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Alle sorgenti del fantastico: Ancillary Sword – La stazione di Athoek di Ann Leckie

Trama
Anaander, il signore del Radch, ha nominato Breq Ammiraglio e le ha affidato il comando della nave spaziale Mercy of Kalr. La missione che le è stata assegnata prevede il trasferimento presso la stazione di Athoek, uno degli avamposti dell’impero, e la messa a punto di un sistema di difesa contro gli eventuali attacchi da parte dei nemici esterni che attentano all’integrità del Radch. Athoek è fondamentale dal punto di vista strategico. La stazione fu annessa sei secoli prima e i suoi abitanti sono perfettamente integrati nella vita dell’impero. Tra di essi ci sono Fosyf, potente e ambiguo produttore di tè, e Basnaaid, la sorella di Awn, l’ufficiale che Breq aveva amato e poi, su ordine di Anaander, ucciso. Ma i giochi di potere presto emergeranno e le contraddizioni e gli intrighi in seno alla stazione porteranno Breq a fronteggiare non solo i nemici dell’impero ma anche coloro che, come Hetnys, il comandante della nave Sword of Atagaris, hanno il compito di difenderlo.

Recensione
Ed eccoci al secondo appuntamento con la saga fantascientifica creata con talento e maestria da Anne Leckie. In stazione di Athoek di Ann Leckiequesto capitolo ritroviamo Breq, unico segmento ancillare sopravvissuto dell’astronave conosciuta come Justice of Toren, che a seguito degli avvenimenti conclusivi del primo libro, si ritrova al comando di Mercy of Karl, investita del titolo di Ammiraglio della flotta da Anaander Miannai, signore del Radch, in persona, o perlomeno dalla parte di Anaander che Breq stessa ha deciso di sostenere. Con Seivarden come Luogotenente e un equipaggio di cui guadagnarsi la fiducia, si ritrova in missione per conto di quella parte del signore del Radch che cerca la pace e la stabilità dell’Impero, non perché abbia definitivamente abbandonato il proprio desiderio di vendetta su Annander, ma piuttosto in virtù del fatto che tale missione le può permettere di avvicinare Basnaaid, sorella di Awn, che lavora come Orticultore sulla stazione di Athoek orbitante intorno a un pianeta di apparente importanza strategica per il signore del Radch. Arrivata qui Breq troverà una situazione di precario equilibrio sociale, e sarà solo grazie alla sua spiccata sensibilità e passata esperienza di Nave Ancillare, che riuscirà a sbrogliare la matassa di un complicato complotto, ritrovandosi però alla fine tra le mani un mistero ancora più antico del Radch stesso.
Ancora una volta possiamo ammirare la maestria della Leckie nel dipingerci situazioni di estrema umanità attraverso gli occhi di Intelligenze Artificiali che di umano non dovrebbero avere nulla. Devo confessare che in alcuni punti mi è parso di ritrovare la fantascienza umanistica di P.K.Dick, unita comunque a uno scenario di ampio respiro tipico della space opera. In questo nuovo capitolo scopriamo qualcosa di più sulla società Radchaai, sulle sue convenzioni civili, e sulla profonda diversità riguardo a ciò che dovrebbe essere e su ciò che è nella realtà. Ritroviamo anche una Breq a tratti diversa dal primo libro, non più volta ossessivamente a una vendetta personale e autodistruttiva, piuttosto attenta alle persone che la circondano, ai loro desideri e benessere, quasi che una parte dimenticata della sua essenza di Nave si fosse risvegliata. Parallelamente ci troviamo anche di fronte a una sorta di indagine sul significato di Giustizia, sulle molte sfumature che un tale concetto può assumere, e le conseguenze che possono ricadere anche su chi la persegue e la invoca per sé e per gli altri.
Come già avevo detto in occasione del primo libro, Anne Leckie crea un universo che vale assolutamente la pena visitare, attraverso la fantascienza ci conduce in un viaggio tra le profondità dei sentimenti e delle passioni dell’animo umano che a volte può risultare più pericoloso di un viaggio fra le stelle.
Recensione a cura di: ChibiTora
Editing a cura di: LadyLightmoon1

Romanticamente Fantasy

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