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Alle sorgenti del fantastico:GUIDA GALATTICA PER GLI AUTOSTOPPISTI – CICLO COMPLETO Douglas Adams

 

 

 

 

 

alle sorgenti del fantastico 1

«Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell’estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c’è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c’è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un’ottima invenzione»

 

Così inizia uno dei romanzi più belli, divertenti e filosofici al contempo, che io abbia mai avuto la fortuna di leggere.

Il ciclo si compone di cinque romanzi, definiti dall’autore“trilogia in cinque parti”, :

 

  • Guida galattica per gli autostoppisti
  • Ristorante al termine dell’universo
  • La vita, l’Universo e tutto quanto
  • Addio, e grazie per tutto il pesce
  • Praticamente innocuo

 

Scritti tra il 1979 ed il 1992, nascono come trasposizione delle sceneggiature di un serial radiofonico della BBC, ma come Adams stesso ci spiega nell’introduzione, che consiglio caldamente di leggere, non necessariamente ne seguono la trama e hanno uno sviluppo tutto loro.

 

Sostanzialmente si tratta del resoconto delle (dis)avventure del terrestre Arthur Dent e dell’amico Ford Prefect, alieno nativo di Betelgeuse, che, in seguito alla distruzione della Terra, attuata dai Vogon allo scopo di lasciare spazio ad una gigantesca circonvallazione spaziale, si ritrovano a viaggiare per la galassia come autostoppisti, seguendo le indicazioni della Guida Galattica per gli Autostoppisti

 

<<… probabilmente il libro più notevole che fosse mai stato stampato dalla grande casa editrice dell’Orsa Minore, della quale pure nessun terrestre aveva mai sentito parlare.

Ma non è soltanto un libro notevolissimo, è anche un libro di enorme successo, più popolare di Costruitevi la seconda casa in Cielo, più venduto di Altre 53 cose da fare a Gravità Zero, e più controverso della trilogia filosofico–sensazionale di Oolon Colluphid, Anche Dio può sbagliare, Altri grossi sbagli di Dio e Ma questo Dio, insomma, chi è? .

In molte delle civiltà meno formaliste dell’Orlo Esterno Est della Galassia, la Guida Galattica per gli Autostoppisti ha già soppiantato la grande Enciclopedia Galattica, diventando la depositaria di tutto il sapere e di tutta la scienza, perché, nonostante presenti molte lacune e contenga molte notizie spurie, o se non altro alquanto imprecise, ha due importanti vantaggi rispetto alla più vecchia e più accademica Enciclopedia .

Uno, costa un po’ meno; due, ha stampate in copertina, a grandi caratteri che ispirano fiducia, le parole NON FATEVI PRENDERE DAL

PANICO . >>

 

Ma la galassia che Douglas Adams descrive, non è quella logica e scientifica cui le opere classiche di fantascienza ci hanno abituato, bensì un guazzabuglio di pianeti e civiltà strampalate, illogiche e demenziali, eppure così ben rappresentative delle varie sfaccettature della società umana, che a volte ci si dimentica di star leggendo un romanzo di fantascienza.

Infatti, non a caso quest’opera viene spesso considerata la più rappresentativa di quella che viene definita “fantascienza umoristica”, ovvero, quel filone della fantascienza cui appartengono le storie che rivisitano, in chiave umoristica, ironica o parodica, gli stereotipi fantascientifici, spesso usandoli anche per fare satira di costume e politica.

 

E capita così, che i protagonisti si ritrovano a viaggiare a bordo di navi, che viaggiano a “Propulsione di Improbabilità Infinita” o a “Propulsione Bistromatica”

 

<< La bistromatica, in fondo, non è che un metodo nuovo e rivoluzionario per comprendere il comportamento dei numeri. Così come Einstein notò che il tempo non era un assoluto ma dipendeva dal moto dell’osservatore nello spazio, e che lo spazio non era un assoluto ma dipendeva dal moto dell’osservatore nel tempo, altri hanno notato che i numeri non sono un assoluto, ma dipendono dal moto dell’osservatore nei ristoranti…. fu soltanto con l’avvento dei calcolatori tascabili che si scoprì la sorprendente verità. Cioè che i numeri scritti sui conti dei ristoranti entro l’area occupata dai ristoranti stessi non seguono le stesse leggi matematiche dei numeri scritti su qualsiasi altro pezzo di carta di qualsiasi altro luogo dell’Universo…>>

 

e finiscono per visitare i luoghi più strampalati e improbabili, come Magrathea, il pianeta leggendario dei Costruttori di Pianeti, dove incontrano il progettista della Terra e scoprono che essa era in realtà un grosso computer organico; o Millyways, il Ristorante al Termine Dell’Universo, dove durante la cena si può assistere alla fine dell’universo

 

<< Il Ristorante al Termine dell’Universo rappresenta una delle speculazioni più azzardate di tutta la casistica degli esercizi ristorativi.

È stato costruito sui resti di… o meglio, a quest’ora sarà stato costruito ormai… oppure… forse… e in effetti lo è stato…

Tra i maggiori problemi che si incontrano durante i viaggi nel tempo non c’è quello di potere diventare padri o madri di se stessi.

Infatti diventare padri o madri di se stessi è un inconveniente al quale una famiglia di idee larghe e ben adattata alla società è perfettamente in grado di far fronte. Nemmeno cambiare il corso della storia rappresenta un problema: il corso della storia in realtà non cambia, perché in essa i vari pezzi si incastrano a dovere, come in un rompicapo. I cambiamenti importanti sono successi prima delle cose che avrebbero dovuto cambiare, e alla fine tutto si risolve nel migliore dei modi.

Il problema fondamentale del viaggio nel tempo è, molto semplicemente, un problema di grammatica, e l’opera principale da consultare a questo riguardo è il Manuale dei milleuno tempi grammaticali utili al viaggiatore del tempo, del dottor Dan Streetmentioner.>>

 

E durante questi viaggi, si troveranno di volta in volta ad affrontare situazioni assurde, in compagnia di personaggi altrettanto assurdi, come la ricerca della “domanda fondamentale sulla vita, l’Universo e tutto quanto”, la cui risposta già conosciuta è “42”; tenteranno di impedire la conquista e conseguente distruzione dell’universo da parte del popolo di Krikkit, inventore del gioco del cricket;

 

<< Gli abitanti di Krikkit… sono bravissimi ragazzi che per puro caso sono assillati dal desiderio di uccidere tutti. … credono nella pace, nella giustizia, nella morale, nella cultura, nello sport, nell’etica familiare e nella distruzione di tutte le forme di vita. >>

 

impareranno a volare, scopriranno che anche i robot possono soffrire di depressione,

cercheranno di passare indenni dal cocktail party più lungo di tutti i tempi

 

<< Al party più lungo e rovinoso d’ogni tempo e d’ogni spazio gli invitati sono ormai giunti alla quarta generazione e ancora non accennano ad andarsene. Qualcuno una volta ha guardato l’orologio, ma è successo undici anni fa, e la cosa non ha avuto seguito. Il caos è eccezionale e bisognerebbe vederlo per crederci…>>

 

Torneranno sulla Terra, in epoca preistorica; e successivamente sulla Terra di un’altra dimensione, per scoprire dove siano spariti tutti i Delfini dopo aver lasciato un solo breve (e incompreso) messaggio: Addio, e grazie per tutto il pesce.

E ritorneranno nello spazio, per cercare l’Ultimo Messaggio di Dio al Creato.

 

<<L’ultimo messaggio di Dio al Creato… Si trova scritto in lettere di fuoco alte nove metri sulla cima delle Montagne di Quazgar Quentulus nel territorio di Sevorbeupstry, sul pianeta Preliumtarn, terzo del sistema stellare di Zarss, nel Settore Galattico J Gamma Attivo QQ7. Ed è custodito dalla Laestosa Vantriglia di Lob.>>

 

L’ultimo romanzo, porta come titolo la definizione che la Guida stessa mostra ad Arthur alla voce Terra, e riprende la storia 17 anni dopo l’inizio del primo libro. Non è mai stato chiaro se questo romanzo dovesse essere veramente l’ultimo del ciclo, anche a causa della morte prematura di Adams. L’ultimo suo romanzo, Il salmone del dubbio, è rimasto incompiuto ed è stato pubblicato postumo. Dai suoi appunti si intuisce che avrebbe dovuto essere il sesto episodio della Guida e costituirne il nuovo finale, oppure il terzo episodio di Dirk Gently (altra serie di Adams) o ancora “qualcosa di completamente diverso”, almeno secondo le sue stesse parole.

Praticamente innocuo, si apre con una dedica sotto cui ci sono quattro frasi che sembrano tratte dalla Guida Galattica per gli Autostoppisti stessa.

  1. “Qualunque cosa che accade, accade”
  2. “Qualunque cosa che, accadendo, ne fa accadere un’altra, ne fa accadere un’altra.”
  3. “Qualunque cosa che, accadendo, induce se stessa a riaccadere, riaccade.”
  4. “Però non è detto che lo faccia in ordine cronologico.”

E in queste quattro frasi è racchiuso il senso degli avvenimenti del libro, che appaiono ancora più assurdi, ma che stranamente sembrano portare alla più logica delle conclusioni per l’intera vicenda….

<<Sentì calare su di sé un tremendo senso di pace. Sapeva che ormai,per sempre e per l’eternità, tutto era irrevocabilmente finito>>

 

Vi lascio con un’ultima curiosità. Nel 1978 e 1979 Adams scrisse tre sceneggiature per la nota serie TV della BBC Doctor Who, quando il Dottore era Tom Baker: “The Pirate Planet”, “City of Death” e “Shada”. Le prime due furono realizzate, mentre “Shada”, a causa di uno sciopero dei dipendenti della BBC, non andò mai in onda. Le scene girate sono diventate un vero cult per i fan della serie, e la sceneggiatura trasformata in romanzo nel 2012 da Gareth Roberts. Adams scrisse inoltre una potenziale sceneggiatura per un film, che si doveva chiamare Doctor Who and the Krikkitmen, ma che in seguito divenne il suo romanzo La vita, l’universo e tutto quanto. In un certo modo leggendo il libro, prima ancora di scoprire questo fatto, avevo già riscontrato una certa somiglianza, tra i temi e le atmosfere surreali tipiche di Doctor Who e le avventure dei personaggi di Adams.

In conclusione, penso che l’opera di Douglas Adams sia davvero meritevole di essere letta, al di là che si sia o meno amanti del genere fantascientifico, ma son consapevole, per esperienza diretta, che non tutti potrebbero trovare divertenti le situazioni proposte da Adams, perché in fondo si tratta pur sempre di ironia, per di più all’inglese, e non di comicità diretta (alla “Balle Spaziali”, per intenderci).

Quindi buona lettura….. e, mi raccomando, portate sempre con voi un asciugamano!!!

 

Recensione a cura di: ChibiTora

Editing a cura di: Maria

Romanticamente Fantasy

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