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Doppia Recensione: “Nobili parole, nobili abusi” di Anna Chillon

Trama

Palazzo Leicerhampton, 1801. Rimasta orfana in giovane età, Dawn prende servizio nella dimora del conte Terence Ibelin Cristopher, venendo pericolosamente a conoscenza dei suoi biechi segreti. Non appena Terence lo scopre decide di imporre alla fanciulla troppo curiosa un crudele compromesso. Dawn deve accettarlo se tiene alla sua vita, ben sapendo che in questo modo finirà tra le grinfie del Padrone, impreparata alla sua impetuosità e al suo terribile fascino. Ed è così che nasce tra i due una relazione che stravolgerà la vita di Terence, portandolo a consumare una lotta nella quale tutto sarà messo a rischio, perfino la vita stessa. Tutto, pur di possedere la sola cosa autentica che resta. Possedere lei.

Recensione

Questo libro mi fa apprezzare tantissimo il XXI secolo!!!

Dawn rimane orfana a dodici anni, poco prima di morire il padre chiede a Mr. Jenkins, suo amico e dipendente del Conte Terence, di trovare un buon posto di lavoro per la piccola, pregandolo di farla degnamente accogliere. Mr. Jenkins la conduce presso l’abitazione del Conte per chiedere alla governante di prendere la piccola a servizio, e mentre Dawn sta aspettando fuori per essere presentata, sente una conversazione un po’ particolare, fra un uomo e una donna. Quando quest’ultima se ne va, l’uomo nota la piccola e le si avvicina, in quel preciso momento arrivano la governante e Mr Jenkins, avvisando l’uomo che la piccola sarà la nuova sguattera. Così Dawn conosce in quel momento il Conte che, per prima cosa, le chiede se sappia leggere e scrivere, perché secondo lui le donne, ma soprattutto le cameriere devono essere ignoranti (…… , ….. , ….. questo è il mio pensiero censurato). Passano quattro anni e Dawn da sguattera diventa la cameriera del Conte. Lui è un personaggio molto forte, duro ma giusto (di solito), arrogante, libertino e solo. Un pomeriggio trova Dawn nel suo studio, con un libro in mano e lì scatena la sua rabbia, primo perché lei gli ha precedentemente mentito e secondo perché sapendo leggere e scrivere, è quindi al corrente delle sue missive e potrebbe tradirlo. Per punirla e per assicurarsi la sua fedeltà, le toglie l’unica cosa preziosa, quella che potrebbe garantirle di avere una vita normale, lontana dall’essere ancora al servizio di qualcuno, infine la bastona. Da quel giorno Dawn subirà un crescendo di notevoli abusi fisici e psicologici. Credetemi il Conte è sempre abbastanza detestabile, almeno fino al momento in cui, non decide di confidare alla ragazza cosa il padre gli regalò per il suo ottavo compleanno. Da questa rivelazione si può comprende che quest’uomo non poteva che essere quello che è diventato. Dawn invece è spettacolare, da quando ottiene dal Conte il permesso di parlare liberamente, non gli risparmia più nulla, sempre tenendo conto ovviamente che lui è il padrone. Leggendo pagina dopo pagina, l’idea che la donna è sempre stata considerata un oggetto, sia che provenisse da una famiglia di nobili origini, che da una povera, diventa palese, e viene perfettamente rappresentata. Il libro riesce a tenerti sulla corda, nell’attesa di sapere come si concluderà e chi dei due cederà all’altro, anche se personalmente avrei preferito un epilogo un po’ diverso… (quello effettivo non è male ma son romantica …). Complimenti alla Sig.ra Anna Chillon che ha generato un altro bel romanzo, rendendo apprezzabile uno genere storico che io generalmente non amo molto. Quindi vi lascio entrare nel 1800 con Dawn e Terence, armatevi di tranquillanti, per non uccidere subito quest’ultimo, e al prossimo libro. Buona Lettura. Dimenticavo adatto a lettrici adulte, contiene scene di sesso esplicito e un po’ di violenza.

Recensione a cura di:

Tayla

Editing a cura di:

LadyLightmoon

Recensione

In primo luogo leggendo questo libro bisogna rapportarsi alla mentalità e ai costumi dell’epoca.  Questo che andiamo a leggere non è il classico romance tutto trine e merletti. Qui di storico c’è la mentalità, la disuguaglianza tra ricchi e poveri, tra donne e uomini. Cose impensabili per noi donne del Duemila ma assolutamente normali e convenzionali nell’ Ottocento. Partiamo quindi con il piede giusto nel comprendere il rapporto che lega padrone e sguattera, nobile e povero, uomo e donna, e non fermiamoci alle prime pagine ma seguiamo tutto il percorso che compiono i due protagonisti  arrivando ad un finale non certamente classico cuori e fiori ma di sicuro importante.
Terence, il conte di Leicerhampton, è un uomo bello, ricco e rubacuori ma crudele e insensibile. Tratta le donne come oggetti sessuali, una botta e via secondo i propri gusti non preoccupandosi certamente di essere un bravo amante. Le donne sono il suo passatempo fino all’arrivo a palazzo di Dawn, orfana destinata al ruolo di sguattera. Il loro primo incontro lascia già il segno. Terence è già un uomo fatto, Dawn una ragazzina indifesa eppure già si comprende come potranno interagire, anni dopo, quando Dawn diventerà donna. Sotto quegli occhi bassi, quella finta ignoranza, quel finto timore si nasconde una mente fervida e desiderosa di sapere, una donna colta per quell’epoca in cui le donne, anche quelle nobili, erano lontane dall’istruzione, relegate al ruolo di giocattoli o soprammobili per i loro ricchi mariti. Ovvio che Terence scoperte queste virtù di Dawn non le accetti e cerchi di piegarla ai suoi voleri, non è accettabile una donna intelligente e risoluta, soprattutto se quel corpo e quella mente ti attraggono in modo irrazionale e incontrollabile. Come piegarla ai propri voleri, come ristabilire la propria superiorità di uomo? Terence lo fa nel peggiore dei modi, prendendole la sua verginità, lasciandole lividi, affermandolo insomma in modo fisico. Già fisico, perché a livello intellettuale Terence non ci riesce: è attratto da Dawn non solo sessualmente, vuole possederla intellettualmente ma è la ragazza che mentalmente si dimostra superiore, capace di influenzarlo nelle sue decisioni, capace di attrarlo e incuriosirlo. L’odio che pare inizialmente condizionare i rapporti tra i due si trasforma in qualcosa d’altro. Non aspettatevi i “ti amo” o gli occhi dolci; la passione che li lega, li rende dipendenti l’uno dall’altra, schiavi delle rispettive menti e, quando Dawn lascia il palazzo per vivere libera da quella attrazione, è Terence che perde. Dawn potrà soffrire per la mancanza di quello che è il suo amore ma Terence è distrutto, incapace, senza la presenza della ragazza, di allontanarsi da una vita che lo ha reso schiavo e impotente di fronte ad un uomo che ne sfrutta le capacità usandolo come killer. La troverà infine e lasciatemi dire che, a modo suo, il finale è romantico, che Terence è un personaggio da amare, nonostante tutto, e che è una vera soddisfazione che Dawn torni ad essere Dawn, leggendo mi capirete. Complimenti ad Anna Chillon, soprattutto per amare personaggi difficili, lontani dagli stereotipi, per curarne ed approfondirne così tanto le personalità da renderli splendidi principi, anche se dark.

Recensione a cura di:

Madau

Editing a cura di:

Elettra

Sensualità per entrambe le recensioni:

Fiamme Sensualità hot

Violenza per entrambe le recensioni:

Asce-voto-2

Veronica.Lady Shanna

Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

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