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Incontro con l’autore: Anna Chillon

 

 

Benvenuti a tutti voi di Romanticamente Fantasy e non solo. Quest’oggi abbiamo il piacere di ospitare una favolosa scrittrice. Diamo quindi il benvenuto nel nostro salotto virtuale a Anna Chillon.

 

 

  1. Viste le tematiche deliziosamente dissacranti di questa bellissima serie, mi chiedevo con un pizzico di curiosità quale fosse il tuo rapporto con la religione.

Caspita, potrei impiegarci un altro intero romanzo per rispondere a questa domanda… niente paura, cercherò di essere sintetica.

Al momento il mio rapporto con la religione è di osservatrice: per avere fede occorre dare per scontato che un dato concetto costituisca la verità assoluta, cosa che io non sono in grado di fare. Posso dire di “aver creduto di credere” per un certo periodo della mia giovinezza, ma era soltanto un rimandare la questione. Il problema era che avevo molte domande che non trovavano nella religione risposte in grado di convincermi, capacissime però di instillare tanti sensi di colpa. In effetti il cattolicesimo ha avuto un grosso ascendente su di me ed è stato fonte di molte battaglie interiori che hanno portato a quello che ho cercato di condensare in poche righe poste a capo di “Alakim. Luce dalle Tenebre”:

Ho adorato Dio, ci ho litigato, l’ho supplicato, l’ho detestato…

e c’era sempre, perennemente, qualcosa che non mi tornava.

Finché la mia fede non si è trasformata in qualcosa di diverso

che viene dal mio stomaco più che dalla mia testa.”

Ciò non significa che brancolo nel buio, ma solo che ho trovato filosofie che mi hanno dato una più chiara visione del mondo materiale, immateriale e delle leggi che lo animano. Non credo esistano religioni totalmente giuste o totalmente sbagliate (senza considerare che sul giusto e sbagliato si potrebbe aprire un trattato). La Bibbia stessa, che tanto spesso cito in Alakim, contiene fondamenti di verità illuminanti; purtroppo però è stata mal tradotta e mal interpretata, come ad esempio ci insegna Igor Sibaldi, (studioso di teologia, filologia, filosofia…), tra le altre cose traduttore di testi sacri dal greco antico e dall’ebraico antico.

Lui stesso, in una sua conferenza, faceva notare quel che risponde Gesù nel Vangelo di Giovanni quando Tommaso gli chiede come possiamo conoscere la via. La replica tradotta correttamente dal greco sarebbe “L’io è la via, la verità è la vita”. L’IO. L’essere. Mentre il versetto in italiano riporta “IO sono la via…” lasciando intendere si riferisse alla sua persona e al Padre.

Capisci dunque che qualcosa non quadra e che il discorso è molto più profondo di quello predicato alla massa.

La vita è un continuo cambiamento, un susseguirsi di nuove scoperte e quando crediamo di aver capito tutto, se siamo attenti, ci accorgiamo di non aver capito proprio niente. Non prendermi per pazza, ma è questo il bello: è bello abbracciare la novità quando sei aperto a nuove soluzioni e non radicato a fondo nelle tue credenze, o peggio, nelle credenze verso cui altri ti hanno spinto. Comprendo che molte persone ne abbiano necessità, ma io non posso e non voglio avere le certezze di una religione perché lo considero limitativo. In pratica la sola cosa di cui sono sicura è quel che ho scritto all’inizio di “Alakim. Le Catene dell’Anima”:

Io non so niente, ma vorrei scoprire tutto.”

  1. Tra tutti i personaggi della saga di Alakim, qual è stato quello più complicato da caratterizzare? Quello a cui hai dedicato più tempo ed energie per delineare, nel modo migliore, ogni sua delicata sfaccettatura?

Su questo non ho dubbi: è Alakim. Potrei aver dedicato più tempo alla ricerca delle conoscenze di Muriel nel campo dei cristalli, delle erbe, dell’ipnosi e dell’esoterismo… però è Alakim che richiede tutte le mie energie riga dopo riga. Lui è il più complesso proprio per quella sua doppia natura angelica e demoniaca, umana e sovrumana. Lui è espressione dei miei conflitti interiori e di una lotta per cui la vera vittoria può essere solo l’accettazione, non intesa come rassegnazione, ma come comprensione: superare l’ostacolo, lasciarselo alle spalle per poi voltarsi e accorgersi che non esiste perché appartenente al passato.
Di fatto, Alakim è una voce interiore di cui vado alla ricerca, che mi parla, esige qualcosa da me e per me, cosa che difficilmente accade con gli altri personaggi.

 

  1. C’è un personaggio a cui ti senti più legata all’interno della storia? In caso di risposta affermativa, puoi dirci il nome e il motivo?

È Alakim… sono monotona, lo so. A lui sono legata per tutto ciò che ho scritto nella risposta precedente e perché è il soggetto del mio primo romanzo, nato in un momento di cambiamento radicale: avevo lasciato lavoro, casa, paese, alla ricerca di una vita che mi fosse più congeniale. In pratica lui ha accompagnato le difficoltà e le gioie di una vera rinascita.

  1. Come nei romanzi precedenti, anche in questo terzo volume la tua indole un pochino spietata emerge in tutto il suo splendore. Come ti senti ogni volta che fai soffrire le tue lettrici con un pizzico di magistrale crudeltà? (e lo dico con tutto l’affetto di questo mondo).

Sapere che una lettrice soffre quando uccido o maltratto un mio personaggio mi rende molto felice (e lo dico con grande affetto!) perché significa che ci si era affezionata e questo può solo farmi piacere. Personalmente amo gli scritti in grado di suscitare sensazioni, sia in positivo che in negativo. Anzi, spesso le emozioni negative sono quelle che penetrano più a fondo e rendono più incisiva la storia.

In verità, mi capita sul serio di pensare alle lettrici, mentre elaboro una trama, ma nel momento in cui entro nel vivo della scrittura tendo a dimenticarmi di tutto il resto. Proietto il mio film in testa, pensando solo a quello che mi emozionerebbe veder succedere per soddisfazione intima e personale. Purtroppo, la stragrande maggioranza delle lettrici preferisce i libri romantici e io mi trovo a scontrarmi duramente con questo proprio perché non riesco a fare a meno di un pizzico di crudeltà. Per fortuna, però, ci sono anche tante lettrici che, come me, amano ancora le favole… ma solo se il lupo non perde il vizio e la bestia ha davvero le zanne acuminate!

  1. Il tema dei “vampiri energetici” mi ha affascinato da morire. Ne hai mai conosciuti nella vita di tutti i giorni?

Scommetto che senza rendertene conto ne hai incontrati anche tu. Ce ne sono di più o meno potenti, molti non sanno neppure di esserlo e naturalmente non ti rubano l’energia di proposito, il tentativo di compensare la loro carenza è inconscio.

Sono abbastanza convinta di averne conosciuto qualcuno, ma me ne sono accorta solo con il senno di poi, constatando quanto stanca, prosciugata e negativa fossi diventata dopo essere rimasta a lungo in loro presenza. Puoi riuscire a individuarne uno dopo averlo frequentato più volte e aver trovato riscontro in altre persone che avvertono le tue stesse sensazioni. Sono soggetti che vedono tutto negativo, ti rovesciano addosso i loro problemi, ingigantendoli, la colpa è sempre altrui, mai loro, non ti danno ascolto, ma lo pretendono. Il sollievo quando ci allontaniamo da un vampiro energetico è immediato perché il senso di pesantezza si attutisce, ma la spossatezza permane per un po’, finché non riusciamo a ricaricarci autonomamente.

Ciò non significa che i vampiri energetici siano tutti malvagi, anzi, qualcuno potrebbe essere d’indole buona, celarsi in un famigliare o in un caro amico. Col tempo, però, ti renderai conto che sarai tu stessa a prendere le distanze senza una ragione precisa: è il tuo io che percepisce quello che la tua ragione non ti ha ancora rivelato.

Di’ la verità: te ne sta già venendo in mente uno in particolare!

  1. Alakim – Nicole – Muriel: il triangolo più sofferto, sensuale e accattivante della storia del fantasy. Cosa provi in merito a questo intricato e superbo rapporto a tre?

Veramente vorrei essere io a porre questa domanda, per scoprire quale sia l’effetto suscitato nelle lettrici.

Per quel che mi riguarda, sono intrigata e curiosa di vedere quel che può accadere mettendo insieme tre individui così diversi. Mi pare una combinazione poco stabile, anzi direi che questo triangolo è pericolosamente vicino a prendere nuove conformazioni ancor prima di congiungere i tre lati!

A parte questo, vedo tre parti ben distinte. Alakim è quella dominante in tutto e per tutto, infatti pensa e si riferisce agli altri due come il “mio Nephilim” e la “mia Invocantes/ragazzina”. Il suo carattere dominante non è solo di natura sessuale, deriva soprattutto dal suo essere di natura superiore: un Serafino. Muriel è dominante a sua volta, ma ha la capacità di plasmarsi; sotto sotto è un vecchietto lussurioso, talmente vecchio da saper essere un gran giocherellone quando è il momento. Nicole invece è l’indispensabile anello di congiunzione, non potrà mai essere dominante quanto gli altri due per la sua natura umana, ma deve avere una resilienza fisica e soprattutto psicologica notevole perché porsi tra loro è come porsi tra due locomotive: occorre tenere duro.

Questo ménage è nato quasi per gioco, non costituiva un punto focale della trama, ultimamente però si sta imponendo sempre più e in questo terzo volume ha acquistato un peso notevole… credo che li spierò da vera guardona e poi tornerò a riferirvi tutto!

  1. Ho trovato le storie dei personaggi secondari altrettanto intense, delicate ed emozionanti, perciò mi chiedo quanto di ciò che hai scritto su di loro somigli a un’esperienza vissuta da te o da qualcuno che conosci da vicino… e quanto sia pura finzione?

Tutti i personaggi sono frutto della mia fantasia, non mi sono riferita ad alcun reale soggetto. Tuttavia, non è difficile che scivolino dentro ai miei romanzi frasi realmente udite o riflessioni che mi hanno suscitato persone vere. Sono frammenti di vita reale nascosti tra le righe, miei intimi segreti in alcuni casi, di cui ora, a sua insaputa, ne è a conoscenza chiunque abbia letto i miei libri.

  1. Quando scrivi una storia, pensi mai a cosa potrebbero provare le lettrici mentre sfogliano le tue pagine, oppure ti fai trascinare dall’ispirazione e dalla fantasia del momento, del tutto incurante di ciò che potresti scatenare nel cuore di chi legge?

Come dicevo prima, tendo a escludere il mondo esterno mentre scrivo. Ultimamente però sto facendo uno sforzo in più per tenere presente le lettrici e la preferenza della stragrande maggioranza per il genere romance. Ad esempio, ho cercato di addolcirmi il più possibile nella stesura di “Giada. Un amore colpevole”, ma come sai ho mantenuto una vena di bastardaggine del personaggio maschile, della quale non posso assolutamente fare a meno. La scrittura è una passione cui mi dedico prima di tutto per me stessa, per cui non credo che sarei in grado di scrivere qualcosa di diverso da quel che sento. Inoltre, c’è da tenere presente che le lettrici sono diversissime tra loro, hanno gusti contrastanti, non sarà mai possibile soddisfarle tutte e di questo ne ho avuto prova. Quindi io mi preparo una tisana, mi metto le cuffie alle orecchie, apro il Mac e mi proietto in un altro mondo dove non ci sono lettrici, una casa e gli amici, ma solo una storia tutta da inventare.

  1. Quanti altri libri comporranno la serie di Alakim? Ne conosci già la data di uscita?

Domanda di riserva? Non so la risposta, eppure ormai dovrei essere preparata su questo argomento!
Non prevedo di cominciare il quarto volume prima del 2018, però posso dirti che, mentre un tempo ero convinta che Alakim mi avrebbe seguita per lungo tempo, ora mi sta girando per la testa l’idea di concludere la serie con il prossimo romanzo. Nuove storie, nuovi personaggi… inseguo il cambiamento 😉

  1. Hai in programma la stesura di altri romanzi, che non appartengano a questa saga? In tal caso, puoi anticiparci qualcosa sul genere e magari sull’argomento?

Devi sapere che nella mia testa c’è una vasta, caotica e sperduta area in cui stazionano tutte le idee in merito ai romanzi che vorrei scrivere. Per non generare il caos, cerco di estrarne solo una alla volta e finito questo terzo Alakim sono stata molto in dubbio su quale pescare. Alla fine ho deciso di dedicarmi a un romance contemporaneo che potrebbe rivelarsi piuttosto dark. Devo ancora decidere quanto dark, perché mi sto facendo un’idea più chiara del protagonista pagina dopo pagina. In realtà, l’idea iniziale prende spunto da un mio vecchio racconto che voglio riscrivere in forma di romanzo, con un seguito tutto nuovo. Il titolo del racconto era “Bastardo vero”; vorrei mantenerlo perché mi pare abbastanza esplicativo … a dir la verità è esplicativo di tutte le mie storie, edite e inedite. Insomma, qualsiasi cosa scriva, puoi star certa che la tipologia del bastardo, in ogni tipo di veste, non posso farmela mancare!

Mille grazie ragazze, per avermi ospitata ancora una volta sul vostro blog e grazie a tutte le lettrici che si avventurano tra le mie pagine. Buone letture a tutti!

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Intervista a cura di:  

 

Editing a cura di: 

 

baby.ladykira

Admin Founder del gruppo ROMANTICAMENTE FANTASY SITO
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