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Incontro con l’autore: Mala Spina

 

 

Benvenuti in questo piccolo salotto di Romanticamentefantasy. Avete voglia di nuovi autori, di leggere qualcosa di fresco e di diverso? Siete nel posto giusto allora. Oggi a tenerci compagnia abbiamo Mala Spina, autrice di storie e di personaggi particolari e super interessanti. Quindi non ci resta che partire con le domande, siete pronti?

 

  1. Da quanto tempo hai deciso di dedicarti alla scrittura e come hai iniziato?

La scrittura è stata una passione, iniziata sul serio a fine degli anni ’90, quando c’erano solo i newsgroup, le mailing list e qualche forum. La preistoria in pratica…

Avevo in testa tante idee ma, come capita spesso, nessun metodo per metterle nero su bianco e renderle reali. Mi ero iscritta a una mailing list, frequentata da scrittori (chiamiamoli aspiranti tali), in cui veniva fatta anche la “Lettura incrociata”. In pratica si postavano brani o testi interi e poi ci si sottoponeva al giudizio degli iscritti in una specie di fustigazione pubblica.

È stata una bella esperienza sadica e, per la prima volta, avevo capito di poter scrivere una storia dall’inizio alla fine. Forse, già in quel periodo avevo iniziato a elaborare il metodo che si adattava a me.

Dopo di questo c’è stato un buco di molti anni e infine la passione è ritornata nel 2013. A quel punto era una questione d’onore, finire ciò che avevo iniziato tanti anni prima, anche perché molte idee mi sembravano ancora valide. Così, ho rimesso le mani sui vecchi racconti fantasy e ho ricominciato con quelli. Un racconto ha il vantaggio di essere più gestibile e “fattibile”, al contrario di testi più lunghi.

Dopo circa un anno e mezzo è venuto fuori “Il giorno del Drago”, un racconto di circa 20.000 parole che mi ha dato fiducia ed è servito come punto di partenza, per le storie che sono venute dopo.

  1. Quando scrivi ti preoccupa il giudizio del pubblico o passa in secondo piano?

Non quando scrivo, anzi, nella fase della scrittura la mia unica preoccupazione è finire la storia. Ho una lunga tradizione di cose lasciate a mezzo e, da una decina d’anni a questa parte, mi sono ripromessa di concludere tutti i progetti che inizio.

Casomai, il giudizio dei lettori mi preoccupa, e anche parecchio, nella fase della pubblicazione. Il testo sarà adeguato? La storia sarà abbastanza interessante? Sono sicura di aver formattato bene l’epub? Aspetta che ricontrollo.

È qualcosa cui non si può fare l’abitudine!

  1. Come nascono i tuoi personaggi? Hai qualcosa di prestabilito o sono loro a decidere?

Il più delle volte inizia tutto da una faccia e può essere un attore o la foto di uno sconosciuto. In questi casi, il background del personaggio viene fuori da solo e basta quello per svilupparci sopra la trama di tutta la storia.

Altre volte, però, i personaggi nascono con più difficoltà perché so di voler scrivere una storia con determinate caratteristiche e di aver bisogno di un personaggio specifico. Non c’è che da rimuginarci sopra, finché non viene l’idea giusta.

Insomma, il succo è che mi capita in entrambi i modi, dipende solo dal punto di partenza. Sia che mi faccia guidare nella trama dai personaggi oppure, una volta stabilita la storia, mi metta poi alla ricerca dei protagonisti giusti.

  1. Come mai scrivi solo fantasy? (o dark fantasy a parer mio)

Fino a ora ho spaziato sempre e solo nell’ambito del genere fantastico, passando dai primi fantasy di “Storie da un Altro Evo” al dark fantasy di “Victorian Horror Story”, ma ho fatto anche delle incursioni dalle parti dell’horror con il romanzo “Il Mangia Peccati” e racconti brevi sempre a tema orrore.

Le mie letture preferite appartengono proprio a questi generi, per cui è naturale che sia partita da argomenti simili. Però fantasy e horror non sono le uniche cose che mi piace leggere e, prima o poi, arriveranno storie diverse. Mi piace sperimentare e provare cose nuove e presto sarò alle prese con un paio di idee che si discostano dal mio solito: Steampunk con un po’ di romance e un thriller storico.

  1. Stili una scaletta prima di scrivere o vai dove ti porta la storia e l’immaginazione?

In genere faccio sempre una scaletta degli avvenimenti con almeno i punti chiave della storia, li sposto, li rielaboro e aggiungo snodi finché tutto non mi fila liscio e solo dopo inizio a scrivere. Questo metodo mi torna particolarmente utile quando scrivo trame intricate e suddivise in più episodi come “Victorian Horror Story”. Ciò non toglie che possa cambiare qualcosa in corso d’opera, se uno sviluppo mi pare migliore di quello che avevo pensato all’inizio.

Questo è il solo sistema che funziona con me, perché mi sono resa conto che le volte in cui sono partita con il vento in poppa, senza sapere dove sarei finita… la storia si è invariabilmente arenata.

  1. Qual è il tuo genere di lettura e il tuo romanzo preferito?

Non ho una preferenza netta, a dire il vero vado molto a seconda del gusto del momento.

Ci sono periodi in cui mi va di leggere solo fantasy, horror, o urban fantasy e queste sono le letture che preferisco. Volendo generalizzare, direi che con un libro di genere fantastico vado sempre sul sicuro.

Però, ho anche periodi in cui mi vanno solo thriller, gialli o avventura e altri in cui leggo solo romanzi storici rosa.

Per quanto riguarda il romanzo preferito, sono un po’ in difficoltà. Sono troppi!

Tra questi, però, ce n’è uno che rileggo ogni tanto, sempre con lo stesso piacere. È del periodo d’oro della Heroic Fantasy, “Stregone suo malgrado” di Christopher Stasheff, un libro poco famoso in Italia ma che davvero aveva tutto: avventura, fantasy, fantascienza, humor e una storia d’amore.

C’è stato anche un romanzo di King che mi è rimasto più impresso degli altri (no, non è IT) “Cose Preziose”. Vuoi per l’intreccio della trama, i personaggi o il tema di fondo è una storia che mi colpì molto.

  1. A quale dei tuoi personaggi sei più affezionata e perché?

Ci sono un paio di personaggi che, più degli altri, mi sono rimasti dentro.

Una è Guinevere Patel, la protagonista di “Victorian Horror Story” che mi ha accompagnata per i quattro libri della serie. Ho scritto di lei e delle sue avventure, allucinanti, così tanto che ormai mi pare un’amica.

Un altro personaggio a cui sono affezionata è Mezzocorvo, un furfante presente in un breve racconto Sword and Sorcery, “Testa di Santo”, che avevo scritto per l’antologia “Eroica” di Watson Edizioni. Non era nemmeno il protagonista, non era “il buono”, tutt’altro. Però mi sentivo proprio a mio agio nei suoi panni ed era divertente immedesimarsi nel bastardo, traditore e affascinante. Dopo aver scritto quella storia, che tra l’altro sfociava anche un po’ nell’horror, mi mancava un po’ e allora ho scritto un breve prequel gratuito che poi ho messo sul mio sito, “L’Eretico e il rifrullo del diavolo”.

  1. Hai un luogo o stanza preferiti in cui scrivere o da cui trai maggior ispirazione?

L’unico angolo, della casa, in cui posso scrivere in tutta tranquillità è la mia scrivania, caotica, piena di roba e impossibile da riordinare, anche un po’ polverosa e sommersa da cavi, hard disk e foglietti. Ho anche una radio accanto a me, ma non la accendo mai perché mi distrae. Sono d’accordo: non è molto poetico.

Ora che ci penso, c’è un altro posto in cui riesco a fare mente locale e trovare l’ispirazione quando mi trovo in un vicolo cieco ed è… la doccia! Una lunghissima doccia calda, a volte, fa miracoli.

  1. Quali sono i tuoi progetti editoriali per il futuro?

Ho in mente un paio d’idee per una divertente storia Steampunk, che virerà sulla commedia rosa, nonostante macchinari a vapore e dirigibili in difficoltà. Il primo racconto è quasi pronto e vedrà la luce a Ottobre, penso.

Un altro progetto, a cui sto pensando da molti mesi, è quello che ho accennato sopra, un thriller storico, una storia d’amore, una sospetta avvelenatrice e un poliziotto in disgrazia.

Quindi, per il futuro prevedo esperimenti fuori dalla mia comfort zone fantasy-horror.

C’è anche un altro progetto che però mi fa un po’ paura iniziare, così per il momento mi dedico solo a fare le mie preziose scalette e schede. Ho sempre voluto creare un fumetto completo e chissà che questo non sia un anno produttivo.

  1. Quale news in anteprima vorresti dare ai tuoi lettori?

A StraniMondi, il festival del libro fantastico a Milano, che si terrà a metà Ottobre, uscirà per Acheron Books “Zappa e Spada”, una buffa antologia di spaghetti fantasy italico.

Purtroppo io non ci sarò, e mi dispiace, perché avevo fatto la copertina anche per un altro libro che sarà presentato durante la fiera da Sad Dog Projects.

Sarò presente invece a Lucca Comics & Games, in uno stand la cui ubicazione ancora mi è ignota!

I due valletti all’entrata non erano i soli ad avere uno strano aspetto.

Le figure che s’intrattenevano ai lati del corridoio o che sciamavano dentro e fuori dalla villa erano vestiti con colori chiari. Alcuni invitati indossavano anche maschere di raso ornate di piume, lunghi mantelli bordati di ermellino e sete iridescenti del colore della neve.

Al loro passaggio vedeva i volti inorriditi degli ospiti, altri stupiti, altri ancora con i lineamenti del viso stravolti dalla rabbia. Non si aspettavano la presenza di Milord e quel posto non era adatto per la fantasia da ballo delle debuttanti di Ginny.

La ragazza non riusciva a essere indifferente come il suo cavaliere.

Il largo corridoio era una lenta discesa verso un mondo grottesco e bizzarro e, a ogni passo che li portava verso il salone centrale, le stranezze aumentavano. Alcuni tra i presenti avevano gambe lunghissime inguainate in stretti pantaloni e nasi adunchi che andavano a toccare il petto. Una signora, che si copriva il volto con un ventaglio di piume, lo chiuse e rivelò una bocca innaturalmente larga che andava da orecchio a orecchio.

Gli invitati erano una massa di occhi che rilucevano al bagliore delle lampade e li osservavano senza nemmeno tentare di dissimulare la propria indignazione. Li vedeva agitare le dita lunghe e grifagne, come zampe di ragno.

Eppure la presenza e il contatto con Lord Richmond le impediva di girarsi e darsi alla fuga.

«Che-che posto è questo?» Era poco più che un pensiero, detto in un respiro.

«È la corte di Lyudmila Vasiliev. Si è portata dietro tutta la feccia della steppa a quanto pare.» Lui aveva la voce ferma, appena incrinata da una nota di disprezzo.

Ginny immaginò che chiunque fosse quella Lyudmila, non avesse avuto una buona idea nell’invadere il territorio di Milord.”

Cit. Mostri di Londra, Victorian Horror Story 1

Intervista a cura di: 

Editing a cura di: 

baby.ladykira

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