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Intervista a Valerio la Martire

Cari lettori e care lettrici, vogliamo proporvi l’intervista che abbiamo fatto a Valerio la Martire. Le domande sono nate dalla nostra curiosità, e Oriana, le ha portate su carta. Prima di proporvi l’intervista, voglio e vogliamo ringraziare Valerio, sempre disponibile e di una simpatia unica!!!

Devo confessarvi che sono molto emozionata, è la prima volta che faccio un’intervista e non è certo il mio lavoro, quindi prego tutti voi che leggete e soprattutto tu Valerio di perdonarmi se le mie domande non sono all’altezza ma sono frutto della mia, anzi, nostra curiosità e del desiderio di conoscerti meglio. Valerio2

Come sono nati i personaggi di Nephilim?
Non so esattamente come è stato il percorso, perché Nephilim è stato come allontanarsi da quello che avevo sempre fatto, sono passato ad un fantasy un po’ per richiesta dei miei amici che avevano voglia di leggere qualcosa di diverso, un po’ per mia volontà, avevo bisogno di sperimentarmi. Il mondo fantasy per me è sempre stato il fantasy classico…elfi, draghi, nani e così via, ma è un mondo molto esplorato, raccontato e scritto, sentivo di avere poco da aggiungere, sul fantasy urbano sentivo di avere un pochino più di possibilità di aggancio e di raccontare qualcosa di diverso e di nuovo. Ho sempre avuto un blocco a scrivere fantasy, ogni volta che cominciavo la stesura mi arenavo da qualche parte, il problema ero io, non mi ci vedevo a scrivere questo genere, pensavo di pubblicare sotto pseudonimo, poi invece il romanzo si è scritto da solo, come anche i personaggi, con questa dicotomia: angeli e diavoli.

Ti senti più angelo o ti senti più diavolo?
Mi sento stregone, gli altri sono troppo divini!La cosa che mi piace molto degli stregoni del mio mondo è che loro rischiano tutto scegliendo di farlo, sono persone normali che ad un certo punto scelgono di correre un rischio, perché praticare magia è rischioso e diventano quello che sono…si costruiscono, mentre i Nephilim nascono così, gli angeli e i diavoli nascono con tutti i loro poteri, che gli vengono un po’ dall’alto, anche se poi ci sono un sacco di problemi intorno. Mi piaceva l’idea che questi personaggi così diversi si parlassero e si esplorassero e quindi ho creato la tregua e questo rapporto sentimentale soprannaturale che scoppia tra i personaggi.

Un personaggio che hai fatto fatica a far uscire?
Val/Valerie, un personaggio angelico di Nephilim. La mia idea è che alcune sfere angeliche sono ermafroditi, sia maschi che femmine ed è stato molto difficile mettere questo personaggio su carta e capire se funzionava, perché volevo che fosse proprio un personaggio a metà, sia dal punto di vista fisico che psicologico. Ho capito di esserci riuscito quando due lettori maschi mi hanno detto che Val era completamente femmina e due lettrici donna mi hanno detto che era completamente maschio, visto che nessuno si è riconosciuto ho raggiunto l’obiettivo.

Parliamo del tuo primo libro “I ragazzi geisha”, come ti è venuta l’idea?
Leggendo BaiXianyong “Il maestro della notte”, che parla di un gruppo di ragazzi che si prostituisce, mi sono ricordato che avevo buttato giù degli appunti, storie che avevo sentito, persone che avevo incontrato che si prostituivano e mi era piaciuta l’idea di questo gruppo di ragazzi, ognuno molto individualista, ognuno molto diverso ma che vivono insieme, che diventano una specie di famiglia “alternativa”, con una mamasan mostruosa, che ti vuole bene ma ti abusa.

valerio la martirePersonalmente ho amato molto la storia di Claudio, il ragazzo borghese fuggito dal suo ambiente, si avverte in modo tangibile la sua sofferenza.
Lui è stato il secondo racconto, è quello che mi è servito per gestire il primo. Il primo racconto è stato Luigi, il bambino che vive al Mandrione, una via di Roma su cui si affaccia la casa di mio nonno ed io che da piccolo guardavo questa via scura dalla finestra, con i fuochi e sapevo che li c’erano le donne che si prostituivano e ne ero affascinato, un mondo lontanissimo ma nello stesso tempo ad un passo, era il posto dell’altrove e li ho ambientato Luigi, che è una delle cose più dure che abbia mai scritto, una volta finito ho dovuto metabolizzarlo ed ho sentito la necessità di costruirci qualcosa intorno, di mettere una barriera ed è nato Claudio, che è una discesa all’inferno, di quel mondo lontano che non fa parte della strada e ci finisce per il dolore. Poi è stato un concatenarsi di eventi fino all’ultimo racconto Mamma san .

Il personaggio che ami di più? Non solo di Nephilim ma di tutti i tuoi libri.
Se considero tutti i libri i due personaggi di “Stranizza” sono quelli che amo di più, perché la loro storia ha un valore che va oltre me, tutti i libri si staccano dall’autore e fanno il loro percorso in cui noi diventiamo un orpello, “Stranizza” è un evento molto forte, era più importante di me prima, durante e lo sarà dopo.

“Stranizza” si basa su una storia vera, come ne sei venuto a conoscenza?
Fa parte della storia italiana, interessandomi di diritti LGBT , avvicinandomi ad Arcigay se ne parlava, studiando poi a Cinecittà ho conosciuto un ragazzo proprio del paese dove si sono svolti i fatti, attraverso lui ho potuto svolgere delle ricerche. I fatti si sono svolti nell’80, fece molto scalpore in Sicilia, ma ebbe ripercussioni in tutta Italia, anche perché furono mal gestiti. All’inizio si pensava ad un suicidio, ma la pistola era sotterrata a molti metri da loro, c’era l’aspetto emblematico che loro erano abbracciati, e se da una parte era un aspetto molto romantico dall’altra un tipico simbolo mafioso: questi sono morti per questo motivo e non per altro. Infine c’è la questione della confessione del bambino, nella realtà negò per vari giorni di essere coinvolto, fu portato in questura e il giorno dopo ne uscì con una confessione scritta da lui in cui dichiarava di averli uccisi su loro richiesta perché si vergognavano, lui non ha mai rilasciato interviste su questo fatto ed essendo dodicenne era impunibile. Quello che traspare è la volontà di nascondere, questa confessione è stata molto comoda.

Oltre ai due protagonisti, un personaggio molto bello è quello di Leo.
Leo è il resto del mondo rispetto a loro, Leo ha vissuto lo stesso problema dei due ragazzi, cioè il giudizio degli altri che ti rovina. Lui reagisce a questo giudizio, lo affronta in maniera matura e consapevole ma questo giudizio colpisce il figlio e si riversa su di lui, distrugge i rapporti intorno a lui anche se è capace di gestirli. Farlo scappare da Trieste e farlo arrivare in Sicilia mi serviva per dire la storia di questi due ragazzi, quello che succede a loro non è qualcosa di siciliano, del sud, ma succede dappertutto, il modo in cui rispondi ti permette di uscirne diversamente da queste situazioni, ma questo non vuol dire che non cambierà la tua vita, perché Leo risponderà bene al giudizio degli altri, lui ama comunque la sua compagna , il bambino non ce la fa il resto del mondo al fatto che sia così evoluto , è il personaggio più solido di tutto il libro.

Quando hai iniziato a scrivere e come hai capito che sarebbe stata la tua strada?
Ho cominciato a scrivere copiando mia mamma, era giornalista e quando ero piccolo lei era sempre alla macchina da scrivere e io la imitavo, da sempre sono un forte lettore e quindi l’idea di passare alla narrativa è stata naturale, è successo quando avevo 10 anni, ho scritto fino a 18 e poi mi sono fermato, ho pensato che scrivere fosse una perdita di tempo e ho lasciato per circa due anni, fino a quando ho incontrato Viviana, una compagna di università che scriveva a sua volta che mi ha praticamente costretto a ricominciare e che non ringrazierò mai abbastanza.

Pensiamo al futuro … oltre al terzo volume di Nephilim, quali sono gli altri progetti?RFS - Valerio la Martire
Una nuova edizione di “Stranizza” nel 2016 e sto lavorando ad un progetto che dovrebbe vedere la luce nel 2016-2017,che è un tornare alle origini in quanto si tratta di una storia vera: un’emergenza umanitaria.

A questo proposito … so che sei molto impegnato nel sociale e nel volontariato.
Ho lavorato con Medici senza Frontiere e ora con UNHCR, ho fatto volontariato con Greenpeace e gravito intorno ad Amnesty International, un mio amico medico èstato coinvolto in questa emergenza, ci siamo parlati ed abbiamo pensato alla possibilità di scrivere su questo argomento.

Altri fantasy?
Con Nephilim si è spalancata la porta del mondo fantastico ed ho in testa uno spin-off , già tutto pensato in cui si parlerà di magia, di stregoni e la mia idea è di ambientarlo in Italia, a Roma, che è la mia città ed è molto ricca di magia. Ho anche pensato ad una serie di racconti o romanzi brevi su un tema che si aprirà nel terzo volume di Nephilim.

Ancora una domanda…scriverai mai un’autobiografia?
Non lo vorrei mai fare perché la trovo una chiusura, scrivere un’autobiografia significa mettere un punto a quello che sei, non voler andare più avanti.

Dopo questa risposta, caro Valerio, posso solo affermare, e penso di parlare a nome di tutti i lettori e le lettrici, che mai e poi mai dovrai scrivere un’autobiografia … vogliamo che tu continui ancora per molto tempo a popolare le nostre giornate con i tuoi personaggi, che siano angeli, diavoli o stregoni o ragazzi costretti a prostituirsi o ancora giovani costretti ad una fine tragica per colpa del giudizio altrui o qualsiasi altra cosa tu abbia in mente, vogliamo leggere ancora molto di te. Per quanto riguarda l’autobiografia intorno ai 100 anni ti do il permesso di cominciare a pensarci, prima hai cose più importanti da fare! Non mi resta che ringraziarti infinitamente per il bellissimo pomeriggio trascorso e per la pazienza dimostrata nei miei confronti, sei un ragazzo davvero eccezionale a cui auguro tutto il successo che merita!

Mirtilla66 nuova

Editing a cura di:

LadyLeonor

baby.ladykira

baby.ladykira
Admin Founder del gruppo ROMANTICAMENTE FANTASY SITO

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