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Blog Tour: “Una pesca miracolosa” di Kate Canterbary (serie Talbott’s Cove #1)

Buongiorno Fenici, con la recensione di Kiki partecipiamo al blog tour di “Una pesca miracolosa” di Kate Canterbary (serie Talbott’s Cove #1)

“Concediti una vacanza”, mi avevano detto. “Allontanati dalla Silicon Valley, assetata di potere e che ti pugnala alle spalle. Ricarica le batterie. Rilassati e, poi, torna più forte di prima”.
Invece, mi sono perso in mare e mi sono innamorato di un pescatore di aragoste asociale.
C’è soltanto un piccolo problema: Owen Bartlett non sa chi sono davvero.

Non mi piacciono le persone.
Evito le conversazioni, cerco di non socializzare e caccio i miei partner dal letto prima che sorga il sole. Niente legami, niente promesse, niente problemi.
Almeno fino a quando la barca di Cole McClish non va alla deriva a Talbott’s Cove e io infrango tutte le mie regole per quel sexy marinaio.
Non conosco la storia di Cole né da che cosa stia fuggendo, ma una cosa è certa: non gli permetterò di fuggire da me.

Il libro di cui vi parlo oggi è Una pesca miracolosa di Kate Canterbary, primo volume della serie Talbott’s Cove, pubblicato da Hope Edizioni.

Care Fenici, Hope Edizioni entra nel panorama male to male con un libro bellissimo che posso definire tranquillamente come uno di quei confort book da leggere in una fredda sera d’inverno, un racconto che può anche avvicinare a questo genere di lettura chi non ha mai acquistato un gay romance.

Non c’è ansia o dolore nella storia dei due protagonisti, Cole McClish e Owen Bartlett. Caratterizzati così bene da apparire reali, mi hanno stupita per la loro verosimiglianza e per il percorso lineare che segue la loro relazione.

Due uomini che più diversi non potrebbero essere. Owen Bartlett vive da 15 anni a Talbott’s Cove, a fargli compagnia solo il mare. È un pescatore di aragoste, uno di quegli uomini duri forgiati dalle intemperie del Maine e da un lavoro che spezza le reni anche ai più forti. Taciturno e con un carattere al limite dell’asociale, vive del poco che lo rende felice: le onde del mare e un buon libro da leggere, e soddisfa i suoi bisogni con qualche sporadica visita nei bar gay delle città vicine.

Cole McClish invece è un figlio della Silicon Valley: genio dell’informatica, ha fondato da ragazzo una società che ora lo ha portato al vertice del settore. Dire che è famoso è poco: conquista le copertine dei giornali, il mondo parla di questo ex enfant prodige la cui azienda produce software usati da tutta la popolazione dotata di un personal computer o di uno smartphone. Il lettore deve immaginarselo come un incrocio tra Mark Zuckerberg, Bill Gates e Steve Jobs, ovviamente trentenne e decisamente in forma. Ma qualcosa non va: gli ultimi progetti non hanno ricevuto il consenso della critica, e il consiglio di amministrazione, forte del suo carattere difficile, lo sfiducia. Viene degradato, quindi, dal ruolo di amministratore delegato a quello di capo progetto. La sua creatura non è più sua. E lui ne è direttamente responsabile. Decide allora di sparire per un po’, alla ricerca di una vacanza che possa ricaricare non tanto il corpo, ma lo spirito. Parte quindi con la sua barca per una regata in solitaria verso le coste del Maine.

Al largo del costa di Talbott’s Cove l’elettronica abbandona la barca di Cole, simbolo evidente della necessità di tornare a una vita delle origini, dove ci si affida all’istinto e non alla tecnologia. Sarà Owen a ripescarlo letteralmente, portando a casa un uomo ferito nello spirito e nel corpo e offrendogli vitto, alloggio e un lavoro con lui sulla barca. La loro storia inizia con un salvataggio, ma davvero Owen riuscirà a salvare Cole? O piuttosto, il frutto di questa pesca miracolosa cambierà la vita al pescatore di aragoste?

La forza di questo libro sono i personaggi, che la Canterbury è bravissima a descrivere e a rendere vivi agli occhi del lettore.

Owen è uno di quei protagonisti che è difficilissimo dimenticare. Imponente fisicamente e a prima vista burbero e scontroso, nasconde invece un incredibile animo romantico. È un uomo che vuole disperatamente innamorarsi, perché sa che solo all’interno di una relazione stabile troverà la felicità che cerca. Ma il lavoro che fa e il posto in cui vive non lo hanno mai aiutato: le relazioni durano il tempo di un’estate di vacanza sulle coste del Maine, e i suoi amanti a fine estate tornano sempre alle loro vite lasciandolo con il cuore spezzato. Vuole tanto che quella con Cole non sia una relazione del genere, ma è difficile sperarlo, figuriamoci dirlo.

Cole, invece, è un uomo in crisi profonda, che trova nel duro lavoro sulla barca di aragoste la via per la redenzione. Allontanarsi dal mondo in cui vive da tanti anni gli schiarisce la mente, aiutandolo a ritrovare il talento che aveva tanti anni prima, facendogli tornare la voglia di progettare. Ma come sarebbe la sua vita se tornasse in California senza Owen?

Bellissima l’ambientazione sulle coste di un Maine che accoglie il “naufrago” tra le sue braccia, in un paese che ricorda tantissimo la Cabot Cove di Jessica Fletcher, dove tutti sanno vita, morte e miracoli di ogni abitante che passa per le sue strade.

Consiglio questo libro proprio a tutti, perché la storia di Owen e Cole, senza strappi o dolore, lascia il lettore con un senso di felicità che serve sempre. L’editore ci comunica che la serie è composta da libri tutti autoconclusivi, motivo in più per darle una possibilità.

 

 

 

Romanticamente Fantasy

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