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A TU PER TU CON MARILENA BARBAGALLO, con la recensione del suo ultimo libro “Lui vuole tutto”

a cura di Mytra

Benvenuta in Rfs Marilena. Sono tanto felice che tu sia qui, ho finito ieri sera il tuo romanzo Lui vuole tutto e non vedo l’ora di porti alcune domande che mi frullano per la mia testolina indiscreta. Pronta?

Inizio subito con la domanda difficile. Nel tuo libro, se pure con estremo tatto, affronti il tema di abuso su minori. Per quale motivo hai inserito questo argomento così scottante, verso il quale molte lettrici provano, giustamente, ostilità? È una tematica non facile da leggere, non tutti riescono ad affrontare tematiche del genere…

Quando creo un personaggio cerco sempre di cucirgli addosso un trauma. Volevo scrivere di un uomo spezzato nel profondo. Per me Krum doveva essere il risultato di quello che aveva subìto da bambino. Per creare Krum era necessario creare un trauma infantile potente. Il tema dell’abuso minorile era quello che secondo me poteva influenzare per sempre un uomo così duro come lui. Non mi sono subito resa conto di quanto fosse forte e crudo l’argomento, e quando me ne sono accorta ho cercato di limitarmi nelle descrizioni. Ero entrata talmente tanto nella testa di Krum che le scene, le azioni, i suoni, gli odori, sono diventati semplicemente una conseguenza. È stato come leggere la mente di un personaggio reale e non finto. Lui si muoveva nella mia testa e io ero diventata solo una spettatrice. È stato difficile immaginare alcune cose in particolare. Ho provato repulsione ed è una cosa che continuo a provare adesso che sto scrivendo il seguito. Ad ogni modo, ho scelto di non approfondire, è bastato rendere l’idea di cosa aveva passato Krum, e ho preferito mostrare quel poco che serviva a far capire il personaggio.

Questo è uno dei romanzi più sensuali ed elettrizzanti che abbia mai letto, nonostante il sesso tra i protagonisti sia appena accennato. Ogni occhiata di Krum mette completamente a nudo Ambra, e molti sguardi di quest’ultima trafiggono come lame il cuore del bel bulgaro. Gli occhi credo che siano la prima cosa che notiamo in una persona, ma perché continuano ad avere una parte così importante per tutto lo svolgimento della trama? C’è qualcosa che mi sfugge, perché Krum è così ossessionato dal fatto che Ambra lo guardi sempre e comunque negli occhi?

Quando qualcuno ci guarda negli occhi ci sentiamo esposti, soprattutto quando chi ci sta rubando lo sguardo è qualcuno che ci provoca sensazioni che non siamo in grado di controllare. Per Krum è il contrario. Lui ha sempre guardato la gente negli occhi solo per imporre se stesso, per comunicare la sua autorità e per intimorire gli interlocutori. Tutti hanno sempre abbassato lo sguardo. Krum ha sempre avuto a che fare con gente incapace di contrastarlo. Con Ambra questo non succede. Lei regge lo scontro, lei tiene in pugno ogni occhiata e gli dimostra di essere in grado di tenergli testa. Questo stimola Krum, che trova affascinante la forza di Ambra. Lui si sente vivo, considerato, non più temuto, ma accettato. È come se comprendesse che Ambra sceglie di guardarlo perché lo vuole, perché non può farne a meno. Così, ogni volta che lei è di fronte a lui, esige i suoi occhi, perché desidera provare qualcosa. Per lui è importante sentire qualcosa.

Domanda sciocca, ma devo mantenere intatta la mia fama di pagliaccia. Per quale ragione Krum non è tatuato? Voglio dire è sexy, bellissimo, alto, moro, capelli spettinati, sguardo assassino, imponente, imperioso, poderoso (potrei continuare tutta la notte a scrivere aggettivi su di lui) e non ha neanche un tatuaggio. Anche in questo caso sei contro corrente, vanno così di moda i giovanotti tatuati. Per quale motivo non hai voluto che anche lui fosse un quadro artistico, dato che di arte lui se ne intende abbastanza?

Krum ti risponderebbe: “Perché dovrei coprire la mia pelle? Io sono perfetto così”. Ultimamente la tendenza vuole che i personaggi siano molto tatuati. Non ho voluto Krum così, non per evitare di seguire la moda, piuttosto perché i tatuaggi non appartengono a lui. Per Krum il concetto di “sempre” non esiste. Niente per lui è per sempre e rifiuta tutto ciò che è permanente, semplicemente perché non ci crede. L’unica cosa che ha sempre avuto è se stesso, il suo corpo che è sempre stato un oggetto. Direi che lasciarlo totalmente privo di tatuaggi, è un po’ come preservarlo, non cambiarlo, non stravolgerlo.

In una frase Ambra afferma “A volte godersi il presente vale più di vivere mille vite passate e future”. Perché nessuno dei due è in grado di farlo realmente? Perché il passato è così ancora radicato in entrambi?

Se si lasciassero andare smetterebbero di combattersi. Krum e Ambra sono fatti per lottare. Non sono e non saranno mai una coppia che dura più di due giorni senza litigare. Loro si nutrono di piccole battaglie, è il loro modo di comunicare. È un po’ come dire “ti odio” e invece gridare “ti amo”. Loro sono così, hanno bisogno di puntarsi continuamente il dito contro. Tutto questo impreziosisce sempre il momento “della pace”. Perciò sanno che ogni scontro serve a rendere unico ciò che viene dopo.

Mi ha colpito molto il modo in cui Ambra si rapporta con le emozioni che prova. Lei afferma di essere contrariata, curiosa ma mai, per esempio, disgustata da se stessa: c’è una bella differenza. Con tutto l’odio che prova per Krum, perché provare attrazione nei confronti del suo rapitore fa di lei una donna e non una pervertita?

È quello che mi sono chiesta io. Ho pensato: “se fossi al posto di Ambra, mi sentirei una donna o una pervertita?”. Se il desiderio che prova Ambra per Krum fosse solo fisico, una brama egoista e momentanea, prettamente carnale, allora forse si potrebbe parlare di perversione, di un desiderio estremo che si prova per qualcuno che ci ha fatto del male. Sarebbe un desiderio macchiato dalla voglia di provare un momento forte, violento, non consenziente. Ma Ambra è travolta mentalmente prima di tutto. Lei è connessa a Krum a livello platonico. Il desiderio sessuale subentra dopo, è una conseguenza. Per questo penso che quell’attrazione la renda donna e non “pervertita”, perché è un desiderio maturo e consapevole, profondo e proibito. E ogni desiderio è sempre un po’ proibito.

Senza riportare la frase finale interamente e non incorrere così in spoiler, Krum le dice “Odiami, ma fallo fino in fondo. Odiami, se ti farà stare meglio. Io lo farò, ti odierò con tutto me stesso”. Allora, a prescindere dal fatto che hai ucciso il mio cuore e un pochino, ma proprio pochino pochino ti ho odiata io, questa è la frase di uomo ferito, di un uomo che ha perso tutto. Dove è finito il mantra di Krum “Non lasciarti toccare da nessuno, né fuori né dentro”?

Per ogni cosa c’è sempre un’eccezione. Ambra è l’eccezione di tutto. Per Krum Ambra è tutto quello che non ha mai provato, quindi lui è attratto dalle sensazioni che lei gli scatena. Accetta che lei sia l’unica a potersi avvicinare alla sua anima. Ne è spaventato, ma ne è affascinato, perciò le permette di arrivare dove nessun’altro potrebbe. È quello che accade nella vita quando si trova l’altra metà di noi stessi.

Krum è un uomo segnato da un passato devastante, solitario e taciturno. L’affetto lo descrive con le azioni, i gesti, la concretezza anziché parole che non portano a nulla. Sostiene di non meritare niente dalla vita, di non meritare la felicità, non meritare di essere amato e di non essere lui stesso in grado di amare. Quando però può realmente dimostrare di essere malvagio non lo fa, ergo non lo è. Quando Ambra inveisce contro di lui, il dolore che prova brucia, è come una pallottola nel cuore; quando lei si arrabbia, lui continua a chiedersi che cosa abbia fatto di sbagliato. Io mi domando, perché Krum non capisce che anche lui merita un po’ di pace? Perché deve scontare colpe che non ha? Perché deve reggere il peso del mondo da solo?

Krum ha sempre provato un fortissimo senso di colpa dovuto a ciò che ha fatto ad Ambra in passato. Nel secondo libro approfondisco alcuni avvenimenti della sua infanzia che hanno alimentato nel tempo una vergogna che lui prova nel profondo. Verranno a galla episodi che faranno comprendere più a fondo perché Krum fa certe cose, perché si sente in un determinato modo, perché vede in se stesso un uomo imperfetto, perverso, sporco. Krum si sente sporco e, per via di ciò che è stato, non crede di meritare un po’ di pace. Lui è testardo e vede solo ciò che vuole vedere. Vedremo se Ambra riuscirà a mostragli quella luce che si ostina a non accogliere.

Krum definisce Ambra, per ben tre volte, angelo. Solo a me, nonostante comprenda il suo passato, lei sembra un demone? Lui le ha spiegato i fatti, ma nel cuore della Livori sembra non ci sia spazio per le seconde possibilità? Perché?

La caratterizzazione di Ambra è stata molto importante. Non volevo creare la solita donna apparentemente sottomessa, quella che si lascia andare facilmente, che perdona qualsiasi cosa perché legata profondamente a un uomo. Volevo mandare un messaggio diverso con lei, mostrare che una donna può essere in grado di combattere un uomo incontrastabile come Krum. Per lui ci voleva una partner quasi alla stessa altezza, in termini di forza e prepotenza. Krum non avrebbe avuto nessuno stimolo se Ambra non fosse stata il “demone” che è in varie occasioni. Gli uomini come Krum hanno bisogno di essere contrastasti costantemente, perché nella loro natura c’è quella voglia continua di prevaricare. E così è anche Ambra. In realtà loro sono molto simili, perciò lo scontro è inevitabile. E poi, se ci soffermiamo sul trascorso di Ambra, in verità, non le si può dare torto. Ciò che ha passato non è certamente facile da perdonare. Al suo posto penso che tutte noi avremmo preteso rispetto. Accanto a Krum non potrebbe mai starci una donna accondiscendente, perché non tirerebbe fuori la sua vera essenza.

Dopo la frase finale del libro, ci puoi anticipare qualcosa sul tuo prossimo libro? Sarà una duologia o proseguirà? Rivedremo Oscar ed Emma? Krum soffrirà ancora molto? Ambra avrà la serenità che merita? Dicci qualcosa, quello che vuoi, ma parla (ops, scrivi), ti scongiuro!!!

La storia era nata per essere un unico libro, ma poiché io amo approfondire la psicologia dei personaggi, ho dovuto sacrificare spazio e rimandare alcuni eventi. Non riuscivo a narrare tutto in un unico volume, così ho deciso di proseguire, anche perché sono la prima che si affeziona ai personaggi e non riesco a lasciarli andare. Per me avevano ancora tanto da dire e da fare, quindi ho deciso di sviluppare la storia in due libri. Sarà una duologia. Verrà approfondita la storia dei guardiani, quindi conoscerete qualcosa in più su Oscar e Manuel. La mia vena sadica mi obbliga a continuare a far soffrire i personaggi, quindi ci saranno ancora alcuni ostacoli da superare. Il percorso per arrivare alla serenità è ancora lungo, e poi… non è detto che si arrivi alla luce. A volte, il lato oscuro è talmente fitto che uscirne è complicato.

Per concludere: ala dei cinque sensi, che porta scegli?

Scelgo la stanza dell’udito. Il perché lo leggerete nel secondo volume.

Grazie mille Marilena per il tempo che mi hai dedicato. Sei stata gentilissima. Ora però fila a scrivere, sono affetta dall’effetto Krum, e solo tu puoi darmi l’antidoto per guarire. Sia chiaro, al massimo qualche cerotto, qualche punto di sutura, ma non mi fare ricoverare, perché anziché finire al pronto soccorso, mi si spalancherebbero le porte della psichiatria.

Grazie a voi per aver pensato a me. Mi sono divertita molto a rispondere alle domande. E grazie al blog Rfs, vi seguo sempre, è stato un piacere partecipare a questa intervista.

Recensione

Con l’occasione , qui vi proponiamo la recensione dell’ultimo lavoro di Marilena Barbagallo dal titolo “Lui vuole tutto“. Buona lettura!

baby.ladykira

Admin Founder del gruppo ROMANTICAMENTE FANTASY SITO

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