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Dentro il libro: ” Stelle e strisce” di Abigail Roux

 

Zane lo osservò per un lungo momento, affascinato dal suo uomo così come lo era sempre. Cosa vedeva la gente quando li guardava seduti insieme al bar? Due amici che guardavano la partita, passando un po’ di tempo insieme? Magari sedevano un po’ più vicini di quanto avrebbero fatto altri, o forse le loro spalle si toccavano più spesso di quanto dovrebbero farlo quelle di due amici. Chissà se la gente vedeva due uomini innamorati. Zane odiava vivere nella paura di quello che gli altri avrebbero potuto vedere, ma finché lui o Ty non si fossero ritirati dal lavoro, quella sarebbe stata la loro vita.

***

«Di che stai parlando, papà?» gli chiese Earl con una risata. «Dico soltanto che l’amore è una benedizione, non importa come sia.» Ty sollevò la testa di scatto e fissò suo nonno per un momento prima di guardare suo fratello da sopra la spalla. Deuce scosse il capo e gli disse qualcosa muovendo le labbra ma senza parlare, comunicandogli di non aver detto niente a nessuno. Zane si costrinse a restare immobile, senza neppure sbattere gli occhi. Era un sottinteso a cui il vecchio non poteva alludere sul serio. Il nervosismo cominciò a stringergli lo stomaco. Earl e Mara fissavano entrambi Chester con espressione confusa. Ma, a un certo punto, Chester dovette cogliere la loro espressione. Dondolò perqualche altro istante prima di guardarsi intorno con aria sorpresa. «Cosa?» chiese. «Non lo sapevate che sono due piccioncini?» Zane era talmente scioccato che era certo trasparisse dal modo in cui fissava il sorriso sul volto grinzoso di Chester. Distrattamente, pensò che dovesse prepararsi qualcosa da dire, ma aveva il cervello in blackout. Con gli occhi cercò quelli di Ty. Ty aveva più o meno la sua stessa espressione mentre continuava a fissare suo nonno. Aprì la bocca come per parlare e spostò lo sguardo sul divanetto a due posti, da cui Earl stava ancora fissando Chester.

***

Per un breve momento, Zane si sentì quasi male per il bisogno di stringere Ty tra le braccia. «Stai davvero bene, Zane?» «Per adesso,» rispose lui con voce roca. Si spostò per guardare dalla finestra. Non c’erano luci artificiali. Nulla all’orizzonte eccetto l’occasionale collinetta o gruppetto di bassi alberi. E stelle a perdita d’occhio che illuminavano la notte. «Vorrei che tu potessi vedere questo posto, Ty.»Ty rimase in silenzio. Zane conosceva bene quel silenzio; lo sentiva quasi ogni volta in cui diceva qualcosa di sincero al suo amante e Ty cercava di decidere se dovesse rispondere con una battuta o con qualcosa di ancora più sincero. Zane non sapeva mai che tipo di risposta avrebbe ricevuto e quello era parte del divertimento. «Sono certo che un giorno lo vedrò,» disse piano Ty.

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Zane annuì e tornò dentro. Il campanello suonò di nuovo mentre correva giù per le scale. Quella casa gli riportava alla mente ogni genere di ricordi, alcuni buoni e altri no. Alcune sue stanze erano state confortevoli e familiari, principalmente quelle frequentate da suo padre o da Zane e gli altri ragazzi, mentre altre erano sempre state piene di pezzi da museo, come se fossero state allestite per un servizio fotografico o per un ricevimento dell’alta società. Arrivò alla porta e scansò il cane per poterla aprire. Quello che vide lo lasciò senza parole.Ty sorrise. «Che c’è, il maggiordomo è in ferie?» Zane lo fissò, scrutando il viso che aveva riempito i suoi sogni nell’ultima settimana. «Come sei arrivato qui?» Il sorriso di Ty si ammorbidì in qualcosa di più intimo e poi l’uomo scosse le spalle. «Sembravi aver bisogno di me.»Gli occorse un altro momento per assimilare la cosa, poi Zane fece un passo avanti e lo prese tra le braccia, stringendolo forte. «Sì,» sussurrò. «Sì.» Chiuse gli occhi, incredulo. Ty era lì. In Texas.

***

L’uomo fece un respiro per darsi una calmata, baciando di nuovo Zane mentre lui finalmente si raddrizzava e lo lasciava andare. Sapevano entrambi che trenta minuti non sarebbero bastati.«Zane?» disse Ty, la voce più seria. «Cosa pensi di dire alla tua famiglia su di noi?» Zane fissò il panorama fuori dalla finestra per alcuni momenti prima di guardarlo nuovamente. «Mi piacerebbe dire la verità. Dici che posso prendere in prestito Chester?» Ty rise e gli passò le dita tra i capelli, lottando contro il nervosismo che lo invadeva. «Di sicuro mi piacerebbe dirlo ad Annie. Sa già di me; si tratterebbe soltanto di dirle di te. Credo… spero che papà la prenda bene. È piuttosto alla mano.» Zane strofinò la guancia contro la spalla di Ty, come se potesse nascondersi dentro di lui. «Se posso scegliere, vorrei evitare di dirlo a mia madre.» «Ti seguirò a ruota. Non mi secca dirgli che siamo solo partner, se la cosa ti rende più facile la vita.» «Lo so,» sussurrò Zane. «Ma sono stufo delle cose facili. Come hai detto tu, meritiamo di meglio.» Ty gli baciò l’angolo della bocca, poi inclinò la testa per avere di più. La presa di Zane sui fianchi di Ty si fece più forte fino a diventare quasi dolorosa. «Ti amo, Ty. Più di ogni altra cosa.» Prese un respiro profondo, come a darsi forza. «Ma sarebbe meglio aspettare fino a quando le cose non saranno andate a posto.

 

Cut & Run series Ty e Zane 5

***

«A proposito di menzogne,» disse Harrison, posando entrambi i gomiti sul tavolo. «Vi dispiace sputare il rospo, intanto che tua madre è fuori dai piedi?» «Cosa?» chiese Zane, il panico che gli stringeva lo stomaco. «Non so cosa stiate nascondendo voi due, ma ne sento la puzza.» Zane deglutì e guardò Ty, che sollevò un sopracciglio, annuendo. Sembrava calmo, ma non c’era modo di sapere cosa ci fosse sotto la superficie. Zane si leccò le labbra e si stupì di trovarsi con la bocca asciutta. «Ty e io…» Guardò suo padre, la paura e l’incertezza che lo tormentavano. «Noi…»  Con la coda dell’occhio vide il ciondolo a forma di bussola al collo di Ty. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per Zane e meritava altrettanto. Ty si morse il labbro e abbassò lo sguardo sul tavolo quando lui esitò e, anche se la vide solo per un secondo, Zane riconobbe l’espressione di delusione che passò sul viso del suo compagno. Si fece strada anche in lui, bruciante, attraversò tutto il corpo e si mise comoda nello stomaco, spingendolo a parlare. «Ty e io… stiamo insieme da quasi un anno, ormai.»

***

Annie sorrise mentre la fila si muoveva e faceva qualche passo avanti. «Sembra che non dovrai più cantare per avere quel passaggio.» Ty imprecò a mezza voce, arrossendo persino sotto le luci al neon. Zane ridacchiò. «Ha ragione. Direi che hai già pagato per quel passaggio, bambola.» «Lo sai, probabilmente scoperesti più spesso se smettessi di darmi della prostituta.» «Smettila di lamentarti.» Zane fece un cenno verso la fine del corridoio. «Ti compro una birra fresca.» Ty borbottò e si diresse verso la sala affollata. Zane si voltò per seguirlo. Annie lo richiamò. «L’hai fatto capire, lo sai? Se ne sono accorti tutti nel bar.» Zane si bloccò e si voltò per guardarla. «Cosa? Come?» Sua sorella sorrise e fece un cenno verso Ty. «Gli hai dato il tuo Stetson.»

 

***

«Cosa credi che faranno con le tigri?» «Non gli faranno male, non di proposito,» lo rassicurò Annie. «O le vogliono per la riproduzione o per venderle come animali di lusso. Una tigre viva e in salute vale molto di più di una morta o ferita.» Ty emise un sospiro di sollievo. Si era affezionato a Barnum. C’era qualcosa nel modo in cui l’animale lo guardava con quegli occhi gialli, un orecchio afflosciato di lato. Aveva sentito una connessione istantanea con lui. Quando era tornato a fargli visita aveva visto molti aspetti del suo carattere e ne era rimasto conquistato. Adesso che Barnum poteva essere in pericolo, era diventato un problema personale. «Ti sei innamorato di quella tigre,» lo prese in giro Zane. «Chiudi il becco, Zane.» «Oh, andiamo, ammettilo. Sei un omone grande e duro che si è innamorato di un gattino piccolino e pelosino.» Ty scoppiò a ridere, poi cercò di lanciargli un’occhiataccia, ma non ci riuscì. «Hai finito?» «Nemmeno per idea,» rispose Zane, praticamente ridendo. «È solo che ti piacciono troppo le cose che ti possono malmenare e mutilare.» «Spiegherebbe la mia attrazione per te, Cowboy.» «Whiskas.» Ty alzò gli occhi al cielo. «Perché lo chiami in quel modo?» chiese Harrison.«Quando lo scorso ottobre siamo andati a fare un’escursione, è stato attaccato da un leone di montagna.»

 

***

«Madre.» «Se scegli lui, redigerò una dichiarazione di disconoscimento, Zane.» Le tremava la voce, ma era chiaro quanto fosse seria. «Sarai escluso dai beni della famiglia per proteggerla.» Zane pensò di essere sul punto di vomitare sul tappeto. Credeva davvero di metterlo al suo posto con quelle minacce? «È davvero molto semplice,» continuò Beverly. Fece un passo verso di lui e gli mise le mani sulle braccia. «Non devi neppure tornare a Baltimora. Tutto quello che devi fare è chiamare e chiedere i documenti per dare le dimissioni. Noi ti amiamo, Zane. Devi tornare a casa.» La bile che gli risaliva la gola gli impediva di rispondere. Sentiva un ruggito nelle orecchie e voleva ruggire a sua volta contro di lei, ma non riusciva a trovare le parole. Lei non aveva mai avuto alcuna possibilità, nonostante quello che pensava. «Stai parlando del mio partner. Dell’uomo che amo.» «Zane. Il sangue non è acqua.»Zane si sentì gelare. «Madre, lui ha versato più sangue per me di quanto tu saresti mai disposta a fare.»

***

Il sorriso di Zane si fece più ampio. Prima di lasciare il Texas, Tish l’aveva mandata alla casa come ringraziamento e Harrison gliel’aveva portata insieme ai fogli legali. Era una foto scattata da uno degli stagisti della riserva quando Ty era tornato la seconda volta. Nell’immagine, era in piedi dentro il recinto di Barnum e Bailey e tutto quello che si vedeva di lui era il lato del viso e le grandi spalle, i piedi tenuti larghi per sopportare il peso della tigre. Anche Barnum era in piedi e lo stava abbracciando. Le grandi zampe della tigre gli circondavano la schiena, mentre il muso era poggiato su una spalla. L’orecchio floscio schiacciato contro i capelli di Ty. Zane aveva riso un sacco quando l’aveva vista e non era riuscito a non fare una telefonata al rifugio. Ty guardò a lungo la foto con un sorriso malinconico sul viso, poi sollevò gli altri fogli. Corrugò la fronte e poi guardò di nuovo Zane a bocca aperta. «Hai adottato Barnum?» «E Bailey.» «Zane!» Ty gli si lanciò addosso con un feroce abbraccio, costringendolo ad arretrare. «Grazie,» gli sussurrò contro l’orecchio. «Qualsiasi cosa che ami così tanto… vale il suo prezzo.» Ty fece un passo indietro, gli occhi umidi. «Ti amo.»

 

Cut & Run series Ty e Zane 4

Una serie bellissima, amata da tutte, qui la recensione.

Dentro il libro: ” Stelle e strisce” di Abigail Roux
5 su 2 voti

Mistress Wellina

Mistress Wellina

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