i personaggi sembrano strutturarsi da soli. Questo mi porta a lavorare facilmente.

Non devono essere finti, devono essere reali.

Quando guardo il mio personale “film” è come se fosse una realtà parallela, ma comunque una realtà e non una finzione. Loro per me sono vivi.

Devono esistere sul serio per poter essere credibili, quindi, in quei momenti, non sono invenzioni ma persone vere che vivono la loro vita e io sono la guardona che prende appunti.

Con Kynk mi riesce molto più facile rispetto agli altri, tipo Samael, Xavian e Rev.

Il primo citato è un uomo brutale quanto gli altri, ma è anche il più umano di tutti loro messi insieme. A prima vista sembrano tutti dei psicopatici, poi però li guardi da vicino e ti rendi conto, come con Kynk, che non sono poi così diversi dalle persone con un cervello “sano”.

Domanda da un miliardo di dollari: nel male può esserci del bene? Noi lettrici entriamo in empatia, sia con Rev che con Kynk, non condividiamo i mezzi, ciò che fanno, ma li comprendiamo e ce ne innamoriamo. Non credi che questo, a livello “morale”, sia criticabile? Nel “marcio” si può davvero trovare qualcosa da salvare?

Credo che non possa esserci il bene senza il male e che non possa esserci, quindi, il male senza il bene. Proviamo empatia verso persone che soffrono, perché nonostante la loro malvagità, sono umani.

Certo, un bel faccino e un bel corpo fanno bene agli occhi e alla nostra immaginazione, ma penso che il legame si crei quando ci si rende conto del buono che si può trovare anche in persone marce e spietate.

Non condividiamo i loro mezzi, né ciò che mettono in atto, ma cerchiamo del bene nel male e quando lo troviamo, ce ne innamoriamo.

No, non penso che questo possa essere criticabile.

I tuoi personaggi secondari sono forti e vincenti quanto i principali, nessuno escluso. In due romanzi abbiamo conosciuto degli uomini e una donna, Kendra, davvero formidabili. Da dove nasce l’idea di inserire così tanti co-protagonisti? Ah, quasi dimenticavo. Una lettrice mi ha chiesto di domandarti se Samael crede nel matrimonio e io approfitto per estendere la domanda ai single rimasti: oltre ai due sopracitati, Kai, Xavian, Josiah e Draven riusciranno a trovare la persona che li farà ardere d’amore?

Alla parola matrimonio, Samael si è appena fatto una bella risata!

Può bastare come risposta?!

Per quanto riguarda tutti gli altri single, mi avvalgo della facoltà di non rispondere.

Dai, voglio essere buona!

Kai, Josiah e Draven… qualcosa bolle in pentola per loro nel prossimo romanzo.

Da cosa nasce l’idea di inserire tanti co-protagonisti? Alcuni di loro sono con me da molto tempo, Samael ad esempio, mi fa compagnia da quasi sei anni. Mi piaceva moltissimo prendere parte a giochi di ruolo sul web e lui era nato come Lucifero, il Signore del Male. Era crudele, ovviamente, arrogante, narcisista e assetato di potere ma chi lo leggeva se ne innamorava e, quando ho deciso di occuparmi di Pure Revenge, ha sfruttato la possibilità di mettersi in mostra, e io l’ho accontentato!

Anche Kendra è nata così ma era un po’ diversa dalla Kendra che conoscete, nel tempo si è “evoluta” ma questa evoluzione ha portato tanta confusione nel suo animo. La amo immensamente, come tutti gli altri personaggi presenti nella serie.

Molti di loro sono nati così ma con nomi diversi, Xavian è la “new entry”.

Ecco la domanda che bramo: chi sarà il prossimo protagonista? Titolo del prossimo romanzo? Data d’uscita? Avremo le risposte alla domande che ci siamo poste alla fine del secondo capitolo? Hai già qualche spoiler per noi? Sì, ok, va bene… Te lo concedo, non è una domanda ma più domande. Ne ho fatte tante, ma spero che almeno a una o due potrai rispondere.

Nel prossimo romanzo ritroveremo Rev, Sibylle, Jay, Kynk, Xavian, Samael, Kai e Kendra, mi dedicherò a tutti loro, ma il protagonista sarà il piccolo svitato di Josiah. Quel ragazzo è una forza della natura e non potevo tirarmi indietro.

Lui, insieme a Kai e Draven… posso dire che ne accadranno delle belle.

Purtroppo non posso ancora pronunciarmi sul titolo del prossimo né sulla data, ho iniziato da pochissimo tempo la stesura e, anche se ho un’idea, preferisco esserne sicura al duecento per cento prima di pronunciarmi.

Pranzo con le amiche: insalatona o hamburger e patatine?

Ma insalatona, ovviamente! (Ah, ci avete creduto? Hamburger e patatine di sicuro!)

Grazie mille per aver trovato il tempo di rispondere alle domande e per la pazienza che hai dimostrato nel leggere le mie “castronerie”.

Un abbraccio fortissimo,

Mytra

(Ps: mi stavo firmando Kay…ahahah… lapsus freudiano? XD)

Un grazie di cuore a te per questa splendida possibilità!

Un abbraccio,

Anya.

(Stavo per dimenticare: Kai ti manda un bacione 😉 )

baby.ladykira

Admin Founder del gruppo ROMANTICAMENTE FANTASY SITO

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