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INTERVISTA ESCLUSIVA PER RFS A VIRGINIA DE WINTER  

 

Diamo il benvenuto su Romanticamente fantasy Sito a Virginia De Winter, autrice della serie Black Friars. Virginia, grazie mille per averci concesso questa intervista e benvenuta.

Domande

  1. Sappiamo che sul Web sei conosciuta non solo per la saga Black Friars ma anche per le tue fanfictions  su Dramione (coppia Draco Malfoy/Hermione Granger) di EFP, l’archivio di fanfictions  più grande e conosciuto d’Italia; questa tua passione ha contribuito, e se si quanto, alla creazione e alla stesura della Saga di Black Friars? E i due protagonisti, Eloise e Axel, hanno qualche legame con i due personaggi Hermione e Draco?

 

Rispondo prima all’ultima domanda: no, non penso ne abbiano. Hanno caratteri molto, molto diversi anche considerando che i Draco ed Hermione delle mie fanficion non sono canon (cioè non hanno sicuramente la caratterizzazione pura della Rowling). I personaggi che somigliano più alla caratterizzazione di Draco ed Hermione si trovano ne L’Ordine della Croce e nella novella Le Soglie del Buio: sono Jean Greyger Eldrige e Lucius Malfrey Ritter Von Wolfenstein – un richiamo voluto a due personaggi che ho costruito partendo dai libri della Rowling ormai più di dieci anni fa. Dalle fanfiction ho trasposto in Black Friars alcuni elementi del mio mondo narrativo: gli amori tormentati, le solide amicizie, l’ambiente dei collegi ma, attenzione, queste mie caratteristiche ovviamente preesistevano alle fanfiction e fanno parte del mio immaginario e dei miei scritti da sempre, da prima di approdare su EFP e in Fazi Editore; nelle fanfiction li ho adattati al genere, nei miei libri si sono espressi in piena libertà.

 

  1. Si dice spesso che nei personaggi di un libro c’è sempre un po dello scrittore che li ha creati, quanto di te c’è nei tuoi personaggi?

In ognuno di essi c’è qualcosa di me ma quello che mi somiglia di più è sicuramente Bryce Vandemberg che è la mia voce nei miei libri. Eloise ha il mio sarcasmo e la mia irascibilità, Sophia la mia impulsività e il mio amatissimo Stephen la razionalità eccessiva e un po’ naive che a volte sento di avere, tuttavia loro sono caratteri autonomi: io ci sono in tutto il libro e, allo stesso tempo, non sono davvero da nessuna parte.

 

  1. L’ambientazione della Saga è la Vecchia Capitale, con i suoi rumori caotici, le chiacchiere delle persone, il caos della strada e dei vicoli, ti sei ispirata a qualche città in particolare (magari Roma..), oppure la creazione è stata casuale?

 

Mi sono ispirata a moltissime città: la Cittadella è Venezia, Maderian somiglia alla Roma dei Papi; i quartieri universitari sono la Bologna della nascita delle università con le sue Universitas e i suoi Collegi che ricalcano lo schema dell’Alma Mater dei suoi primordi. La città che ha lasciato sicuramente l’impronta più forte è Palermo, si nota dai nomi delle chiese e dei palazzi (palazzo Belmont vi dice nulla?), da luoghi come le catacombe sotto Nostra Signora della Notte che ricalcano esattamente le vie e gli ospiti morti da secoli delle Catacombe dei Cappuccini, per non parlare del Borgo di Salimarr con le sue cupole rosse e gli archi moreschi. Altieres e il suo borgo invece sono un omaggio al souther gothic e alle città che ne costituiscono le ambientazioni principali: New Orleans, Savannah, le paludi della Luisiana.

 

  1. In questo tuo bel fantasy storico intriso di atmosfere gotiche, non poteva mancare il vampiro, Ashton, che si distacca enormemente dal genere di vampiro a cui siamo abituati ultimamente; come mai questa scelta? E soprattutto, come mai non hai usato (e per questo te ne sono infinitamente grata) la carta del triangolo amoroso Eloise/Axel/Ashton?

 

Il genere di vampiro che ho usato è quello con cui sono cresciuta. Ti dicevo sopra che amo moltissimo il suthern gothic e chi meglio della leggenda fatta donna, Anne Rice, ha saputo fondere alla perfezione le caratteristiche del vampiro postmoderno (in un saggio lo hanno definito così) e le ambientazioni del sud degli USA? I vampiri per me sono come i suoi, non mi è mai venuto in mente di renderli in modo diverso. Allo stesso modo se mai avessi potuto pensare a un triangolo (generalmente non mi piacciono manco a leggerli, ma mai dire mai) avrei dovuto dare almeno a Eloise e Ashton dei caratteri diversi. Lui non è proprio capace di innamorarsi di un’umana e lei ha un unico amore nella sua vita e sappiamo già chi è.

 

 

  1. Nell’Ordine della Penna troviamo alcuni elementi ispirati al Southern Gothic, come mai questa scelta?

Un omaggio, amore, desiderio di vivere quei luoghi, soprattutto questo. Io amo quel genere, leggo qualsiasi cosa lo riguardi su cui riesco a mettere le mani. Ho letto e riletto mille volte Intervista col Vampiro, il Vampiro di Blackwood e Merrick la strega; ho tatuati addosso i simboli di due loa del voodoo haitiano; adoro il modo in cui le religioni diventano magia e la morte è solo una barriera da scavalcare, i loro fantasmi, gli dei che li accompagnano in ogni momento della vita, benevoli e crudeli, generosi e vendicativi come gli umani. Volevo un pezzetto di southern gothic tutto mio e così è nata Altieres, parti di Voodoo e parti di Santeria, il sole accecante e la notte più nera. Pura gioia.

 

  1. I tuoi personaggi sono tutti ben caratterizzati, anche quelli secondari, ognuno di loro ha la sua personalità e sono tutti quanti dotati di grande umanità; quanto è difficile per uno scrittore, realizzare una rosa di personalità cosi diverse senza cadere nel banale e nella ripetizione?

È spontaneo: un autore non decide che qualcuno debba essere in un modo o in un altro, io mi limito a dare le basi e poi a vedere come si evolvono. Tutti tendono a essere abbastanza coerenti: Gil Morgan è un deficiente per esempio, è coraggioso e leale ma ciò non toglie che ti faccia cadere le braccia come nessuno; Axel è forte e inteso ma se si desse una calmata nessuno piangerebbe e Bryce è intelligentissimo e sensibile ma l’indefessa applicazione con cui si tiene lontano dagli aspetti più problematici dell’umanità ha del patologico. Sì, mostrano umanità ma non sono umani, lo vedi dal fatto che i loro difetti sono gradevoli e i difetti non lo sono mai. Infine, pur ringraziandoti per il complimento, ti faccio notare che alcuni personaggi ricorrono comunque tra una mia serie e l’altra ma penso che ogni autore abbia i suoi temi ricorrenti.

 

  1. C’è un capitolo in particolare che vede protagonista un amore m/m, è carico di sensualità e dolcezza, di passone e sentimento, cosa ti ha spinto a scegliere di inserire questo tema?

Anche in questo caso, non scegli, si può scegliere un tratto o un episodio che accentui una caratterizzazione se vuoi fare capire al lettore la vera natura di un personaggio ma io non ho scelto come fosse Cain, lo ha fatto da solo. Dio solo sa se quel piccolo immortale non ha perfettamente chiaro chi e cosa vuole dalla sua vita eterna. Il resto è venuto da sé. Anche Jordan Vandemberg e il suo piccolo dilemma tra Fay Mayfield e Jerome Sinclair – piccolo perché a livello di carattere, Fay non può competere con Jerome – non l’ho scelto io. È la loro vita, fanno quello che vogliono e io il più delle volte mi limito a descriverlo.

  1. I tuoi romanzi presentano un numero piuttosto alto di personaggi, quale tra tutti, è il tuo preferito, quello che più ti è entrato dentro, quello che hai fatto più fatica ad abbandonare una volta finita la saga? Quale personaggio hai amato di meno invece?

L’altra sera parlavo con la editor del mio cuore, Pamela Ruffo, che mi rideva dietro dicendomi che io voglio scrivere tutto. La verità è che i miei personaggi mi mancano tutti. Io non lo volevo scrivere l’epilogo della Croce, piangevo, non ci dormivo, mi rifiutavo. Alla fine ho raggiunto un compromesso con me stessa che è anche la mia firma principale: concludi la storia, lascia la possibilità di scriverne infinite altre. Il libro lo chiude il mio più amato, Stephen Eldrige, il personaggio che tra tutti riesco davvero a capire e che parla alla mia anima pure nella sua completa incapacità di comunicare, forse soprattutto per quella. Non ci sono personaggi che ho amato meno, forse Vargas o il Cardinale, ma nessuno dei personaggi è mai riuscito a farsi odiare da me.

 

  1. Dove hai preso spunto per la Fratellanza delle Cinque Lune e le loro imprese? E per legamento di Santa Elienne?

Alexadre Dumas padre ha avuto e ha tutt’ora un’influenza dominante su quello che scrivo quindi i Tre Moschettieri che siano quattro o cinque, che siano le Cinque Lune un Club dei Duellanti, ci saranno sempre nei miei libri, tra l’altro Roberta, una delle mie più care amiche e attente lettrici mi ha fatto notare di recente che quello è il mio modo di concepire l’amicizia: bande e lealtà. C’è una parte dell’Ordine della Chiave in cui Gilbert e Axel devono battersi a duello e poi si ritrovano tutti insieme a combattere contro le guardie del Cardinale, la Guardia Rossa, direi che questo sintetizza tutto!

Il legamento di Santa Elienne invece ricalca alcuni riti tipici che si rivolgono a dei della Santeria: chiedere a un’entità superiore l’intercessione per realizzare un determinato desiderio. Ne troverete moltissimi in giro ma non usateli, sono davvero pericolosi.

 

  1. In particolar modo ho amato molto la coppia Sophia/Gabriel, tornerai a scrivere di loro? Con la novella Le soglie del Buio gli indizi per continuare a scrivere del fantastico mondo da te creato ci sono tutti.

Se dovessi continuare la saga di BF Gabriel e Sophia comparirebbero sicuramente in ruoli rilevanti. La novella in effetti è, nella mia testa, un ponte verso una serie nuova ma che non prescinderebbe dai vecchi personaggi (impossibile separarmene).

 

  1. Parlaci dei tuoi progetti futuri: manterrai questo stile oppure ti piacerebbe cambiare? Chi è in realtà Virginia de Winter? parlaci un po’ di te e di come è nata la passione verso la scrittura.

Il mio prossimo libro uscirà con Mondadori e lo stile non credo sia cambiato molto ma giudicherete voi perché, per adesso, non posso ancora dire nulla. Oscure Gioie, un altro scritto tempo fa, è sempre gotico ma questa volta vittoriano, un altro genere che prediligo particolarmente. Mi piacerebbe scrivere un giallo contemporaneo e, tempo fa, mi sono divertita con una serie romance contemporanea con elementi di suspense. Insomma, come dice Pamela, dipendesse da me scriverei di tutto. Purtroppo il tempo è che quello che riesco a ritagliare dopo l’intera giornata di lavoro. Se ci metti anche la piscina, gli amici e la famiglia e, soprattutto tutti i libri che voglio leggere, comprenderai che posso seguire un solo progetto per volta, purtroppo. La passione per la scrittura è nata senza che nemmeno me ne accorgessi ed ero talmente piccola che neppure mi ricordo quando di preciso è cominciata. So soltanto che nel mio diario c’erano storie, non le mie giornate e che intorno ai dieci anni mi ricordo con un fascio di fogli sulla veranda della mia casa al mare a scrivere una storia di stampo romance e sport (guardavo troppo Holly e Benji?). La stessa casa dove, anni dopo, avrei iniziato Black Friars.

 

Grazie Virginia per averci dato l’opportunità di conoscere meglio il mondo di Black Friars e la scrittrice che l’ha creato.

 

Un grazie alla nostra Camilla per aver fatto da tramite per l’intervista all’autrice ^_^

baby.ladykira

Admin Founder del gruppo ROMANTICAMENTE FANTASY SITO

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