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A tu per tu con : Sylvia Kant

Ciao Sylvia, grazie mille per aver trovato il tempo di rispondere a questa intervista. Ho appena finito di leggere Prova ad amarmi, perciò le domande che desidererei farti sono molte, di conseguenza direi “bando alle ciance!”

Sei nata come autrice self, poi il destino ha voluto farci conoscere Antony anche a livello di CE. È stato difficile adattarsi alle scelte dettate dagli editor? Vi è da dire però, che moltissime tue lettrici hanno postato il loro selfie con il cartaceo in mano sul tuo profilo Facebook e di conseguenza significa che un pelino di visibilità in più è arrivata nell’immediato e sono certa che crescerà a dismisura in futuro. Credo che questa sia un’arma a doppio taglio, nel senso che, se prima erano in molte ad aspettare un seguito, ora sono in moltissime a farlo. Come si vive con l’ansia da prestazione?

L’unica difficoltà riscontrata è stata quella di dover accettare il cambio di titolo e la copertina del libro, scelta dovuta a politiche di marketing che, da profana, ignoro. Per il resto, non ho avuto grandi restrizioni, tranne quella di dover “asciugare” un po’ il romanzo, dato che la carta costa e, sia io che la Newton, amiamo l’Amazzonia.

Ansia da prestazione? Be’, a volte, leggendo i vari commenti al libro, mentre rileggo quello che ho scritto, mi capita di pensare: “Questa cosa non incontrerà il parere favorevole dei lettori”, ma poi penso che il primo libro l’ho scritto per divertire me stessa e non gli altri e così continuo a scrivere come mi pare e, soprattutto, quello che mi pare. Se poi al pubblico piacerà, ne sarò certamente felice, altrimenti vorrà dire che, almeno, mi sarò divertita io. Vicecersa, sono più che certa che, agendo in altro modo, non divertirei me stessa e neppure loro 😉 .

Perdona la mia domanda ma è stata la prima cosa che ho notato. Stilisticamente a cosa si deve la scelta di scrivere solo sei capitoli? È inusuale. All’inizio io avevo timore ad affrontare la lettura, in quanto temevo di non essere in grado di seguire un ritmo così serrato. E invece non è stato affatto difficoltoso; ogni capitolo era un susseguirsi di emozioni, a volte positive e molte altre negative, ma era davvero impossibile chiudere il libro. Come hai fatto ad ottenere un effetto simile?

Ogni capitolo racchiude una settimana di avventure vissute dalla protagonista e un progressivo avvicinamento al suo grande amore. Si inizia col sabato, per poi proseguire con gli altri giorni della settimana, che, in realtà, sono dei sotto capitoli. Personalmente ho sperimentato vari tipi di amore: quello che cresce piano piano negli anni, giorno dopo giorno, diventando sempre più forte e il colpo di fulmine scioccante come uno schiaffo in pieno viso. L’amore di Angela e Antony è un perfetto mix dei due: c’è il colpo di fulmine, l’amore che cresce con la conoscenza reciproca, giorno dopo giorno, ma il tutto avviene in un lasso di tempo molto breve, perché il loro non è un amore come gli altri 😉

Argomento erotico. Parli di sesso con terminologie precise e di bondage, orge, abusi, prostituzione, perversione e pratiche sessuali inconsuete. Ho letto molti romanzi in cui venivano descritte situazioni al limite del porno, e ti confesso che la cosa mi suscita sempre molto fastidio, ma in Prova ad amarmi non ho visto nulla di tutto ciò. Non ho trovato alcun paragrafo volgare. In che modo sei riuscita a non cadere nella trappola dei romanzetti ordinari al limite dell’osceno?

Niente di trascendentale: ho semplicemente pensato alle cose che, generalmente, mi danno noia quando leggo i libri altrui 😉 .

Angela Palmieri viene descritta come una povera papera, una donna insignificante, una bellezza ordinaria; allo stesso tempo però usi aggettivi come tigre in gabbia, attraente ed intrigante, un mix micidiale di timidezza e sensualità. Ha un effetto afrodisiaco sugli uomini perché inconsapevole del fascino che esercita su di loro. Per vari motivi, che non ho intenzione di spiegare per non fare spoiler, entra in contatto con uomo che le usa violenza; all’inizio è affascinata dal lato “selvaggio” della relazione che intraprende, poi però, quando le cose diventano pericolose, trova il coraggio di ribellarsi. Puoi approfondire il concetto di gioco che rischia di degenerare in violenza contro le donne? Collegato a ciò, Angela nel momento più brutto della sua vita, non chiama Tony, il suo grande amore, ma un altro uomo, Thomas, un anziano che rappresenta più di un fratello per lui. Perché lo ha fatto? Perché si rende conto che, forse, è bene accettare i consigli di una persona più matura che le vuole bene? Questa sarebbe stata l’occasione giusta per far correre Anthony da lei, eppure non lo ha fatto. Non è stata così superficiale, e non lo ha chiamato perché si vergognava dell’accaduto oppure perché avevano appena litigato. Lo ha fatto per un altro motivo. Qual è?

Angela Palmieri è una ragazza carina come tante. Quale donna, seppur ordinaria, non è mai stata affascinante, intrigante, un mix micidiale di timidezza e sensualità, per uno o più uomini, nel corso della sua vita? In un mondo, poi, dove la bellezza è tristemente stereotipata, la normalità splende di luce propria. Ed è proprio questa “normalità” che calamita l’attenzione di Antony. E non solo la sua.

Glenn, in realtà, non gioca affatto. La violenza di cui, sempre più spesso, Angela diventa oggetto, non è un gioco di ruolo con regole e safeword, bensì la “slatentizzazione” di una patologia le cui radici affondano nell’impossibilità di saper gestire e accettare il rifiuto da parte del partner. In uno dei momenti più brutti della sua vita, Angela si rivolge a Thomas per tutti i motivi che hai elencato: essendo molto legata alla sua famiglia e al padre, ha bisogno di una figura paterna e rassicurante. Antony è senz’altro rassicurante, ma i sentimenti che le suscita, e l’“anima nera” di lui, lo sono molto meno, inoltre egli l’ha avvisata che Glenn sarebbe potuto diventare violento e questo, senz’altro, la fa vergognare profondamente della propria stolidità. Senza poi considerare il fatto che Antony, dopo la cena a casa di Rachel, le ha fatto chiaramente intendere di non desiderare ulteriori rapporti con lei. Ma, nel momento di maggior bisogno, rivolgendosi al miglior amico di Antony, Angela, inconsapevolmente, cerca proprio un contatto con lui.

E arriviamo a Tony! Quante domande vorrei farti… Lui è un vulcano islandese, ghiaccio fuori e fuoco dentro. È dolce, tenero, premuroso, gentile, affettuoso e passionale nel privato, ma allo stesso tempo, nella sfera pubblica, è veleno allo stato solido, spietato, a tratti crudele, feroce, brutale e senza alcuna pietà. Non voglio farti una domanda precisa su di lui, mi piacerebbe che tu parlassi un po’ di Antony Barker, del tuo Tony, di come è nato e come si è sviluppata l’idea del suo personaggio nella tua mente.

Tony prende vita a partire da un personaggio che ho conosciuto. Un uomo che organizzava realmente le “feste per i ricchi”. A questo primo spunto, si sono aggiunte alcune personalità maschili che ho avuto modo di frequentare nel corso degli anni e che, come comune denominatore, avevano questa strana dicotomia tra l’essere assolutamente glaciali in determinati frangenti e, viceversa, incredibilmente capaci d’amore in altri, quasi che due distinte personalità albergassero nei loro cuori e nelle loro menti. Altro comune denominatore tra questi uomini era la loro assoluta libertà sessuale.

Angela è una donna che fino all’ultimo tenta di resistere all’Anima nera, e che ci sarebbe riuscita se quel demone non fosse, sotto sotto, un bellissimo angelo in cerca di redenzione. La prima volta che fanno l’amore, perché di amore si tratta, è da favola, diciamo una Bella e la Bestia per adulti. Con il senno del poi, ti sei pentita della scelta di averla fatta resistere così a lungo oppure avresti preferito dilungarti maggiormente sulla loro romantica intimità?

Ho sempre preferito “La bella e la bestia” a “Cenerentola”, anche se Cenerentola ha sempre venduto di più 😉 . Comunque no. Non mi sono pentita di aver fatto resistere così tanto Angela alla sua “Bestia”. La storia, nella mia mente, ha sempre avuto questo unico sviluppo.

Tony è un personaggio che è entrato nel cuore e nei sogni di tutte le tue lettrici. Se e quando scriverai una nuova storia, non temi lo spettro del bel gigolò? O meglio, non hai paura che il tuo prossimo protagonista maschile risenta del paragone del suo fratello maggiore?

Ho in testa (e già sulla carta) molti altri personaggi maschili piuttosto interessanti. Certo, Antony, per me, resterà sempre il primo amore e, probabilmente, anche per i lettori, così come Christian Grey è pur sempre Christian Grey, nonostante io sia follemente innamorata di Soren e Kingsley della Reizs e senza contare la cotta spaventosa che presi, a suo tempo, per Jesse Ward della Malpas e quella che, attualmente, ho per Bjorn della Maxwell. Magari, i prossimi personaggi piaceranno a tutte quelle donne che, invece, hanno profondamente odiato Antony… Chissà 😉 .

Il tuo romanzo si colloca nella categoria degli erotici, ma ha in sé una sfumatura di giallo, lo si comprende sin dall’inizio. C’è tanta sessualità, ma anche tanti intrighi e tanti misteri. È stato complicato coniugare il rosa e il giallo?

Difficile individuare subito l’assassino in un vero giallo. Qui, invece, si capisce tutto fin dall’inizio o, comunque, il dubbio sorge presto, perciò, questo romanzo, di giallo ha davvero ben poche sfumature e non aveva alcuna pretesa di averne, ma, forse, proprio questo è il fattore che intriga: Angela non è cosciente del pasticcio in cui si è ficcata, ma il lettore se ne rende perfettamente conto e l’accompagna per mano, via via che la fanciulla apre gli occhi, proprio come farebbe un amico fidato.

A questa domanda ho la sensazione di conoscere già la risposta, ovvero un bel “no comment!”, ma ci provo ugualmente… Quanto dobbiamo ancora aspettare per sapere come si evolverà la storia di Angela e Tony? Ti prego… Quella depravata, spregevole, ripugnante, ignobile e pervertita di Rachel (e mi limito qui con i “complimenti” che le rivolgo) farà una brutta fine, vero? Almeno un piccolo indizio… Pleaaaaaaaaaaase!!!

La casa editrice mi ha assicurato che il sequel uscirà tra pochi mesi. Per quanto concerne Rachel… Be’… no comment 😉 😀 😀 😀 .

Le mie interviste si concludono sempre con una domanda “pagliaccia” che però, a mio avviso, in qualche modo è attinente o al romanzo o alla scrittrice; domanda da un milione di dollari: lasagne o tagliatelle al ragù?

Lasagne o tagliatelle al ragu’? Duncan non avrebbe alcuna esitazione, dato che adora le tagliatelle, ma io, di appena un’incollatura, scelgo le LASAGNE! 😉

Grazie mille, Sylvia, per il tempo che mi hai dedicato soprattutto perché sono a conoscenza del fatto che ti è costato non poco trovare cinque minuti per me. Non ti dirò di correre a scrivere il seguito, perché non sarebbe corretto. Però lo penso e credo di interpretare il pensiero di molte tue lettrici. Sto scherzando, giuro!

Grazie per le tue domande, Mytra. Mi hanno messa a dura prova 😉 . Se non ti ho soddisfatta, o vuoi che approfondisca ulteriormente, o vuoi farmene delle altre, sono a disposizione. Un bacione e a presto, Sylvia :*

Mytra

baby.ladykira

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