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Incontro con l’autore: Eva Fairwald

Buongiorno a tutti voi di Romanticamentefantasy. Oggi abbiamo il piacere di ospitare un’autrice eccezionale, che col suo libro “Playing with daggers” mi ha letteralmente fatta sognare ed emozionare. È qui con noi, nel nostro salotto Eva Fairwald che ringraziamo tantissimo per il suo tempo.

 

Allora Eva pronta per queste domande? Partiamo!

 

  1. Il tuo libro mi è piaciuto moltissimo, in particolar modo la trama. Come ti è venuta l’idea della famiglia Schwert?

Grazie mille! Sono felicissima che ti sia piaciuto così tanto!

È partito tutto da un sogno fatto qualche anno fa e di cui al risveglio ricordavo cose molto confuse ma emozionanti. Lì i protagonisti erano quelli che poi sono diventati Karl e Hilde. La trama era complessa e mi sono subito messa all’opera per fare ordine e mettere le basi per un romanzo. Ho cominciato a scrivere dei pezzi, a pensare scene… e poi mi è venuto in mente di inserire da qualche parte che Hilde ha una cugina. Avevo pensato a questa cosa perché volevo fare dire a Hilde cose che in realtà la portavano in contraddizione con quello che invece è il suo ruolo nella storia, dunque avevo bisogno di qualcuno che invece non avesse problemi a sporcarsi le mani: Kara Schwert. Le due si somigliano moltissimo, sia fisicamente che per certi tratti caratteriali. Da qui ho pensato a modi per spiegare il perché di queste somiglianze e per differenziarle; così è nata Kara, come una sorta di versione oscura di Hilde Tidsson, che invece lavora per quelli comunemente identificati come “i buoni”. Quindi, alla fine è nata prima la famiglia Tidsson e gli Schwert, inizialmente co-protagonisti, sono invece balzati al centro dell’attenzione.

Nel mio modo di lavorare, in quasi tutti i casi, la storia nasce dai personaggi. Quindi è stata la trama ad adeguarsi a loro, dipanandosi a seconda delle scelte fatte. Tendo a creare persone con desideri molto forti e una sicurezza incrollabile nel perseguire i propri obiettivi. Quindi, una volta stabilito chi sono e cosa vogliono, la trama si forma su misura.

  1. Kara è una ragazza poco più che adolescente molto forte e con le idee chiare. Da chi o come è nato il suo personaggio?

Kara rappresenta, secondo me, il set di caratteristiche necessarie per non farsi mai mettere i piedi in testa da nessuno. C’è sempre chi, per via della giovane età o per l’aspetto, tende a sottovalutare e a non prendere sul serio chi si organizza per farsi strada: lei non lo accetta e si muove di conseguenza, non importa con quali mezzi. In certi ambienti se sei donna automaticamente non conti nulla, se sei giovane non sei affidabile, se per caso sei anche di bell’aspetto… allora sei sicuramente scema. Kara è stata cresciuta dalla famiglia Schwert per entrare nel business dei traffici illegali, con funzioni già declassate in partenza per non mettere troppo a rischio la sua vita, ma nessuno si è preoccupato di chiederle che cosa volesse lei.

Non mi piace chi cerca di bollare le persone per infilarle in ruoli preconfezionati. Quindi ho voluto scrivere di un personaggio che fa sempre ciò che vuole o almeno ciò che è necessario per raggiungere i propri scopi, senza curarsi dell’opinione altrui. Questo, ovviamente porta a delle conseguenze che prima o poi colpiranno anche Kara Schwert.

  1. Playing with daggers” è il primo di una serie… e tu sei consapevole che per chi lo leggerà sarà una droga (per restare in tema). Quindi a quando il seguito?

Spero proprio che i lettori vogliano andare avanti e scoprire questo mondo pericoloso, perché “Playing with daggers” è solo l’inizio, un’introduzione per rivelare da dove arrivi tutta la forza di Kara. Nonostante la storia principale trovi una conclusione, nel corso della serie i personaggi, già presenti, vengono ulteriormente sviluppati e poi ne vengono introdotti altri ugualmente importanti.

I seguiti già in lavorazione e parzialmente scritti sono due: “Law kills” e “Sorcerer for sale”. Ho scelto di lasciare i titoli in inglese (e poi di aggiungere un sottotitolo in italiano) per una questione di uniformità, dato che tutti i romanzi di questa serie appartengono alla schiera dei mie progetti internazionali, disponibili in più lingue. Infatti, come il mio romanzo distopico/sci-fi con gli elfi oscuri “Trusting Darkness” e i racconti gratuiti “Immortals” e “Natale diabolico”, anche la serie di Kara nasce prima in inglese e in un secondo momento mi sono dedicata alla traduzione in italiano. Questo è anche il motivo per cui le mie pubblicazioni, purtroppo, non escono a raffica, anche se il ritardo principale è dato dal fatto che lavoro full-time altrove. Il tempo di elaborazione include in questi casi due lingue ed entrambe richiedono la massima attenzione. Se anche Kara seguirà la via di “Trusting Darkness” e verrà tradotta in tedesco, spagnolo, francese e portoghese, ancora non ho deciso. Grazie agli studi universitari molto specifici, sono coinvolta nel processo di controllo delle traduzioni in prima linea, anzi proprio in trincea con contatto costante con i traduttori. Di conseguenza, se ho testi da revisionare difficilmente riesco a procedere con la scrittura di romanzi nuovi… perché ogni tanto devo anche dormire!

Quindi, a quando il prossimo seguito? Non credo prima di aprile 2018, dato che anche la traduzione italiana, e il controllo della stessa, ha bisogno di qualche mese. In ogni caso, tutti i seguiti programmati arrivano! Io non interrompo nulla, se ho deciso di fare una cosa la faccio sicuramente. Il titolo è “Law kills” e uno dei personaggi centrali è Jerry Goodfellow, già menzionato verso la fine di “Playing with daggers”. Scozzese di nascita, trapiantato a Stahlburg già da molto tempo, anche Jerry verrà catapultato nell’arena e avrà modo di conoscere Kara da molto, molto vicino. Lei ormai è adulta e a capo del proprio impero di traffici illegali, ma l’ambizione non si spegne mai. Tornerà anche Axel von Steinfeld e, questa volta, scopriremo le magagne che si è portato da Faerie.

  1. Un’altra caratteristica del tuo libro è la descrizione dettagliata di armi, combattimenti e situazioni pericolose. Hai trovato difficoltà nel documentarti?

Queste sono in realtà caratteristiche di base, presenti in tutti i miei romanzi. Per me è impossibile scrivere senza mostrare scontri con armi e magia, momenti di pericolo, sparatorie e azione in generale. Mi diverto molto a documentarmi e spero sempre che i comportamenti siano credibili.

Per descrivere gli effetti di una pallottola contro un giubbotto antiproiettile, per esempio, avevo visto un video dove venivano fatti esperimenti con diverse armi da fuoco ed era stato illuminante! Oltre a fare ricerche mirate con testi e documentari, guardo molte serie e film dove gli attori combattono, trovo che un supporto visivo e già reso “drammatico” sia sempre utile.

5. Hai altri progetti in corso?

Tantissimi! Da qui fino alla tomba, in pratica. A breve riceverò la traduzione spagnola di “Trusting Darkness” da revisionare. Poi, ho ancora due titoli di prossima uscita in italiano, prima di dedicarmi completamente al secondo episodio di Kara. Uno è il romanzo autoconclusivo paranormal romance “In fuga – amore dagli abissi”; l’altro è un racconto inquietante per Halloween, “Anime corrotte”. Ho in programma altri romanzi singoli da pubblicare parallelamente alla serie di Kara, “The Tidssons’ Archives”.

  1. Nella storia troviamo ogni genere di “razza” umana e non; come sei riuscita a far combaciare le diverse culture e come a farle intrecciare tra loro?

Diciamo che mi baso sull’esperienza e sugli studi universitari. Ho vissuto e lavorato in vari posti prima di lasciare l’Italia definitivamente e ho, quindi, sperimentato in maniera diretta cosa significa avere culture diverse condensate in un solo posto. Ognuna fa trasparire qualcosa della propria terra e delle proprie abitudini, anche se non sempre in modo gradevole per tutti. Per i riferimenti continui alla mitologia norrena, per i concetti e per le brevi battute in lingua straniera mi appoggio agli studi fatti, cioè lingue straniere, letteratura, filologia, linguistica e traduzione.

  1. Leggendo il tuo romanzo ho capito sin da subito che non sarebbe stato scontato, come spesso accade. Cosa dobbiamo aspettarci quindi dai tuoi personaggi?

Mi fa piacere che la storia non sia scontata! Sorprendere il lettore è proprio uno dei miei intenti, ma finché qualcuno non commenta non so mai se ci sono riuscita o no!

I miei personaggi possono riservare bruschi cambi di direzione, perché non tutto è sempre come sembra, quindi capita che si trovino ad affrontare scelte radicali.

 

  1. Qual è il momento o la situazione che ti è piaciuta di più scrivere? Perché?

Non saprei, mi piace tutto il romanzo in generale. Nominerò due situazioni, la prima SENZA SPOILER e la seconda CON SPOILER.

 

SENZA SPOILER: quando Hilde pilota il drone a distanza, perché quando l’ho scritto avevo appena iniziato a imparare a manovrare il drone ricevuto per il compleanno e quindi mi sono divertita un sacco! Il mio non è così avanzato come il suo, quindi ho pensato ai vari optional che potrebbero servire a una come lei.

CON SPOILER: nella seconda parte, tutto il pezzo di Karl da quando si lancia dall’elicottero di notte per fermare il commando nemico che attacca gli Schwert al dialogo con Kara, dove si scopre la verità sul loro rapporto. Adoro la complicità che li lega. Avrei voluto avere una figura come Karl nella mia vita. Mi piace che Kara sia convinta, già prima del test con la lama, perché lei di solito è una che richiede prove tangibili, invece di Karl si fida sempre e comunque senza riserve.

 

  1. Se tu potessi tornare indietro, nel momento della stesura di “Playing with daggers”, cambieresti qualcosa?

Vorrei tornare al momento in cui ho scritto le novelle e partire direttamente con i romanzi. Avrei risparmiato un sacco di tempo e ora potrei lavorare già al quarto o al quinto romanzo della serie!

L’impostazione comunque resta la stessa: romanzi fortemente collegati ma con la vicenda principale che trova una conclusione. Restano aperte le sotto-trame, che invece continuano nei seguiti anche sotto mentite spoglie J

 

  1. C’è qualcuno dei tuoi personaggi che proprio non ti piace? Che rapporto hai con loro?

Nella serie di Kara, a parte Franz, hanno tutti almeno una cosa che ammiro o che ritengo efficiente. Il povero Franz è troppo ingenuo e non penso andremmo d’accordo. Invece, non mi sento per niente in sintonia con Dora, della mia trilogia YA d’esordio “Le ombre di Dora”. Siamo caratterialmente molto diverse, diciamo che eviterei di uscire a bere un caffè con lei. In “Trusting Darkness” non sopporto il Colonnello Leash, ma qualcuno gli dà ciò che merita! Ritengo che certi personaggi debbano avere determinate funzioni nell’organico narrativo, di conseguenza non sempre rispecchiano quello che piace a me personalmente. La coerenza del testo è più importante delle mie antipatie.

Citazione: 

«Mi sa che venire qui non è stata una grande idea. Vorrei schiaffeggiarti ogni volta che un suono lascia le tue labbra.» sbottò Kara.

«Le labbra sono un grande strumento.» rispose Axel.

«Specialmente quando tu taci e ti sigillano la lingua.»

«Non mi dai l’impressione di essere il tipo che ascolta in silenzio.»

L’aria era umida e fresca e la musica dai piani sottostanti non era altro che un disturbo soffocato. Kara roteò gli occhi e sospirò per riprendere almeno un’idea di compostezza.

«Infatti, ho specificato quanto tu taci.» lo rimbeccò.

«Irriverente, sagace e stupenda.» rispose lui con la sua voce vellutata «Capisco perché Konrad non ci abbia mai presentati.»

«Probabilmente temeva che ci ammazzassimo a vicenda.»

«O che magari trovassimo qualche accordo senza di lui, sai, il fratello maggiore, l’uomo mandato in missione.»

Kara s’irrigidì fra le sue braccia e Axel rise di lei… quindi, non era affatto l’idiota che lei credeva.

«Sì, amore. So che cosa tentava di fare. Voi Schwert cercate un’alleanza e io sono il vostro cancello per Faerie.» disse lui traendola più vicino «Ti prego di correggermi se sbaglio, comunque capita di rado e non gradisco essere contraddetto.»

Il cuore di Kara saltò un battito e i polmoni si rifiutarono di consegnare altro ossigeno attraverso il suo corpo, lasciandola senza fiato e pallida. Non poteva lasciarsi sfuggire quella possibilità, quindi si preparò e richiamò l’immagine di un’enorme onda che portava via i suoi dubbi, prima di parlare di nuovo.

«Non sbagli.» farfugliò lei posandogli le mani sulle spalle «Però, la mia proposta non ha nulla a che vedere con il tipo di patto che aveva in mente Konrad.»

Kara si voltò accostando la schiena e la testa contro di lui. La sua colonia fresca le deliziò il naso, facendole apprezzare ancora di più ciò che stava per fare. Si focalizzò il più possibile sulla propria forza interiore, con le dita di Axel lungo i fianchi e il suo respiro che le sfiorava la pelle. Aveva bisogno di percepire il proprio sangue scorrere, doveva raggiungere il nocciolo e portare fuori quell’energia; era così che il seiðr funzionava, senza appoggiarsi a fonti esterne, a meno che non fossero altre persone. Sollevò le mani e generò una rete di scintille bianche che rimbalzavano da un’unghia all’altra, saettandole attorno ai palmi e luccicando nell’oscurità.

«Sei brava ad attirare la mia attenzione.» disse lui.

«Sono brava a fare tante cose.»

Ringrazio te e RFS per il tempo e lo spazio dedicatomi. Buona giornata a tutti!

Resto disponibile per qualsiasi domanda e chiarimento su FB o direttamente alla mail evafairwald@gmail.com

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Intervista a cura di: 

Editing a cura di: 

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