Home / Emozioni in tartan / Doppia recensione: “Fuochi d’inverno” di Johanna Lindsey

Doppia recensione: “Fuochi d’inverno” di Johanna Lindsey

Trama

Lady Breanna, un’audace e volitiva giovane celtica, viene fatta prigioniera da un gruppo di invasori vichinghi giunti dal mare.
La donna però giura che mai un barbaro sarà il suo padrone, nemmeno il bello e brutale Garrick Haardrad.
La determinazione di Brenna, tuttavia, poco potrà di fronte ai baci di Garrick e al fuoco della passione che arde e infiamma le notti nordiche…

Recensione

Prima di qualsiasi commento in positivo e in negativo, mi preme dirvi che io AMO i vichinghi, a tal punto di voler fare una petizione chiamata “Adotta anche tu un bel vichingo.”
Bene, detto questo iniziamo a parlare del libro…
Brenna e Garrick mai coppia fu meglio assortita!!! Detto questo penso di aver reso chiare le mie idee sui due protagonisti che mi hanno fatto compagnia durante la lettura.
Brenna, minuta, mora e occhi grigi come il fumo, selvaggia, orgogliosa, cresciuta come il figlio maschio che suo padre non aveva avuto e afflitta da una comune malattia chiamata PAZZIA!!! Se mai incontrassi una tipa del genere in giro per strada, sicuramente dopo dieci minuti di conversazione chiamerei il servizio di igiene mentale. Dice una cosa mentre ne sta facendo un’altra… per carità, capisco il suo disagio, capisco il suo tormento, ma tutto ha un limite. Non penso sia facile sopportare tutto quello che lei ha subito dopo essere stata rapita, ma alle volte il buon senso dovrebbe prevalere sulla stupidaggine.
Comunque, andiamo avanti, Garrick (sospiro), vichingo fino al midollo… biondo, fisico statuario e muscoli di marmo, occhi turchesi… chi non lo vorrebbe? Io di sicuro mi metto in fila, soprassedendo anche al suo carattere alquanto volubile. Sempre meglio di suo fratello, intendiamoci, ma comunque un norvegese a tutti gli effetti, freddo come il ghiaccio dei mari del nord, e accuminato come le punte rocciose dei fiordi. Scorrendo le pagine, piano piano però ti rendi conto della maschera indossata dal bel nordico e riesci ad intravedere la sua dolcezza, la tenerezza e la paura di amare dopo aver già sofferto una volta.
Il libro è piacevole, scorre bene e ti permette alle volte di sognare, ma non so se a causa della traduzione o a causa dell’editing, alle volte faresti in mille pezzi le pagine. Errori su errori, a volte lievi a volte più disastrosi che si susseguono per le 380 pagine del libro.
Detto questo, penso che se vi piace un pochino l’ambientazione storica e la cultura vichinga in generale valga la pena di leggerlo!!!

Recensione a cura di:

Samanta

Recensione

Sono sempre stata un’amante dei libri storici, soprattutto su vichinghi, scozzesi ed inglesi, quindi ho cominciato volentieri la lettura di questo primo romanzo della trilogia sulla famiglia Hardraad.
E’ anche vero che la mia visione di questi uomini è sempre stata un po’ romantica, dimenticandomi della loro rudezza e spietatezza, ma imbattermi in scene di violenza un po’ cruda mi ha riportato alla realtà.
La nostra eroina, Brenna, una lady celtica cresciuta dal padre come un maschio è una creatura testarda ed orgogliosa e questo, da un lato l’aiuterà a superare certe difficoltà, da un altro le complicherà inutilmente.
Lui, Garrick, è il classico vichingo alto e bello, ma che a differenza dei suoi “amici di giochi” e familiari non è molto propenso alle scorrerie a cui sono soliti abbandonarsi gli altri, dedicandosi principalmente al commercio. Ammette gli schiavi in casa sua, ma li tratta quasi con rispetto. Certo un rispetto vichingo, non è molto bello che durante le feste permetta ai suoi amici di brutalizzare le donne schiave come meglio credono solo perché quello che è mio è tuo’, purtroppo però non possiamo ragionare con i canoni odierni, dobbiamo farlo con i canoni di allora e quindi Garrick, tutto sommato era anche un buon padrone.
Brenna si ritrova schiava del bel biondone e qui si aprono scenari da pazzia pura, per come l’ho vista io.
Nonostante il libro abbia una bella trama e una bella storia, in alcuni punti lei avrei voluto ucciderla. Capisco il tuo carattere orgoglioso e ostinato, che non si piega a nessuno, che combatti per ciò in cui credi, capisco anche che la situazione non è delle migliori, ma datti una calmata ogni tanto sembri una sciacquetta isterica.
Quando poi finalmente comincia ad affezionarsi al suo vichingo, comincia quello che io definirei uno “sdoppiamento della personalità”, la donzella è un po’ bipolare.
Continui sbalzi d’umore e di comportamento, continue crisi di identità, un momento la pensa in un modo e, un nanosecondo dopo sta dicendo o facendo l’opposto, insomma il povero Garrick abituato al silenzio, alla sottomissione e all’obbedienza di qualsiasi ordine emetta, come d’altronde dettano i suoi canoni, si ritrova una pazza per casa con cui avere a che fare.
A discolpa della “giovine” c’è da dire che in effetti passare da una condizione di libertà e di benessere, come può essere la posizione di una figlia di lord, a quella di una schiava, soprattutto di piacere non deve essere stato facile, con il caratterino difficile che si ritrova. In ogni caso, questo dualismo di Brenna è presente fino alla fine.
Non voglio nemmeno difendere Garrick, anche lui ha il suo carattere forte, non  fosse stato così non avrebbe retto all’uragano Brenna, l’avrebbe gettata nel fiordo alla prima occasione, però è un uomo dei suoi tempi, per giunta vichingo con le sue convinzioni, credenze, usanze ed è un disilluso in amore, per colpa di una delusione cocente avuta in precedenza.
Insomma, diciamo che i due sono un cocktail esplosivo.
Questo primo libro mi è sì piaciuto, ma a volte pecca di ingenuità in alcuni punti e in esagerazione in altri, ma nel complesso è una storia molto bella.
Una cosa che ho apprezzato tanto è la descrizione dei paesaggi, l’autrice non si sofferma molto, ma quanto basta perchè i fiordi, il verde che li circonda, le aurore boreali, e anche gli ostili e freddi paesaggi imbiancati dal duro inverno norvegese diano alla storia un’ambientazione da favola.
Un’ altra pecca che ho trovato è la traduzione, a volte lascia a desiderare e l’italiano, in qualche frase non è dei migliori, a mio modesto parere.
E’ comunque un bel libro da leggere, i vichinghi sono sempre una garanzia.

Recensione a cura di:

BethQhuay

Editing per entrambe le recensioni a cura di:

Tayla

Sensualità per entrambe le recensioni:

Fiamme Sensualità hot

Doppia recensione: “Fuochi d’inverno” di Johanna Lindsey
Vota qui L\'articolo.

Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna

Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito.
Mi piace leggere e grazie a quest’amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri… e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest’ultimi come linee guida non come verità assolute…

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Unable to load the Are You a Human PlayThru™. Please contact the site owner to report the problem.

x

Check Also

Recensione: “I figli di Danu – Il Richiamo” di Melissa Pratelli (I figli di Danu #1)

  Penelope Lee Johnson e una ragazza di 16 anni che, a ...

error: Contenuti di proprietà di RFS