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Incontro con gli autori: intervista a Viorica Cebotari

 

 Viorica Cebotari, di origini moldave trasferita in Italia per amore all’età di diciannove anni, vive tuttora a San Giorgio del Sannio (Bn) con il proprio compagno e il bellissimo figlio di due anni. Da sempre un’accanita lettrice, di recente scopre la passione per la scrittura. E così, quasi per sfida, che nasce una storia tutta sua e prende forma la prima saga dal titolo “Conquistata dal demonio”. Attualmente lavora come impiegata amministrativa in una azienda, dedicando alla scrittura le prime luci dell’alba e ogni ritaglio del suo tempo libero.

Finalmente oggi intervisto un’autrice che mi ha colpito tantissimo per la crescita avvenuta durante la trilogia “Conquistata dal Demonio”. Intanto, benvenuta Viorica nel salotto di Rfs e grazie per aver accettato di rispondere alle domande che ti farò. (leggi la recensione: Clicca —-> QUI)

Grazie di cuore a te per aver scelto la mia trilogia e apprezzato la storia di Emma e Daniel. Mi sento onorata e colgo l’occasione per ringraziare RFS per questa importante ospitalità.

  1. Iniziamo a parlare di Daniel, cosa ti ha spinto a creare un personaggio tanto complicato, ma allo stesso tempo molto dolce? Ed Emma, con il suo carattere così restio all’amore?

Mi ha spinta a creare il personaggio di Daniel la speranza che anche nel buio più abissale possa penetrare la luce, che la natura scelta dal destino possa influire fino a un certo punto sulla personalità di un individuo. Daniel rappresenta un esempio calzante dell’eterna lotta tra il bene e il male. La sua indole è spietata, intransigente, incorruttibile, corazzata contro qualsiasi emozione e sentimento. È un abile stratega, un conquistatore infaticabile, restìo al perdono e non disdegna la vendetta. Con lui nulla avviene per caso. Tuttavia anche l’arma più letale e perfetta dell’universo cela un punto debole, e Daniel scopre il proprio nell’attimo in cui si scontra con due occhi color ametista, gli unici in grado, da quel momento in poi, di minare il suo impeccabile autocontrollo. Ne resta turbato, ma nel contempo parecchio affascinato. Odia le debolezze e studia le proprie come se fossero il suo peggior nemico, cadendo vittima di un sentimento del tutto in contrasto con la sua anima tenebrosa. Nessuno è immune all’amore, nemmeno un personaggio invincibile come Daniel.

Emma nasce nel primo volume come una ragazza spensierata, che pensa a divertirsi, che non conosce il vero sacrificio, che ha sempre condotto una vita tranquilla e serena che la tiene ancorata all’innocenza fanciullesca, all’illusione che sia lei a gestire il suo destino. Ha il potere di vedere l’amore nelle anime e odia da sempre questo sentimento in quanto, secondo una sua visione, priva le persone di qualsiasi obiettività e le rende fragili. E per punirla per la sua considerazione superficiale, l’ho investita addirittura del potere di diffondere l’amore.

  1. La loro è una storia molto dolce che cresce piano piano. Come mai hai deciso di dedicare completamente “Oscurità” alla loro conoscenza?

Sono stati i personaggi a guidarmi su questo sentiero, obbligando il lettore ad assistere alla nascita della profondità di questo sentimento, a vedere come esso si insinua in sordina nei cuori dei protagonisti, dando così anche modo di affezionarsi inconsciamente a loro fino a vivere in prima persona ogni emozione. Senza questo passaggio forse il coinvolgimento emotivo del lettore verrebbe meno nel susseguirsi delle loro vicissitudini. La sofferenza di Emma si sarebbe sentita meno. La paura di Daniel non sarebbe stata appieno percepita.

  1. Usi tanta ironia e le frecciatine che si lanciano a vicenda i due protagonisti sono davvero spassose. Ti sei ispirata a qualcuno in particolare?

No, no, non mi sono ispirato a nessuno. Mi sono solo calata nei panni di Emma la testarda, l’indomabile, dotata di una lingua tagliente e che ricorre al sarcasmo soprattutto quando si sente in difficoltà, servendosene alla stregua di un’arma di difesa.

  1. I poteri di Emma sono molto particolari. Perché hai scelto proprio la dea Venere?

La mitologia greca mi ha sempre affascinata, e in special modo lamore clandestino tra Afrodite e Ares. Si narra che tra tutti gli amanti di lei, lui sia stato il suo vero amore, la sua debolezza. E siccome ho da subito considerato tutti i miei personaggi creature speciali, era un mio dovere munirli di una veste nuova, cercando di distinguerli dai personaggi fantasy sempre presenti nelle nostre librerie. Volevo che fossero unici, che rimanessero impressi nella memoria del lettore proprio per la loro peculiarità.

  1. In “Alba” entriamo nel vivo della trilogia con un’antagonista femminile molto forte, Brianna, possessiva a livello esponenziale nei confronti di Daniel. Come mai hai deciso di crearla così crudele?

Se nel primo volume mi ero incentrata sulla nascita di un sentimento forte e puro, nel secondo volevo testare la sua solidità, metterlo alla prova e dare un assaggio al lettore del mondo oscuro creato, del vero nemico, della sua natura malvagia. Volevo infondere nel lettore la sensazione che niente e nessuno è mai veramente al sicuro. Brianna è il terrore, l’incubo peggiore, l’incarnazione del male sempre in agguato. La crudeltà è reale tanto quanto l’amore.

  1. Parliamo degli Aresiani: hai creato una vera e propria gerarchia degna dei migliori eserciti, quanto tempo ti ha portato via la sua creazione?

Ho convissuto con queste creature per quattro anni. Qual è il nemico dell’amore? L’odio? La violenza? E chi predilige questi sentimenti crudeli che infestano gli animi? Il Dio della Guerra. Da qui il nome: aresiani. Questo nuovo mondo d’immortali, per usare una frase abusata, è arrivato nella mia testa così… come un fulmine a ciel sereno. Non avevo scritto neanche una riga di questa trilogia che gli aresiani già popolavano la mia mente, poi durante la stesura sono stati loro stessi a rivelarmi le loro mille sfaccettature, la loro potenza, le loro debolezze, i loro difetti.

  1. In “Tramonto” hai dato una svolta più violenta rispetto ai suoi predecessori. Cosa ti ha spinto a voler scrivere scene così impegnative nei confronti di Emma?

Nella vita sono le difficoltà che costringono a crescere in fretta, sono le difficoltà in apparenza insormontabili che depredano gli animi di quella spensieratezza genuina, che in pochi giorni, minuti o secondi, trasformano una ragazza giocosa e solare in una giovane donna guerriera, specie quando intorno a lei all’improvviso crollano tutte le certezze, tutto il suo mondo. Emma, rispetto al primo volume, doveva crescere, plasmare la sua tempra, fortificarla, diventare una compagna all’altezza delle sue tre tutrici ancelle di Venere e assolvere responsabilmente al ruolo assegnatole dal fato. Scrivere “Tramonto” pe me è stato come un rifugio dal periodo più buio della mia vita. Durante la stesura Emma e io ci spalleggiavamo, c’incoraggiavamo a vicenda, e alla fine abbiamo attraversato l’inferno insieme. E le sarò sempre grata per esserci stata.

  1. Quale parte della trilogia ti ha creato più difficoltà?

La mia difficoltà non è legata alla fantasia, ma come descrivere una scena, o meglio, come riportarla il più fedelmente possibile dalla mia mente sulla carta. I personaggi vivono dentro di me. Sono scaldata dal loro stesso sole, sono bagnata dalla stessa pioggia che cade su di loro. Vivo le loro emozioni. Quando apro il file vengo catapultata completamente nel loro mondo. Per questo provo rabbia quando nel descrivere anche un semplice ‘tavolo’ impiego ore. Infatti non essendo madrelingua trascorro molto tempo a cercare la terminologia giusta che esprima appieno un concetto, una sensazione o una reazione. Sono molto pignola per natura. Difatti, non poche volte per scrivere una pagina impiego anche più di cinque ore.

  1. Hai deciso di scrivere uno spin off: cosa ci racconterai?

Ho deciso di scrivere uno spin-off perché sono affezionata in particolar modo ai due protagonisti. Il personaggio femminile coltiva un sogno, brama qualcosa che il destino le ha negato sin dalla nascita. Se volevo punire Emma con il sentimento che più odiava, adesso invece ho voglia di premiare quest’altro personaggio, o quantomeno esaudire il suo desiderio, e se sarà per un solo minuto o per l’eternità sarà la trama stessa a svelarlo, poiché questa storia è ancora in fase di stesura e non conosco mai in anticipo le mosse dei personaggi. “Tenebra” era già nei miei programmi ancor prima di scrivere l’ultimo volume della trilogia. L’editor era rimasto sorpreso dalla svolta in ‘Tramonto’ e aveva criticato la mia scelta, ma io volevo concedere una possibilità, immedesimarmi per una volta con la fatina dei desideri. Ma conosco anche la mia vena sadica e non è detto che tutto vada per il meglio. Per adesso brancolo nel buio, proprio come i personaggi. Spero di riprendere la stesura a giugno e salvo altri imprevisti pubblicare questo spin-off nell’autunno inoltrato, editor scrupoloso e spietato permettendo.

  1. Hai in progetto qualche altra storia?

In questo momento, pur essendo sommersa da altre problematiche, la mia attenzione è focalizzata su “Tenebra”. Tuttavia mi stuzzica l’idea di un secondo spin-off che non poche lettrici hanno chiesto su uno dei personaggi che io stessa adoro alla follia.

Grazie all’utente Michela per averci aiutato nell’intervista.

Romanticamente Fantasy

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