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Autrici a confronto: Antonia Iolanda Cudil e Susan Moretto

Bentornati alla nostra intervista a confronto. Oggi ospitiamo sul nostro sito Antonia Iolanda Cudil, ed Susan Moretto, che rigraziamo per aver accetato di partecipare.

Biografia:

Antonia Iolanda Cudil

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A.I. Cudil è stata una bambina curiosa sempre pronta a fare domande, per fortuna i suoi genitori erano pazienti e le davano sempre risposte fantasiose. Da grande continua a fare domande e cerca da sola le risposte. Dopo anni passati a chiedersi se ne era veramente capace nel 2011 accetta la sfida lanciata da un amico e scrive il suo primo romanzo erotico: “La sindrome di Rubens”, pubblicato nel gennaio 2012. L’esperimento riesce così scrive “Rouge Club”, un erotico dalle tinte noir. Nel novembre 2012 pubblica“Imperfetta”. Nell’arco del 2013 pubblica il romanzo a puntate Tattoo and Spirit composto da “Viso d’angelo”, “Acque scure”, “Lenar”, “Il guerriero del sole” e “Rivelatrice di Spiriti”, poi uscito a Natale in volume unico. Rue de Castiglione è il romanzo che narra le vicende del Six Senses Spa ed era stato messo on line nel settembre 2013. I suoi diritti sono stati acquisisti da Giunti Editore che lo pubblicherà in autunno completamente rivisto e con un nuovo titolo.

Susan Moretto

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Susan Moretto, classe 1987, è nata e cresciuta in Friuli, terra di confine e di etnie diverse che si mescolano, dove vive assieme al compagno e al figlio. Dopo aver studiato al liceo linguistico è entrata a far parte delle schiere di giovani italiani in cerca d’occupazione. Divide il suo tempo fra la passione per la lettura, poi evoluta in scrittura, e l’essere mamma. Nel 2013 ha pubblicato Betty’s Place, edito da Alcheringa Edizioni, mentre nel 2014 è uscito Sopravvissuti, Edizioni Diversa Sintonia.

 

 

Targhetta-Intervista

 

1- Quando ti è nata la passione di scrivere romanzi?

Iolanda – Ciao a tutti! Grazie a Romanticamente Fantasy Sito per avermi dato la possibilità di fare questa bella intervista! Fin da piccolina scrivevo storie ma al romanzo vero e proprio sono arrivata tardi, solo cinque anni fa.

Susan – La verità? Non ho mai avuto neppure l’idea di cimentarmi con la scrittura. Avete presente quelle bambine che fin dalla più tenera età sfornano raccontini? Ecco, io alle elementari a malapena sopportavo di scrivere i temi! Letture per l’estate? Ma per favore! Crescendo è nato l’amore per la lettura, e quasi per caso ho pensato di produrre io stessa qualcosa. La mia migliore amica mi ha chiesto: «Perché non scrivi tu qualcosa?», e io: «Perché no?». Un semplice tentativo è diventato una passione.

2- Sei già stata rifiutata da una CE? Cosa hai provato la prima volta che hai ricevuto un no?

Iolanda – Non è bello ricevere un rifiuto, ma la prima volta che ho ricevuto una lettera da un editore ero comunque felice di avere una sua risposta. Di solito vieni ignorata, molte case editrici lo dicono chiaramente, non rispondono a chi non è di loro interesse. Le mie due lettere di rifiuto sono gelosamente custodite come delle reliquie, perché non sono banali comunicazioni standard, ma denotano che il romanzo era stato letto e in una delle due mi hanno dato addirittura dei suggerimenti per migliorare la storia.

Susan – Oh sì! Quando si sceglie l’ardua strada delle CE i rifiuti sono all’ordine del giorno. Solitamente cerco di farne tesoro per migliorarmi, ma capitano anche i casi limite: una editor di una piccola CE, dopo aver letto il mio romanzo (e senza mandarmi un rifiuto), ha pensato bene di insultare pubblicamente su Facebook ogni singolo aspetto del romanzo, citando nomi e trama (per altro con errori talmente evidenti da farmi sembrare cerebrolesa). Io l’ho scoperto solo per caso, e quando ho chiesto lumi alla CE mi è stato risposto che “la editor fa spesso di queste scenate, ma è talmente brava che la lasciamo fare a modo suo”. Questi sono i NO che ti tagliano le gambe, tutti gli altri aiutano a crescere.

3- preferisci E-book o cartaceo? Perché?

Iolanda – Non ho ancora deciso. Come lettrice leggo e compro entrambi. Trovo che l’ebook abbia molti vantaggi di ordine pratico, ma i libri che mi sono davvero piaciuti li prendo anche in cartaceo, per sfogliarli quando mi torna in mente qualche passaggio particolare.

Susan – Come lettrice qualsiasi cosa, anche la pergamena! Come autrice certamente l’emozione di vedere il proprio romanzo in libreria è forte, ma d’altro canto il mercato digitale ora è in espansione e, per quanto possa sembrare materiale, un autore è comunque un imprenditore, nel suo piccolo.

4- Hai mai pensato di desistere?

Iolanda – No, non penso di poter più smettere di scrivere. Delusioni ce ne sono state, ma nel complesso sono stata fortunata. Ho pochi ma fedelissimi lettori che mi danno una carica incredibile, spronandomi a proseguire anche quando le cose non vanno proprio bene. Ora poi sono entrata a far parte di un’associazione di scrittrici, l’EWWA (European Writing Women Association), ed è davvero utilissima per chi vuole affrontare questa professione con serietà. Parlare con altre scrittrici, condividendo gioie e sofferenze, mi ha aiutata molto.

Susan – Certo. Anche troppe volte, ma alla fine la forza di volontà vince.

5- Autopubblicazione o CE?

Iolanda – Sono due modalità molto interessanti. Se la casa editrice è seria e fa editing, promuove e pubblicizza l’autore e lo paga (non sottovalutate questo aspetto perché purtroppo troppi editori, anche di un certo nome, stentano a pagare i diritti dovuti ai propri autori) allora direi CE. L’autopubblicazione, se intesa come indie, dà molta libertà e permette a uno scrittore di sperimentare nuovi generi e nuovi stili. Consente di scegliere tutto, dalla copertina al titolo, particolari che, non sempre, è possibile decidere se sotto contratto con una casa editrice. Il contro è l’enorme impegno che lo scrittore deve mettere, deve cercarsi un editor, trovare qualcuno che realizzi la copertina e promuovere costantemente il proprio lavoro.Se fatta con serietà, l’autopubblicazione è molto simile a un’attività in proprio a tutti gli effetti. Io sono un’autrice ibrida, pubblico con una casa editrice ma anche da sola e per il momento mi trovo benissimo così.

Susan – Come autrice sempre e solo CE, almeno per adesso. Quello che io cerco nell’editoria tradizionale è la consapevolezza che valga la pena investire tempo e denaro sulla mia opera. Non ho ancora la sicurezza (o l’arroganza?) di essere una scrittrice.

6- Cosa consigli alle nuove scrittrici?

Iolanda – Tanta pazienza e tante letture.

Susan – Perseverare. Fino alla morte: mai mollare!

7- Il personaggio di un tuo libro a cui sei più legata e perché?

Iolanda – Sarà che ho appena ultimato l’editing della storia di Matteo Fontana, che uscirà per Giunti a settembre, ma è proprio nel cuoco gigolò del Six Senses che mi riconosco di più. Il perchè? Il suo essere sufficientemente pazzo da fare delle follie per realizzare i propri sogni.

Susan – Tutti! Ogni volta che penso a un personaggio preferito ne tiro fuori almeno una decina che adoro, come una mamma che non sa scegliere fra i suoi figli. Ma se dovessi proprio rispondere, forse (e dico forse) sarebbe Kitty, la gatta di Betty’s Place. Mi piace non solo come personaggio, ma come io sia riuscita a renderne la personalità attraverso i capitoli dedicati a lei. Il mondo visto attraverso gli occhi di quella palla di pelo rompiscatole, è un mondo parecchio particolare!

8- A quale libro sei più affezionata? (non tuo)

Iolanda – Tanti in realtà. Il signore degli anelli, Il grande Gasby, Il cavaliere inesistente, Suite francese, Il dardo e la rosa, Il ragno, La Confratenita del pugnale nero (tutti!) e moltissimi altri ancora.

Susan – Ce ne sono moltissimi. Non riesco a sceglierne uno solo, ma fra quelli che amo di più ce ne sono molti di Stephen King. Pescatene uno a caso e sicuramente ci sono affezionata, e probabilmente lo conosco anche a memoria.

9- Se fossi un cibo cosa saresti?

Iolanda – Un uovo perché è duttile e si adatta a tante situazioni diverse, dall’omelette al tiramisù. Ma è anche un alimento fortemente allergenico e non piace a tutti.

Susan – Un bel piatto di pasta alla carbonara! Anzi no, un tiramisù! Una pizza alla diavola! Un piatto di frico! Una crepes alla nutella! E in porzioni doppie, grazie!

10- Chi ti ha incoraggiato di più?

Iolanda – La mia famiglia e i miei più cari amici. Ultimamente anche alcune lettrici con le loro email e i loro messaggi.

Susan – La mia migliore amica, Luana. Lei conosce la giusta dose di complimenti e calci nel sedere che mi sprona a proseguire.

11- Qual è il tuo autore preferito?

Iolanda – Da Calvino a Irène Némirovsky passando per Oscar Wilde, Bronte e Austen senza dimenticare Palahniuk, Murakami, fino ad arrivare alla Rowling, alla Collins e alla Lowry…

No, sono davvero troppi, non so decidermi, mi spiace, ma questa domanda è troppo difficile. Non so rispondere, non ce n’è solo uno, sono molti e la lista sarebbe lunghissima.

Susan – King. Sicuramente. Ci sono tantissimi autori che amo alla follia, ma Stephen King mi cattura con le sue storie e soprattutto con il suo stile.

12- Come nascono i tuoi personaggi? Che cosa fa scattare l’idea della storia o della sua ambientazione?

Iolanda – Tutto parte dalle persone, da uno sguardo, da un atteggiamento. Fin da ragazzina mi facevo dei veri e propri film sulla vita delle persone che incrociavo. Ora scrivo libri.

Susan – Trovo l’ispirazione in qualsiasi cosa: una canzone, un servizio giornalistico, qualcosa che mi succede mentre faccio la spesa… Detta così sembro un pochino matta…

13- Come affronti le critiche negative?

Iolanda – Dipende dal modo in cui sono dette. Evito sempre di rispondere a recensioni negative o a critiche. Prima controllo se hanno un fondamento costruttivo. Poi ci rimugino sopra per giorni e, se sono davvero molto cattive, vado a rileggermi quelle positive, che ho conservato per i momenti di sconforto.

Susan – Naturalmente una parte di me ci rimane male, ma cerco di usarle per migliorarmi, sempre se sono critiche costruttive. Quando ho davanti commenti maligni da terza elementare cerco una pala e un terreno per seppellire il cadavere.

14- Che rapporto hai con la grammatica italiana? un’alleata o una compagna sconosciuta ?

Iolanda – Una grandissima alleata! È così bello trovare delle risposte quando si hanno dei dubbi. Magari tutte le incertezze della vita si potessero dissipare aprendo il mio libro di grammatica!

Susan – La grammatica si deve sapere. Punto. Non si può ignorarla o “piegarla alla propria volontà”.

15- Sei sempre soddisfatta del tuo lavoro? Rimani mai con il dubbio che forse sarebbe stato meglio cambiare qualcosa?

Iolanda – A distanza di tempo nessuno dei miei lavori mi soddisfa mai.

Se mi rileggo dopo anni trovo sempre qualcosa da cambiare, da migliorare. In genere condivido l’opinione di chi dice che l’ultimo lavoro è sempre il migliore. Ci sono delle volte, però, che mi stupisco di me stessa e mi chiedo: davvero questo l’ho scritto io? Wow!

Per Rouge Club sono rimasta per due giorni nel dubbio se scrivere proprio quel finale. Una volta presa la decisione però è rimasta quella, nonostante molteplici riletture, cambierei molto di quel libro (ad agosto sono già due anni che è on line) ma il finale no, è perfetto nonostante le critiche e i malumori che ha suscitato.

Susan – Cambierei tutto! E lo faccio, finché il manoscritto non mi viene letteralmente strappato di mano per la pubblicazione. A volte cerco di apportare modifiche anche dopo, facendo impazzire gli editor.

16- Dove nasce il libro? prima nella tua testa o direttamente nero su bianco?

Iolanda – Nella mia testa e ci resta molto a lungo prima di essere messo nero su bianco. Magari in corso di stesura qualcosa cambia, ma prima devo avere tutto ben chiaro in mente.

Susan – Nella mia testa, come un film mentale. Il 90% del romanzo nasce così, mentre il restante 10% devo faticare per tirarlo fuori dalla mia mente.

17- Mare o montagna?

Iolanda – Mare!

Susan – Mare. O piscina.

18- Descrivi il tuo uomo ideale.

Iolanda – Non ho un uomo ideale. Di certo deve essere intelligente e divertente, con lui non mi devo annoiare. Poi il fatto che alle parole “uomo ideale” subito mi appaia nella mente il viso di David Gandy è solo un caso.

Susan – Uhm… Una volta avrei risposto: il tipico svedese, alto, biondo e con gli occhi chiari, con un fisico da nuotatore. Poi mi sono resa conto che era discriminatorio e ho aperto i miei orizzonti!

19- Due pregi e due difetti ?

Iolanda – Ottimista e sincera sono i pregi mentre lunatica e sincera sono i difetti

Susan –Testarda. Rompiscatole. Clinicamente pazza. Sincera. Ora decidete voi quali sono pregi e quali difetti.

20- Promuovi te stessa in due righe

Iolanda – Leggete le mie storie perché sono leggere e piacevoli, anche quando non finiscono bene. Sono molto scorrevoli e potrete passare delle ore divertenti sia sotto il sole, sia quando piove.

Susan – Oh, come posso condensare tutto il mio essere meraviglioso in due sole righe? Tranquille, scherzavo! Non posso rispondere a questa domanda rimanendo seria, perché “chi si loda s’imbroda”. Posso solo chiedervi di concedermi una chance: provate uno dei miei racconti per lo Scrigno, o magari un mio romanzo, lasciate che siano loro a parlare per me.

FrancineSenna

 

 

 

 

 

Autrici a confronto: Antonia Iolanda Cudil e Susan Moretto
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baby.ladykira

Oltre ad essere l' Admin founder del Sito di Romanticamente Fantasy, sono una libraia ed adoro tutti i libri in genere, dai cartacei ai digitali. Oltre alla passione dei libri, sono una telefilm e film dipendente ^_^

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