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Intervista con l’autore: Jo Rebel

 

 

Quest’oggi diamo il benvenuto a Jo Rebel, autrice di “Come pioggia sulla pelle“. Iniziamo subito con le domande allora.

 

 

Puoi offrirci una tua breve presentazione ponendo l’accento, in particolare, sul percorso personale che ti ha portato a diventare una scrittrice?

Leggo perché amo viaggiare, e a volte i treni o gli aerei non sono sufficienti. Scrivo perché amo vivere, e una vita sola per me non è abbastanza, perciò assaporo quella dei miei protagonisti. Questa, in breve, sono io. Bevo una sfacciata quantità di caffè, eh sì, di solito mentre ascolto del buon rock. Sono una giornalista e sono specializzata in automobilismo, di cui ho seguito sia il settore industriale sia quello sportivo. Perciò potrei dire che scrivo da sempre, anzi, non ricordo il periodo in cui non lo facevo. In qualità di lettrice, l’opera della svolta per me è stata “Orgoglio e Pregiudizio” di Jane Austen. Come dico sempre, mi auguro che almeno una briciola di Fitzwilliam Darcy possa entrare in ognuno dei miei personaggi maschili. Sono davvero poche le cose cui non potrei mai rinunciare: il pc, la mia libreria, le bibite gassate, i dvd delle sette stagioni di Sons of Anarchy e la mia collezione di cd dei Bon Jovi. Nel 2015 ho pubblicato “Craving” (urban fantasy – Golem Edizioni). “Come pioggia sulla pelle”, giugno 2016, è stato il mio secondo romanzo, genere romance questa volta, a cui si è aggiunto nel novembre dello stesso anno, lo spin-off “Come foglie sospese nel vento”. Entrambi autoconclusivi, fanno ora parte della serie “Calling You” che ho scelto di pubblicare come self.

Personalmente penso che tu scriva magnificamente, a prescindere dal genere letterario. Per quale motivo hai scelto di scrivere proprio un romance?

Intanto grazie, quando mi fanno complimenti come il tuo non so mai come reagire, la parte timida di me vorrebbe correre a nascondersi, quella più spavalda offrirti una birra! Sono certa che la seconda opzione si concretizzerà a breve, magari alla Fiera del Libro di Milano oppure al Salone del Libro di Torino? Io sarò presente in entrambe le occasioni, nel weekend, fammi un fischio 😉 Bene, per quale motivo ho scelto questo genere? Mmm… Istinto? Destino? Sfacciato romanticismo latente? Sensualità repressa? A dire il vero credo sia stato il romance a scegliere me… Era un periodo particolare della mia vita, mi trovavo a Londra, ho passato una settimana lontana da tutto e tutti, avevo bisogno di ricaricarmi, e così ho scoperto angoli della city che ancora non conoscevo. Senza quasi accorgermene, ho cominciato a prendere appunti: il nome di un locale in cui avevo mangiato particolarmente bene, quello dove avevo ascoltato ottima musica, una via dove avrei desiderato vivere… Poi ho iniziato a fantasticare sul fatto che Londra è una città perfetta per innamorarsi, ricca di luoghi particolari in cui sarebbe fantastico coltivare il germoglio di un sentimento. Ecco, era fatta. Avevo l’ambientazione (Londra), il soggetto (l’amore), mi mancavano i protagonisti e la trama. I primi sono arrivati quasi per caso. Un giorno una mia amica ha fatto un commento sul fatto che sarebbe impossibile per una ragazza “normale” avere una relazione seria con un “vip bello e impossibile”, uno di quelli che sono sempre sotto la luce dei riflettori, seguito ovunque dai paparazzi, anche quando va al supermercato a comprare sei lattine di soda. “Fico, ho il protagonista”, pensai. Sono partita proprio dalla mia esperienza personale, una settimana in “solitaria” a Londra, il resto ormai è storia, anzi è la storia di Lila e Patrick 😉

Veniamo a Come pioggia sulla pelle. La prima cosa che ho pensato leggendolo è che nel romanzo hai messo tanto di te stessa, della tua vita, esperienze, viaggi, posti che hai visitato, o addirittura in cui hai vissuto, forse anche sentimenti. Questo ti ha reso più facile scriverlo, o il contrario?

Tutto vero, c’è tanto di me in Come pioggia sulla pelle. C’è la città in cui sono cresciuta, Torino, la città che amo di più al mondo e in cui ho vissuto per un periodo, Londra, c’è la “mia musica”, quella che ho ascoltato mentre scrivevo, in parte ci sono anche sentimenti che ho provato sulla mia, di pelle: il dolore per un grande amore impossibile, la solitudine, il vuoto. Tutto questo però non deve far pensare che la protagonista del romanzo sia io, perché caratterialmente non mi rispecchia. Io avrei reagito in modo diverso, avrei tentato, avrei lottato, Lila è razionale, io sono irrazionale, lei è pacata, io faccio fuoco e fiamme… Inserire così tanto di me (soprattutto la parte legata al dolore) mi ha reso a volte difficile scrivere, però in un certo senso è stato terapeutico. Ho sviscerato emozioni sopite, le ho scandagliate, e le ho comprese a fondo, andando oltre. Il lato psicologico dei protagonisti del genere romance moderno è quello che mi affascina maggiormente. Mi accende, sia come lettrice sia come scrittrice. Mi permette di comprendere meglio i personaggi, di entrare nella loro mente, di viverli in profondità. Ogni emozione scritta è un’emozione che io ho vissuto mentre la storia scorreva sotto i miei occhi, alimentando le pagine, sino alla parola fine, la più difficile, quella che chiude il cerchio e che, in parte, ti fa sentire di nuovo un poco sola.

Entrambi i libri della serie Calling You hanno titoli molto evocativi, poetici quasi. Come sono nati quei titoli e che importanza gli attribuisci?

Ogni titolo nasce da una frase inserita nel romanzo cui appartiene, e per me questo è fondamentale, perché crea un forte legame con la storia e con i personaggi.

Come pioggia sulla pelle è nato da un momento di debolezza di Lila, un attimo denso di dolore, in cui lei sta cercando di far capire alle sue amiche “cosa sia” Patrick:

«Lui è come la pioggia sulla pelle. È una sensazione impossibile da dimenticare. Un odore che ti resta addosso a lungo, dolce e amaro al tempo stesso. Piacevole ma anche effimero. Qualcosa che sai essere destinato a scomparire per restare un ricordo.»

Come foglie sospese nel vento, lo spin off scritto dal pov del protagonista maschile, è invece nato da un momento di sconforto di Patrick, in cui lui, mentre parla con sua madre, ammette parte delle sue fragilità:

«A volte mi sento come una stupida foglia sospesa nel vento. Non sono in grado di toccare terra ma non ho nemmeno una meta da raggiungere. Mi lascio trasportare dal tempo e dagli eventi, ed è dannatamente frustrante.»

Parliamo della cura che metti nel descrivere le ambientazioni. Riesci a fare in modo che il lettore, oltre ad immedesimarsi nella storia e nei sentimenti descritti, “veda” attraverso gli occhi dei personaggi. Sbaglio a pensare che è una cosa a cui tieni molto?

Non sbagli, anzi. I luoghi in cui la storia prende vita sono per me al pari di un terzo protagonista, creano atmosfera, danno ritmo, e perciò devono essere scelti con cura. Un dettaglio, un colore, una luce, oppure la penombra, può modificare l’emozione di quel preciso momento che il lettore sta assaporando. Ti faccio un esempio. Sto leggendo un libro, c’è una scena che m’intriga parecchio, può essere un momento romantico, oppure un momento d’azione, non è rilevante, ma se chiudo gli occhi e nella mia mente riesco a immaginarla nei particolari, a renderla “reale”, quel libro per me ha fatto centro.

Lila e Patrick. Lei di qualche anno più grande, ma anche un po’ bambina, lui un ragazzo, che ha però la maturità di lottare per il loro amore. Sotto tanti aspetti entrambi fragili, ma forti, diversi ma uguali. Parlaci di loro.

Lila è una di noi, con le sue certezze e le sue insicurezze. Ha 33 anni, una vita all’apparenza appagante, un buon lavoro in cui dimostra talento, tre amiche con cui condivide tutto o quasi. È una bella donna, dotata di spiccata intelligenza, ma le manca qualcosa: le manca l’amore, quello vero, totale, quello che ti fa ridere senza motivo e fare cose stupide. Non l’ha mai vissuto, non ha avuto tempo da dedicare ai sentimenti, impegnata a costruire la sua esistenza e i suoi punti fermi. Patrick di anni ne ha 25, è un ragazzo bello e sensuale ed è anche un attore di successo, tanto successo, forse troppo successo. Vive la sua popolarità come meglio può, braccato dai paparazzi, spesso solo, anche quando è in mezzo a un mare di gente. È però sicuro di sé, un vero uomo, all’apparenza più maturo dell’età che dichiara la sua carta d’identità, ma anche fragile, per certi versi addirittura timido, introverso. Capisci subito che nasconde qualcosa, che nel suo passato non tutto è stato perfetto, però quando s’incontrano la prima volta, per caso, in un locale di Soho, a Londra, tra loro scatta qualcosa d’irrazionale, bello proprio perché non cercato, improvviso, non conforme ad alcuna logica. “E mentre Patrick si rivela pronto per una donna come Lila, Lila è pronta per un ragazzo come Patrick?”. Saranno le loro scelte, e lo zampino del destino, a rispondere a questa domanda. Non tutto è come sembra, e affrontare l’ignoto a volte può spaventare più di qualsiasi sentimento…

Come pioggia sulla pelle è la storia raccontata dal punto di vista di Lila, mentre in Come foglie sospese nel vento, sono narrati in prima persona da Patrick i mesi di lontananza, e poi la decisione di provare a riprendersi la donna che ama. Com’è stato mettersi nei panni e soprattutto nei sentimenti e nelle emozioni di un uomo?
Se ti rispondo che è stato fighissimo, risulto banale? 🙂 Non scherzo, è stato davvero uno sballo. Un viaggio alla scoperta di un mondo a tratti oscuro. Patrick non è solo il ragazzo innamorato che abbiamo conosciuto in Come pioggia sulla pelle, ha un passato che in parte ignoravamo (e che in parte, ve lo dico subito, ignoriamo ancora), una sensibilità che si scontra con il successo che sta avendo come attore e come uomo, una vita che, lontano da Lila, si rivela sfrenata e in cui i sentimenti hanno uno spazio davvero limitato. Ammetto che entrare nella sua testa non è stato facile, ho dovuto lavorare parecchio. Insieme a Patrick mi sono divertita, mi sono incazzata, ho condiviso i suoi stessi dubbi e trovato con lui la determinazione che alla fine l’ha portato a fare le sue scelte.

I’d never dreamed that I’d meet somebody like you, and I’d never dreamed that I’d lose somebody like you…”. Spesso durante la lettura, mi sono ritrovata a canticchiarla. Che posto occupa la musica nella tua vita, nella tua attività di scrittrice, nei tuoi romanzi?

Nella vita di tutti giorni, un posto di primo piano. Mi alzo a tempo di musica, spesso vado a letto e attacco l’ipod per cullarmi prima di addormentarmi. Nella mia attività di scrittrice, e quindi nei miei romanzi, la musica è molto presente. Mi piace caratterizzare i personaggi anche attraverso i loro gusti musicali. Patrick è un tipo da R&B e rock classico, Lila invece ascolta l’hair metal e un po’ di pop. Questo la dice lunga su entrambi 😉

Volevo infine ringraziarti per averci regalato questi due piccoli gioielli letterari, unici e perfetti nella loro semplicità, e augurarti tutto il successo che meriti. Concludo chiedendoti di darci qualche anticipazione, se possibile, in merito ai tuoi progetti futuri. Hai già iniziato a scrivere un nuovo libro o è ancora solo un’idea? E in futuro incontreremo ancora Lila e Patrick?

Io ringrazio te e tutto lo staff di RFS per questa intervista e per il grande lavoro quotidiano del blog. In questo momento sto scrivendo un romance ambientato a Sedona, tra le rocce rosse dell’Arizona, un posto meraviglioso a circa 200 chilometri da Phoenix, ricco di storia e paesaggi mozzafiato. I protagonisti sono entrambi americani, ognuno con un passato importante alle spalle, e un percorso di crescita e maturità da affrontare. Diversi sotto parecchi aspetti, affini in più di un modo. È un lavoro che si sta rivelando intenso, differente da tutto ciò che ho affrontato finora, e mi sta prendendo molto. Sì, Lila e Patrick torneranno, probabilmente a fine anno o nel 2018. La loro storia per me era conclusa già alla fine di Come pioggia sulla pelle, sembra però che chi ha apprezzato questo primo libro ne voglia ancora, e io non sono certo una che si tira indietro, la trama è già pronta… e dopo di loro uscirà anche qualcosa su John, il migliore amico di Patrick, che pare proprio abbia intrigato più di una lettrice. A questo punto non posso dire altro che GRAZIE, a chi mi ha già letta e a chi deciderà di farlo in futuro. Siete il “fuoco” che alimenta la mia fantasia e la mia creatività, e proprio il fuoco sarà protagonista indiscusso del prossimo capitolo di Lila e Patrick, sia nel titolo sia nel romanzo. I due ragazzi faranno ancora “scintille”, promesso 🙂

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baby.ladykira

Admin Founder del gruppo ROMANTICAMENTE FANTASY SITO
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